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IN AZIONE

Comenius
Sviluppare la cittadinanza attiva nelle scuole non è un compito facile. Al Brocchi si fa così


Il Framework Europeo ci dice che “Le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione.” Delle otto competenze identificate dallo European Framework come cruciali per l’istruzione e la formazione lungo tutto l'arco della vita, la numero 6, le competenze civiche e sociali sono quelle che dovrebbero essere acquisite entro la fine della scuola dell’obbligo.
 

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unitedkingdom.gifCivic Competences for an Active Citizenship



Sviluppare le competenze della cittadinanza nelle scuole
, cioè sviluppare responsabilità, partecipazione e cittadinanza attiva per accrescere il benessere nella comunità, non è un compito facile, anche perché “la cittadinanza” è così complessa che risulta difficile decidere dove e come intervenire.

Per prima cosa, la scuola deve essere, o cominciare ad essere, “una comunità educante all’interno della quale gli studenti e le studentesse … hanno l’opportunità di crescere sul piano umano e culturale”. Il compito di una istituzione è di perseguire “l’obiettivo di formare cittadini e cittadine[2] futuri, che possano identificare e sviluppare le competenze che li renderanno in grado di “partecipare in un modo efficace e costruttivo nella vita lavorativa e sociale delle società sempre più diversificate”.

Chiaramente nessuna scuola può agire da sola, ma deve, necessariamente rivolgersi ed aprirsi al territorio; cooperare e lavorare con altre istituzioni e creare collegamenti con altri settori della società in modo da creare le condizioni nelle quali gli studenti possano diventare realmente cittadini attivi. Sviluppare la cittadinanza deve essere un compito condiviso da tutti: studenti, insegnanti, dirigenti scolastici, personale A.T.A., altre istituzioni, enti pubblici, amministrazioni locali, in breve l’intera comunità, sia dentro sia fuori le scuole.

Con l’introduzione della Riforma Scolastica, a settembre 2010, “Costituzione e Cittadinanza” sono diventate materia d’obbligo nel curricolo di tutte le scuole di ogni grado: attualmente tendono ad essere inglobate “dentro” altre materie. Ma la “cittadinanza” è fin troppo vasta per essere relegata ad un’ora alla settimana; piuttosto, dovrebbe diventare un tema ricorrente in tutte le attività, sia dentro, sia fuori dall’aula. Nei diversi sistemi d’educazione in Europa gli insegnanti godono di diversi gradi di “flessibilità” nell’influire sul contenuto dei programmi che svolgano nelle loro classi: ma la mancanza di flessibilità non è un problema insuperabile poiché ci sono tanti modi per sviluppare le competenze di cittadinanza nelle scuole di ogni ordine e grado, fin dalle elementari si può sempre trovare uno spazio e una modalità idonea.

I diversi progetti qui descritti, sono alcuni di quelli attualmente in atto al Liceo Brocchi (clicca sul link per un quadro completo) nel tentativo di sviluppare la Sesta delle Otto competenze chiave descritte nel Framework, che tutti i giovani dovrebbero aver appreso prima di lasciare la scuola.

Creek2.jpgIl primo progetto qui descritto s’intitola “Progetto rete Costituzione Glocal – Mente” ed è stato creato in risposta alla Riforma Scolastica prevista per settembre 2010. Coinvolge due reti scolastiche, una provinciale ed una interregionale. Si focalizza su quattro nuclei tematici fondamentali:

  1. Democrazia e partecipazione
  2. Identità e alterità
  3. Persona umana e diritti
  4. Parità e differenze [3]

Le finalità del progetto sono di educare alla cittadinanza attiva, alla democrazia ed alla partecipazione responsabile (come valori fondanti della società in un’ottica glocale); “alla pace, alla parità, al rispetto per l’ambiente e allo sviluppo sostenibile. Il progetto cerca anche di promuovere la conoscenza e la consapevolezza dei principi e dei valori della Costituzione italiana” [4], della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea ed di altri documenti chiave studiati, come pure di sviluppare le capacità critiche degli studenti-cittadini che rispettano i valori condivisi a livello globale, internazionale e locale = GLOCAL. Questo significa impegnarsi per creare un clima di condivisione e di solidarietà nei contesti scolastici applicando i valori individuati nelle legislazioni analizzate, promuovere il rispetto per i diritti e la dignità umana in ogni situazione ed esercitare consapevole partecipazione sia nei diversi organismi scolastici sia nel territorio.

