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IN AZIONE

Comenius
Scienze naturali in chiave iberica: un'esperienza di job shadowing nell'educazione scientifica


Il racconto del professor Pirrani* che ha trascorso 15 giorni in formazione in servizio Comenius all'interno del Centro di documentazione e sperimentazione per le scienze di Barcellona.
 

Nell’ambito delle attività programmate per il mio dottorato di ricerca, nel 2007 ho visitato l’Università Pompeu Fabra di Barcellona per conoscere da vicino la metodologia didattica denominata problem-based learning (apprendimento basato su problemi - ABP). Durante la permanenza presso l’università sono venuto a conoscenza del Centro di documentazione e sperimentazione per le scienze (CDEC), un’istituzione che offre servizi agli insegnanti di scienze e che dipende dal Dipartimento dell’educazione del Governo autonomo catalano.

Ho successivamente deciso di richiedere all’Agenzia nazionale LLP il finanziamento per svolgere un periodo di formazione in servizio Comenius e, nel settembre 2009, sono partito alla volta di Barcellona per due settimane di permanenza in job shadowing presso il CDEC.

Cos'è e cosa fa il CDEC
Il CDEC nasce 25 anni fa come centro di supporto per gli insegnanti di fisica, chimica, scienze della Terra e biologia che prestano servizio nelle scuole primarie e secondarie della Catalogna. In particolare, nasce per fornire alle scuole che ne fanno richiesta un supporto per la parte sperimentale delle scienze: strumentazione e materiali, compresi organismi vivi e piastre di coltura. Un servizio di questo genere facilita enormemente lo svolgimento delle attività di laboratorio nelle scuole, poiché risolve il problema di reperire risorse, che spesso scoraggia  anche i docenti più motivati all’attività di laboratorio con le classi. Inoltre, permette, da un lato, di minimizzare i costi di acquisto per l’Amministrazione scolastica e, dall’altro, di ottimizzarne la fruizione. Infatti, nel complesso, il materiale è acquistato in quantità inferiori e non rimane sottoutilizzato come succede quando ogni singola scuola proceda autonomamente all’acquisto.
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Il materiale in prestito nelle scuole: un vantaggio per tutti

Il sistema di prestiti è molto efficiente (le richieste si fanno ormai per via telematica) e dà possibilità anche alle scuole che non hanno molti fondi di usufruire di attrezzature che altrimenti non potrebbero permettersi. Il centro è finanziato da quello che in Italia sarebbe l’assessorato regionale all’istruzione e l’unico costo per le scuole sta nella spedizione di ritorno al CDEC una volta che hanno utilizzato materiale e attrezzature. Ma chi ci guadagna di più sono i docenti e, di conseguenza, gli alunni. Infatti, gli insegnanti non si devono preoccupare di cercare, magari in qualche università o laboratorio in cui si conosce qualcuno, o preparare autonomamente il materiale necessario per svolgere le sperimentazioni di laboratorio, soprattutto quelle che richiedono materiale vivo disponibile.
Il supporto che il centro fornisce ai docenti, però, non si esaurisce con la fornitura di materiale, ma prevede anche la possibilità di offrire consulenza, formazione e di attingere a unità didattiche già impostate. Un esempio di unità didattiche organizzate sono quelle elaborate per la scuola secondaria obbligatoria nell’ambito del programma “Scienza, competenza e contesto”.

Nel CDEC esistono anche gruppi di lavoro specifici per la nuova disciplina “Scienze per il mondo contemporaneo”, obbligatoria in Spagna in tutti gli indirizzi di studio a partire dallo scorso anno scolastico e per l’educazione ambientale e lo sviluppo sostenibile. In sostanza, il centro punta molto a una impostazione basata sulle scienze contestualizzate e sull’alfabetizzazione scientifica diffusa.

cellule.jpgLe attività del Centro catalano

Negli ultimi anni, il CDEC, oltre ai corsi centrati sulle attività sperimentali delle singole discipline, ha potenziato l’attività di formazione, proponendo corsi di aggiornamento sulle metodologie didattiche innovative indirizzati a diffondere una didattica improntata allo sviluppo di competenze.

Inoltre ha potenziato l’attività di ricerca nell’ambito dell’innovazione educativa, la quale viene svolta in collaborazione con il Dipartimento di didattica della matematica e delle scienze sperimentali dell’Università Autonoma di Barcellona.

Per tutte queste attività il CDEC si avvale di 7 insegnanti distaccati a tempo pieno, di 2 tecnici di laboratorio, di un impiegato amministrativo, di un direttore e di una decina di collaboratori a tempo parziale.

Recentemente il CDEC è diventato parte di un’istituzione più ampia denominata CESIRE (Centro specifico di supporto all’innovazione e alla ricerca educativa) che comprende oltre al centro per le scienze sperimentali anche dei nuovi centri che si occupano della didattica della matematica, della tecnologia, delle lingue, delle scienze sociali e dell’educazione fisica. Questi centri disciplinari offrono poi la loro attività di formazione attraverso i 79 centri territoriali che coordinano la formazione degli insegnanti di tutte le discipline in tutta la Catalogna, in ognuno dei quali lavorano altri insegnanti distaccati.

Tutto questo tipo di organizzazione del sistema educativo Catalogna è un esempio concreto di che cosa significa investire realmente nel supporto ai docenti e nell’educazione scientifica. Per permettere di fare un paragone con i numeri delle realtà italiane, si tenga presente che in Catalogna ci sono circa 2000 insegnanti per tutte le scienze sperimentali nel loro complesso e circa 500 istituti secondari pubblici.

Formazione sull’apprendimento basato su problemi
Durante il periodo di job shadowing, oltre ad aver avuto modo di visitare e conoscere l’organizzazione del centro, di visitare alcuni istituti e di partecipare ad attività di formazione e a conferenze alle quali assistevano anche le colleghe distaccate presso il CDEC, ho avuto l’opportunità di lavorare con loro alla preparazione di un modulo sull’apprendimento basato su problemi (ABP). Questo modulo sarà integrato nell’attività di formazione offerta dal centro in tutta la Spagna. Qui in Italia lo stesso modulo sarà alla base di un corso di aggiornamento impostato sull’ABP che viene proposto anche tramite l’ANISN (Associazione nazionale insegnanti di scienze naturali). Questa metodologia, che rientra tra quelle ispirate alla cosiddetta inquiry-based science education ed è ampiamente diffusa in alcuni Paesi, risulta essere particolarmente adatta per stimolare lo sviluppo di competenze scientifiche negli studenti e per far loro raggiungere un maggior grado di autonomia e di responsabilità rispetto al proprio apprendimento.

francopirrami_1.jpg*Franco Pirrami insegna Scienze della Natura e Scienza della Materia presso l’I.I.S. “Savoia-Benincasa” di Ancona e sta svolgendo un dottorato di ricerca sull’uso di metodi di apprendimento attivi nella didattica delle Scienze naturali presso l’Università di Camerino.

Per contatti: franco.pirrami@unicam.it

 

 

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