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IN AZIONE

Grundtvig
La validità del progetto E-learning education for prisioners and prisioner’s professionals


La rieducazione dei detenuti è l’obiettivo sul quale si fonda la politica penale europea, con l’articolazione di un complesso diversificato di attività innovative che rispondano ai bisogni della persona reclusa. Tali opportunità , consentono ai ristretti di sperimentarsi diversamente in relazione a contesti sociali organizzati e soprattutto li supportano in un processo di crescita personale e di responsabilizzazione.
 

L’importanza dell’e-learning in carcere
Gli elementi essenziali nel processo rieducativo della persona priva della libertà sono: l’istruzione, il lavoro, la religione, le attività culturali e sportive…; un complesso di opportunità organizzate e curate dagli operatori penitenziari in stretta collaborazione con gli Enti territoriali, il volontariato, le istituzioni scolastiche, le cooperative, gli imprenditori ecc.
In Europa ed in particolare nel nostro Paese  la necessità di promuovere la didattica e la formazione on-line è  particolarmente interessante in relazione ai bassi livelli di istruzione e formazione della popolazione detenuta.
Alla luce di quanto  descritto nella breve sintesi  e, sui diversi presupposti normativi in materia, ed in particolare sulle linee guida delle Raccomandazioni europee R (2006)2, in Europa  ha preso corpo e si è strutturata sempre più l’idea di promuovere e introdurre all’interno del sistema carcerario strumenti e metodologie  di apprendimento innovative  in grado di ampliare sempre più gli orizzonti culturali e formativi delle persone prive della libertà siano essi adulti o minori, nonché di promuovere anche corsi di  formazione on-line per il personale penitenziario impegnato nell’attività rieducativa. In tal senso l’istruzione a distanza (FAD) è una preziosa opportunità di crescita professionale.

In particolare per le persone prive della libertà, oltre all’opzione per la modalità ICT, la specificità è quella di offrire percorsi continui di istruzione  a livello scolastico di primo, secondo grado ed universitario, in una direzione coerente con i tassi medi di istruzione della popolazione detenuta.

La ricerca internazionale ha  messo in evidenza che l’istruzione online, nelle sue diverse declinazioni, è stata da più parti interpretata non solo come opportunità per studenti “regolari” con problemi di frequenza, ma anche come valido strumento per favorire l’istruzione di soggetti “deboli” ad esempio gli immigrati o come in questo caso i detenuti. Per quanto concerne questi ultimi, in particolare, non sono mancate negli ultimi anni esperienze nazionali ed internazionali significative, la cui varietà rimanda in parte alle diverse interpretazioni e declinazioni della didattica online, in parte ai più specifici contesti ed obiettivi.
In Europa, grazie al sostegno finanziario comunitario, il tema dell’istruzione nelle carceri, in modalità tradizionale ed online, è stato al centro di numerosi progetti e convegni che hanno trovato un importante momento di confronto e valutazione nella “European Conference on Prison Education” organizzata a Budapest nel  febbraio 2010 dalla Commissione Europea Educazione e Cultura e, al convegno internazionale “E-Learning and Knowledge Management in Correctional Services” ICPA 2010, che si è svolto  a Ghent (Belgio)  nel mese di  ottobre 2010 e di recente al Convegno internazionale Specto2011 “Modern trends in juvenile delinquency - Resilience of the delinquent child”  organizzato dall’Università di Timisoara  Romania.

farfalla.jpgIl progetto italiano eLe@rning in carcere
La prima e concreta esperienza italiana di progettazione di “e-learning  in carcere” è stata ideata e curata  nell’anno 2009 da un gruppo di esperti internazionali che hanno dato vita dapprima al  partenariato europeo  composto da  (Italia, Francia e Romania) e, successivamente in ambito europeo hanno sviluppato e  visto approvato dalla Commissione Europea  il progetto LLP Grundtvig “E-learning Education for Prisioners and Prisioner’s Professionals.  Progetto europeo  al quale l’Associazione Formatori Italiana (AIF) ha riconosciuto nell’anno 2010, il prestigioso premio Filippo Basile “segnalazione eccellenza reti”.

L’esperienza europea che ha contribuito ad arricchire  le idee e la conoscenza  degli esperti del gruppo di studi e ricerca nazionale ed internazionale, ha permesso successivamente di realizzare il progetto nazionale “e-learning in carcere” presentato nel mese di ottobre  2010  al Ministero della Giustizia – Cassa delle Ammende, per l’ approvazione economica.

Il Ministero della Giustizia con nota (GDAP 0131494 del 25 febbraio 2011), sul rilevamento annuale 2010 dei progetti a cofinanziamento europeo, ha evidenziato con grande interesse l’iniziativa proposta dal gruppo di ricerca e studi nazionale ed internazionale istituito presso il PRAP della Regione Campania e da altri sostenitori istituzionali. L’attività innovativa è tuttora in fase di sperimentazione e di implementazione metodologica e tecnica, non vi è dubbio che presenta alcune caratteristiche specifiche che la rendono particolarmente significativa in relazione soprattutto alla specifica utenza, ai contenuti erogati e ai soggetti istituzionali proponenti. L’intervento  didattico pedagogico rieducativo, vuole offrire ai detenuti una alternativa ai corsi classici di formazione professionale (informatica, giardinaggio, idraulica,  falegnameria, ecc..) un’offerta di formazione innovativa concreta,  che si estende dalla scuola superiore all’università, in una direzione coerente con le più generali raccomandazioni europee in tema di formazione permanente che si basi sull’ individualità, flessibilità  e continuità del percorso di recupero della persona reclusa.

Siti di collegamento attività progettuale:
www.elearninginprison.eu
http://www.cisus.unisa.it/progetti/elearning

giovannisuriano.jpgdi Giovanni Suriano
Criminologo - Sociologo
Gruppo studi e ricerca
Provveditorato Regionale
Amministrazione Penitenziaria Campania