Le strategie didattiche sono focalizzate sulle metodologie di cooperative learning (lavoro di coppia, in gruppo, progetti, apprendimento attivo) e sulla programmazione interdisciplinare: gli insegnanti del Consiglio di classe cercano un tema comune a più materie, costruiscono un modulo pluridisciplinare ed incoraggiano gli studenti a identificare collegamenti tra le varie materie. Per esempio quest’anno, moduli pluridisciplinari sul tema della cittadinanza, costituzione e diritti umani sono stati creati in molte classi 4° del Liceo Brocchi . Nelle classi che hanno aderito alle varie attività del progetto, l’intero Consiglio di classe è stato coinvolto nella progettazione e lo sarà anche nello svolgimento delle attività e nella valutazione delle competenze acquisite.

Creek1.jpgPer quanto riguarda i materiali e i realia previsti, la lista suona familiare: incontri con esperti, visione di film, documentari, videoconferenze, studi di caso, Webquest, analisi di argomenti di attualità, simulazioni, role play, ecc., ma sempre associati all’idea di “imparare facendo” (learning by doing) attraverso l’esperienza diretta, l’osservazione e le ricerche informate, rendendo le conoscenze acquisite pertinenti, agganciate al vissuto degli studenti ed all’attualità, e quindi più coinvolgenti e più interessanti. Il progetto sarà monitorato in itinere con autovalutazione del processo e dei risultati finali e, importante, attraverso il feed-back dagli studenti.

Va menzionato un progetto innovativo attuato nell'Istituto Comprensivo Due Carrare di Padova. Il progetto è stato ideato per educare allievi dagli 11 ai 14 anni alla cittadinanza attiva, alla democrazia e alla partecipazione responsabile sia dentro che fuori la scuola, anche attraverso la partecipazione diretta al processo democratico. Gli studenti studiano testi e temi simili a quelli del progetto del Brocchi (ma adattati al loro livello), poi, fuori dalla scuola, mettono in pratica la teoria che hanno appreso in aula. Sono incoraggiati ad identificare i problemi, o le cose che vorrebbero cambiare od introdurre nella propria comunità locale, stendono proposte e si incontrano con un rappresentante del Comune, infine mandano le loro proposte al Comune e ne seguono l’iter dall’inizio alla decisione finale. Nonostante il progetto sia stato ideato per ragazzi/e della scuola media, le idee e la metodologia non hanno limiti di età.

Creek5.jpgIl prossimo progetto descritto, in corso al Brocchi, ha adottato un approccio hands-on per sviluppare le seguenti competenze di cittadinanza: rappresentazione, mediazione e partecipazione. Questo progetto, La Meglio Gioventù [5], mira a sviluppare competenze di gestione del gruppo e di rappresentazione, intende promuovere la partecipazione attiva negli organismi studenteschi a tutti i livelli rendendo gli studenti il più autonomi possibile e, nel lungo termine, passare il lavoro di gestione ed organizzazione del progetto agli studenti. La Meglio Gioventù, iniziata nel settembre 2006, si rivolgeva ai neo-eletti rappresentanti di classe delle prime. In quell’anno tre insegnanti si sono occupati dalla gestione del progetto [6] organizzando workshop per gli studenti durante i quali spiegavano il ruolo e le funzioni di un rappresentante e fornivano nozioni di base per la gestione di gruppi. L’anno dopo, 2007, questo gruppo originale, ora in seconda, ha spiegato ai nuovi rappresentanti delle classi 1e i compiti connessi con il loro ruolo e si è offerto come tutor durante l’anno a scuola. Nell’anno scolastico 2008-09, gli studenti (ora in 3a e 2a) hanno sia organizzato sia gestito i workshop per gli studenti neo-eletti delle prime.

