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IL TEMA IN DISCUSSIONE

LLP
Leggere, capire, essere responsabili


A partire dall’ approfondimento che segue, la sezione "Il tema in discussione" si arricchisce della possibilità di lasciare commenti. Leggi l'articolo e contribuisci al dibattito con la tua esperienza, la tua opinione, i tuoi suggerimenti.
 

Mio padre ricordava  un saggio contadino che gli diceva: “Vorrei saper leggere e scrivere per poter render conto di me”.

Gli ultimi dati disponibili  ci dicono che 1 quindicenne europeo su 5 ha scarse capacità di lettura e che sono oltre 75 milioni gli Europei adulti nella stessa situazione e dunque incapaci a gestire la propria quotidianità sul lavoro, nel pubblico, in famiglia, nella comunità.
Un problema di sempre, dunque, diventato oggi una realtà “inaccettabile” dice la Commissaria Europea Vassiliou. Una grossa preoccupazione per coloro che, consapevoli che  questi sono i soggetti a maggior rischio di esclusione sociale, devono affrontare il problema  e trovare soluzioni  poiché la disoccupazione colpisce con maggiore frequenza coloro che hanno minori conoscenze e competenze di base.

In Europa
Le proiezioni sul 2020 ci dicono che il 35% dei lavori richiederanno alte qualifiche, oggi siamo al 29% . Si tratta di  15 milioni di posti di lavoro a fronte di una disoccupazione giovanile che, mediamente, in Europa si aggira oggi intorno al 21%. E saper leggere e scrivere sono la base di futuri apprendimenti. La riduzione della percentuale dei giovani con scarse capacità di lettura  resta dunque uno degli obiettivi  chiave del 2020: bisogna portare la percentuale di oggi al di sotto del 15%. Ma certamente non sarà facile , soprattutto in alcuni paesi, dove le percentuali sono ancora molto alte. In Italia oggi siamo al 21%: in Bulgaria nel 2009 eravamo al 41%,in Romania al 40,4%. paesi più virtuosi: Finlandia (8,1), Estonia (13,3), Paesi Bassi (14,3).
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La Commissione europea  è molto attenta su questo argomento: nel febbraio ha affidato ad un gruppo di esperti , provenienti da diversi paesi, il compito di identificare strumenti per innalzare i livelli di capacità di lettura. I risultati del loro lavoro sono attesi per l’autunno 2012. Nel frattempo la Commissaria Vassiliou ha lanciato una campagna di promozione della lettura  assumendone anche il ruolo di principale testimonial. L’abbiamo vista, in questa veste, anche a Firenze durante il Festival d’Europa, nella tenda di Youth on the Move (nella foto).

Leggere la lettura
In questi giorni sono usciti, voluti dalla Commissione, due studi affidati rispettivamente ad un gruppo di esperti indipendenti ed alla rete Eurydice. Il primo è “Family Literacy in Europe: using parental support initiatives  to enhance early literacy development”, con il quale si dimostra l’importanza del coinvolgimento familiare per far crescere i livelli di capacità di lettura, valutando ricerca  e strategie adottate in materia  e concludendo come più a  rischio, e quindi più bisognose di attenzione ed interventi siano le famiglie in condizioni socio economiche svantaggiate. 

Il secondo studio, quello di Eurydice, su “Teaching Reading in Europe”,  concentra l’analisi sulle iniziative degli stati membri in materia di  approccio al problema, sugli strumenti individuati per superare le difficoltà, come sul tema si formano gli insegnanti, quale siano le modalità per un  più efficace coinvolgimento degli ambienti esterni  alla   scuola ma comunque coinvolti nei processi educativi.
Molti risultati interessanti: rilevazioni di buone strategie, segnalazione di nodi importanti, come appunto il ruolo della famiglia , la funzione positiva o negativa   del contesto socio culturale,  la necessità di motivare, di suscitare il piacere di leggere, non obbligo ma gioia della scoperta, di attivare forme di seduzione che mantengano nel tempo la voglia di continuare a leggere. 

Domande globali
Ma se in Europa siamo preoccupati , lo siamo in buona compagnia. Negli stessi termini il problema è affrontato negli Stati Uniti. Basta navigare un poco in Eric, la grande banca dati che raccoglie materiali pubblicati e non pubblicati  in materia di educazione e vedrete che anche al di là dell’oceano politica, ricerca ed innovazione stanno trattando stessi temi e nella massa enorme dei risultati si può trovare qualche buona ispirazione.

librigialli.jpgAndres Neuman, giovane romanziere argentino, in un intervista dice “… scrivere e leggere inventa per noi il tempo che non abbiamo…leggendo impariamo a vivere con un po’ di consapevolezza in più” e Juan Villoro nel suo romanzo per ragazzi “Il libro selvaggio” ad un certo punto fa dire al suo protagonista: “I libri sono specchi indiscreti e temerari: ti fanno uscire le idee più originali, ti stimolano pensieri che non credevi di avere. Quando non leggi quelle idee restano chiuse nella tua testa. Non servono a niente…”

E non vorrei fermarmi qui: abbiamo qualcosa in più da dire? Gli insegnanti, i servizi, le famiglie, le biblioteche hanno qualche storia da raccontarci? Hanno provato a sollecitare la lettura, hanno sperimentato approcci diversi? Le nuove tecnologie, con il loro linguaggio vicino ai giovani, possono aiutare? Hanno coinvolto le famiglie? Come?    

• I read , I understand , I take up responsibilities…
(EU- literacy Campaign)

• Adolescents entering the adult world in the 21st century will read and write more than at any other time in human history. They will need advanced levels of literacy to perform their jobs, run their households, act as citizens, and conduct their personal lives. They will need literacy to cope with the flood of information they will find everywhere they turn. They will need literacy to feed their imaginations so they can create the world of the future. In a complex and
sometimes even dangerous world, their ability to read can be crucial.
Moore, D.W., Bean, T.W., Birdyshaw, D. & Rycik, J. (1999). Adolescent literacy: A position statement. International Reading Association.

Editing EM