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IN AZIONE

Trasversale
A scuola di imprenditorialità dagli irlandesi - Visita di Studio a Dublino


A novembre 2008 Dublino è stata sede della Visita Studio “Teaching Entrepreneurial Skills”, dedicata all’insegnamento delle competenze imprenditoriali. Particolare attenzione è stata posta ai curricula scolastici degli ultimi anni della scuola secondaria, come preparazione e incentivo all’inserimento nel mondo del lavoro, e al networking tra scuola, amministrazioni pubbliche e mondo delle imprese.
 

Dublino: città piena di suggestioni, capitale di un mondo double-sided che coniuga armonicamente sviluppo economico e tradizioni, tecnologia e ruralità, affrancamento politico e radicamento nella mitologia fantastica.

Dal 4 al 6 novembre 2008 Dublino è stata scenario della Visita Studio sul tema Teaching Entrepreneurial Skills. Un programma intenso e ben allestito, delineato attraverso organizzazioni e persone competenti, ha scandito tre giorni di studio, di scambio e di piacevole socializzazione transnazionale.

Alla visita hanno partecipato 12 persone da 11 diversi Paesi d’Europa, con differente background dal punto di vista professionale ed istituzionale: professori, formatori, consulenti e direttori di università, scuole superiori, società di consulenza, centri di formazione. Tutti però eravamo accomunati dall’interesse e dal coinvolgimento nel settore della formazione delle competenze imprenditoriali e trasversali in genere per adulti e giovani adulti.

Logo LeargasLa visita è stata organizzata da Leargas, un’istituzione non profit che opera sotto l’egida del Dipartimento dell’Educazione e della Scienza ed è anche Agenzia nazionale irlandese per LLP. Sono state predisposte presentazioni, incontri tematici e contatto diretto con alcuni dei rappresentanti più esemplificativi di strategie, iniziative e progetti relativi alla formazione ed allo sviluppo della imprenditorialità negli adulti, giovani e meno giovani, ancora in percorso di qualificazione o già inseriti nel mondo del lavoro.

Cristina MiliaccaIn particolar modo abbiamo avuto modo di conoscere:
SLSS, servizio di supporto agli insegnanti della scuola secondaria che porta avanti l’idea delle competenze imprenditoriali come parte del curriculum scolastico; Skillnets, un network di aziende che lavorano assieme e autofinanziano l’intervento di formatori per erogare la formazione in quelle competenze che identificano come centrali per il gruppo stesso; Thomas Cooney del Dublin Institute of Technology, che svolge un programma di formazione imprenditoriale per gli studenti; Nova UCD che finanzia e gestisce iniziative per il trasferimento delle conoscenze; Dun Laoghaire County Enterprise Board, un’organizzazione di servizi per lo start up aziendale, il sostegno alla conduzione delle aziende e la formazione; il programma Mini-Companies, consistente nella realizzazione di mini-società da parte degli studenti come progetto pratico all’interno del loro curriculum di studi.

I relatori che sono stati scelti dagli organizzatori sono altamente rappresentativi dei vari livelli del sistema, da quello scolastico a quello imprenditoriale vero e proprio, e sono riusciti a dare un quadro piuttosto completo di come l’imprenditorialità venga promossa sin dalle fasi della scuola dell’obbligo e di come venga successivamente supportata affinché costituisca una leva di sviluppo rilevante di tutto il sistema economico del Paese. Il quadro che ci è stato offerto riguardo al sistema formativo delle competenze imprenditoriali è un esempio di grande levatura di come istituzioni per natura e campo di azione possano comunque integrarsi tra loro per uno scopo comune, articolato in più fasi, di sviluppo socio-economico.

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Le esperienze effettuate durante la visita e lo scambio con i relatori che ci hanno illustrato le iniziative, ma anche il dialogo tra noi partecipanti, ha consentito di arrivare a definire alcune sfide pressoché comuni che vengono riscontrate in questo settore: l’identificazione delle fonti di finanziamento, la motivazione e la preparazione degli insegnanti delle scuole secondarie per l’insegnamento dell’imprenditorialità, la mancanza di conoscenza circa i servizi di formazione imprenditoriale già presenti sul territorio e di coordinamento delle varie attività e opportunità tra le diverse organizzazioni e livelli educativi, il bisogno, le difficoltà burocratiche legate alla modifica dei curricula scolastici, la frequente mancanza di competenze trasversali (comunicazione, assertività, negoziazione…) in coloro che vogliono avviare un’attività imprenditoriale, l’incoraggiamento dei disoccupati ad iniziare un’attività in proprio, la motivazione dei giovani a frequentare dei corsi di formazione all’imprenditorialità, la diffusione e il trasferimento anche imprenditoriale delle innovazioni, la valutazione a lungo termine dei programmi di formazione imprenditoriale.