Si era così formato un gruppo stabile di studenti motivati, in grado di organizzare attività e di fungere da tutor agli altri studenti più giovani . Nel settembre del 2009 sono stati loro a prendere in mano la gestione del progetto. Ecco come uno dei membri originali del gruppo descrive le attività predisposte:

Quest’anno (2009) noi siamo partiti dalla visione del film l’ONDA, dopo il quale si è aperto un dibattito acceso … Abbiamo simulato un’assemblea di classe … Bloccavamo l’assemblea/recita nel momento in cui sorgevano problemi, incomprensioni e davamo degli aiuti ai ragazzi su come risolvere queste difficoltà qualora si fossero presentate nella quotidianità della vita di classe. … Successivamente li abbiamo accompagnati in ogni loro prima esperienza al Brocchi … Siamo diventati per loro una sorta di tutor, che loro possono chiamare in ogni momento, per avere chiarimenti o informazioni a loro necessari. [7]

La maggiore parte degli studenti coinvolti è d’accordo con la loro portavoce: partecipare al progetto è stata un’esperienza molto positiva che ha permesso di acquisire nuove competenze nelle sfere dei rapporti interpersonali, di mediazione, organizzazione e capacità decisionale, inoltre sono “cresciuti” e hanno “fatto amicizie”. Il loro rammarico più grande è che:

... non tutta la scuola è a conoscenza dei nostri incontri, infatti, su 2000 e più studenti ci ritroviamo in una trentina a lavorare insieme. Il nostro obiettivo sarebbe quello di rendere partecipe tutta la scuola, alle nostre riunioni.

I professori coinvolti concordano con gli studenti che esiste un problema di disseminazione delle informazioni nella scuola. Sottolineano anche che gli studenti spesso hanno difficoltà a collocare questo lavoro di rappresentanza dentro il loro percorso “educativo” più generale. Comunque, riportano un outcome, un esito, molto positivo: si è formato un gruppo forte e stabile di studenti in grado di prendere in mano gran parte del progetto: ora il progetto prosegue – gestito dagli studenti.

Sviluppare la cittadinanza comporta anche promuovere una nuova cultura della legalità come strada maestra per una vera e partecipata cittadinanza attraverso lo sviluppo e verso lo sviluppo delle competenze chiavi, sociali e civiche, per l’apprendimento permanente [8].

I due progetti qui sotto descritti affrontano la questione Mafia.

Creek4.jpgIl primo di questi progetti, Percorsi di Cittadinanza e della Legalità, è iniziato nel settembre 2005 e cerca di educare alla legalità. Si è formata una rete a livello provinciale composta da 5 scuole secondarie superiori e quattro altre istituzioni. Ogni istituto seleziona circa 5 studenti (età 17/18 anni) che si impegnano a disseminare le informazioni raccolte nelle loro scuole o comunità al loro rientro. Dopo una seria di incontri preliminari in ciascuna e un incontro provinciale a Vicenza, il gruppo si reca per una settimana a Palermo (Sicilia) per incontrare magistrati locali e studenti dalla loro età. Visitano luoghi che testimoniano la lotta contro la Mafia e visitano, anche, una cooperativa che ora coltiva terreni confiscati alla Mafia. La settimana si conclude con una Tavola Rotonda presieduta da una rappresentante della Commissione Nazionale Antimafia. Il programma finora stabilito (nov ’09) per l’AS 2009-10 includerà un incontro con il Capo Magistrato della Provincia di Vicenza e un lavoro con Miloud [9]. Altre attività sono previste prima che gli studenti si rechino a Palermo in primavera. L’incontro con persone impegnate nella lotta per la legalità e la visita ai luoghi tanto significativi hanno suscitato nei partecipanti (studenti e docenti accompagnatori) il desiderio di un forte impegno per la promozione della giustizia, della legalità, della democrazia. Gli studenti in particolare si sono fatti promotori, ognuno nella propria scuola, ma anche in ambiente non scolastico, di momenti significativi di discussione sui temi della legalità, in particolare nei momenti che vedono gli studenti stessi come protagonisti, cioè le assemblee di classe e di istituto.

Il secondo progetto al Brocchi è un Progetto Educativo Antimafia (per studenti di 16-19 anni) che è stato avviato nel 2005 dal Centro Pio La Torre, di Palermo in Sicilia [v. anche appendice 4]. Il corso consiste in una seria di 5 videoconferenze il cui obiettivo è quello di fornire ai giovani gli strumenti culturali per comprendere, conoscere e riconoscere il fenomeno della mafia, stimolandone una coscienza critica antimafiosa. Ogni anno, per 5 anni, oltre 60 scuole medie superiori siciliane (da 4 a 6 mila studenti), hanno partecipato alle videoconferenze. Nel 2009 quest’attività è stata estesa anche alle scuole medie superiori dell’intero territorio nazionale. Gli studenti seguono le conferenze che si svolgono in una sala a Palermo, poi, alla fine dell’incontro, possono anche intervenire direttamente nei dibattiti attraverso il video.