Infine, è emerso che la definizione stessa di imprenditorialità spesso è poco chiara o ambigua, pertanto nei diversi ambiti di applicazione o da parte di differenti utilizzatori il termine è spesso adottato con significati più o meno eterogenei. È da considerare che non solo l’aggiornamento sulle pratiche di successo è un incentivo allo sviluppo, ma anche il confronto sulle difficoltà incontrate, tanto quelle che si è riusciti a gestire quanto quelle per le quali si ha avuto un insuccesso.

Abbiamo quindi discusso insieme anche le worst practices e scandagliato le possibili soluzioni: le azioni risolutive costituiscono anche l’insight emerso dall’intera visita e riportato a casa da ciascuno di noi partecipanti, da esplorare più approfonditamente nel proprio contesto di lavoro e da condividere con colleghi, partner e utenti.

Miliacca4.jpgL’impressione generale ricavata dalla situazione irlandese è di un paese molto evoluto dal punto di vista delle politiche educative e dell’imprenditorialità, un paese da cui l’Italia in certi aspetti ha molto da imparare, adattandolo ovviamente alla propria cultura ma senza appiattirne il lievito.

La visita ha consentito di apprendere le esperienze di successo attuate anche negli altri paesi europei partecipanti, nonché di approfondire una serie di concetti teorici, di metodologie formative, di tecniche e strumenti didattici, di materiali di studio molto interessanti che saranno utili per sviluppare nuove iniziative e progetti e di cui servirsi per dare un contributo fattivo al sistema formativo italiano nel settore delle competenze imprenditoriali. È risultata chiara l’importanza di considerare le imprese locali come una risorsa a tutti gli effetti, a cominciare dalla scuola dell’obbligo, che dovrebbe integrarle in maniera sistematica e riconosciuta come partner educazionali. Esse infatti costituiscono modelli di ruolo di esperienze positive, sono testimonianza sul funzionamento del mondo delle imprese e del lavoro in genere, garantiscono una corrispondenza tra le competenze e le esigenze del lavoro.

Dal brainstorming finale dei partecipanti è emersa soprattutto l’esigenza comune di esplorare ulteriormente e, dove non ancora presenti o presenti in modo embrionale, eventualmente importare nel proprio paese l’iniziativa delle mini-companies e il modello irlandese a tripla elica di cooperazione tra amministrazione locale, università e imprese. Sono state inoltre avanzate delle proposte di cooperazione futura tra i partecipanti, tra cui l’idea di organizzare una fiera internazionale delle mini-companies.

Last but not least, ci siamo deliziati con qualche assaggio della cultura irlandese, per conoscere a tutto tondo questo paese bellissimo e verde (verde Irlanda non è solo una metafora!): una serata folkloristica con gastronomia e musica tipica; la visita alla fabbrica-museo della Guinness, con percorso di approfondimento sulla produzione di questo simbolo nazionale e relax finale sorseggiando una birra nella terrazza panoramica che si affaccia a 360° sulla città; una passeggiata tra le vie del centro storico, le vetrine e i pub, i piccoli ponti su fiume Liffey, il Trinity College e la sua antica biblioteca, il Castello, la Cattedrale di St.Patrick.

La vibrante ed estrosa vita di questa isola, patria di grandi scrittori, si percepisce in ogni suo elemento storico e sociale, tanto che già nel secolo scorso Sigmund Freud dopo una visita di lavoro a Dublino ebbe ad affermare: «Gli irlandesi sono l’unico popolo che non può essere psicanalizzato. Sono troppo inclini alla fantasia».

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/comenius/in azione/Miliacca/Agenda.pdf Agenda della Visita di Studio 
/comenius/in azione/Miliacca/Education_System_in_Ireland.pdf  "Education System in Ireland"
/comenius/in azione/Miliacca/Entrepreneurial_Education.pdf  "Entrepreneurial education in Italy

di Cristina Miliacca, psicologa, formatrice, coordinatore dell’area formazione e sviluppo di Tecnopras s.a.s.