Creek3.jpgComunque, non è solo quello che uno impara ma anche il modo in cui impara che incide sullo sviluppo delle competenze chiave della cittadinanza: talvolta il mezzo attraverso cui si acquisiscono conoscenze può essere altrettanto importante quanto le conoscenze stesse. Sia il peer tutoring sia il cooperative learning risultano veicoli eccellenti per trasmettere nozioni di cooperazione ed apertura verso l’altro. Per esempio, al Liceo Brocchi, sia l’aumento nell‘uso delle strategie di cooperative learning, fondamentali nelle metodologie CLIL [10], sia un progetto di peer tutoring, sembrano influire sugli atteggiamenti (abitudini) di rispetto e cooperazione (competenze civiche e sociali) tra studenti nella scuola. Nel progetto di peer tutoring gli studenti s’impegnano ad aiutare regolarmente uno studente in difficoltà con gli studi. Questo si è rivelato di indubbia efficacia, talvolta più efficace dei corsi di recupero che, in passato, sono stati organizzati dalla scuola e tenuti dai docenti. Nel gennaio 2009, il peer tutoring è diventato la strategia ufficiale adottata dal Liceo Brocchi per sostenere gli studenti in difficoltà [11].

Creek7.jpgUltima, ma non per questo meno importante nello sviluppo delle competenze della cittadinanza è la mobilità studentesca. Tutte le mobilità sono arricchenti ma qui vogliano parlare di quella più egalitaria, lo scambio di classe. Gli scambi servono non solo per migliorare le competenze linguistiche ma anche, se non ancora più importante a combattere pregiudizi e sviluppare varie competenze sociali. Condividere la vita di una famiglia e l’esperienza scolastica in un altro paese offre agli studenti conoscenze di prima mano riguardo ad un’altra realtà socio-culturale. Gli scambi offrono anche agli studenti l’opportunità di lavorare insieme su un progetto, cooperando e condividendo conoscenze. Durante uno scambio (primavera 2009) con una scuola in Germania si è svolto un progetto sulla tema di Europa – ieri, oggi e domani. Studenti dalla Germania, Italia e dai Paesi Bassi hanno lavorato sullo stesso tema in inglese, tedesco ed italiano. Lavorare insieme su un tema comune unisce gli studenti, tende ad evidenziare più le somiglianze tra individui, culture e valori piuttosto che enfatizzare le differenze. Ma non bisogno dimenticare che per condividere informazioni e avvicinarsi ad un'altra cultura bisogna conoscere la propria cultura ed identità!

Appendice 1: /in_evidenza/Creek/Defining_Competence_6.doc Defining Competence 6

Appendice 2: /in_evidenza/Creek/La_Meglio_Gioventù.doc La Meglio Gioventù

Appendice 3: /in_evidenza/Creek/Percorsi_di_cittadinanza.doc Percorsi di cittadinanza

Appendice 4: /in_evidenza/Creek/Programma.doc Programma e temi delle videoconferenze

Vico_Creek.jpgdi Hilary Creek, Liceo G.B. Brocchi, Bassano del Grappa
(traduzione H.C.)

La professoressa Creek è intervenuta anche al seminario di contatto Civic Competences for an Active Citizenship, clicca sul titolo per un resoconto

Editing di Lorenza Venturi 


[1] Competenze chiave per l’apprendimento permanente - Un quadro di riferimento europeo (Key Competences for Lifelong Learning – A European Framework), in Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa a competenze chiavi per l’apprendimento permanente (2006/0962/EC), pubblicata nell’Official Journal of the European Union il 30 dicembre 2006/L394

[2] Documento di indirizzo per la sperimentazione dell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, 4 marzo 2009, p.14

[3] Principali temi: 1) Conoscenza dei documenti legislativi: Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, Costituzione italiana, Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea, Normativa regionale, provinciale, comunale; (2) Dialogo interculturali, Non - discriminazione, Shoa, Apartheid, la lotta contro il razzismo, xenofobia; (3) Ambiente e sviluppo sostenibile, pace, bioetica; (4) Uguaglianza, pari opportunità. Per il programma completo (in italiano) vedi www.liceobrocchi.vi.it

[4] “Vivere in una società complessa e sovente disorientante, anche nella micro società scolastica, … significa maturare la capacità di cercare e di dare un senso all’esistenza e alla convivenza e di elaborare dialetticamente i costrutti dell'identità personale e della solidarietà, della libertà e della responsabilità, della competizione e della cooperazione….la Costituzione si base sui valori condivisi e …. non va considerata come uno dei tanti schemi astratti e immutabili con cui la scuola obbliga gli studenti ad affaticare la memoria, ma come un germe vitale che si sviluppa … nella vita dei ragazzi e in quella della classe e della scuola. Documento di indirizzo per la sperimentazione dell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, 4 marzo 2009, p. 13

[5] La Meglio Gioventù – titolo tratto da una poesia di Pasolini – è una saga familiare narrata attraverso la storia di due fratelli. Il film racconta le loro vite nel periodo tra 1966 al 2003 e cerca di mettere in evidenza l’interazione tra il personale ed il politico, il modo in cui eventi di scarsa importanza possano diventare svolte nella vita e influire sulle scelte future.

[6] Stima della percentuale di coinvolgimento da parte degli insegnanti nell’organizzare e guidare il progetto:
2006 – 100%
2007 – 70%
2008 – 40%
2009 – 5% (si era formato un gruppo solido di studenti)

[7] Citazione da una studentessa – vedi Appendice 2 o power point per il testo completo. Pio La Torre:

[8] Vedi le previsioni della Legge no: 169 del 30.10.2008 su “Cittadinanza e Costituzione”.

[9] Miloud ha lavorato con i bambini di strada a Bucarest (Romania) dal 1992. Nel 1999 ha ricevuto un premio dall’UNICEF per il suo lavoro per i diritti dei bambini. Ha fondato la Fondazione PARADA per organizzare suo lavoro in molti paesi. Un film sulle sue attività è stato presentato alla biennale di Venezia nel 2008.

[10] Il Liceo Brocchi è attualmente coinvolto in due progetti Comenius che riguardono il CLIL: 1) CCLL Common Constitution and Language Learning (2008 – 10), una rete multilaterale di12 paesi (insegnanti ed educatori da 16 istituzioni di educazione) DE (c) (2), AT, BG (2), CZ, FI, IT, HU (2), NL, PL (2), RO, EST, UK che sta sviluppando moduli CLIL in inglese e tedesco sulla Cittadinanza Europea e la Costituzione Europea – per poi sperimentarli nelle varie istituzioni partner. 2) ARC Action Research on CLIL, Partenariato Multilaterale Comenius (2009 –11) – insegnanti e gruppi di studenti da 4 paesi IT (c), DE, ES, PL cercano di costruire e sperimentare moduli adatta a studenti dai 15 ai 17 anni in diverse materie comuni che possano formare la base di un curricolo comune Europeo e promuovere l’integrazione attraverso lo studio della lingua e di temi comune a tutti gli studenti. Moduli a 2 livelli CEFR A2+ e B1+ in Inglese, Tedesco, Spagnolo, Catalano, Italiano e Polacco. Assessment: con una griglia sviluppata insieme basata sull’EQF.
Progetto Comenius 1: EFFECT - Education for Future European Citizens by Tutoring – (2007 – 2009)

[11] Corsi di recupero: corsi per aiutare studenti in difficoltà furono tenuti dopo l’orario scolastico – ora mancano i fondi. Il Liceo Brocchi ha avviato un progetto di Peer Tutoring. I tutor (volontari/e) sono stati trovati tra gli studenti. Un insegnante (o il consiglio di classe) propone il peer tutoring allo studente in difficoltà, sceglie il/la tutor personale tra i/le volontari/e della stessa classe (se possibile), organizza i materiali d’insegnamento e stabilisce un orario. Ai tutor è spiegato il loro ruolo e funzione, e viene loro assegnato un registro per segnare le assenze e gli argomenti studiati. Lo studente tutor riceve un credito scolastico alla fine dell’anno.