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IN AZIONE

Grundtvig
La mia esperienza formale e informale a Riga


La professoressa Maria Antonella Marrocco racconta la sua esperienza con un borsa si formazione in servizio Grundtvig a Riga - Lettonia.
 
2011 marked, for me as a teacher, the first approach with the world of adults. It has been the last experience in my rich school carrier, started in the Secondary School, then in the Primary School, then again to the Secondary School, and  Last but not least the experience in Centro Territoriale Permanente of Maglie, province of Lecce. I live and teach in a strong migration area, and the foreigners from different countries and ethnic groups, have to face the existing  economic and social problems in the South of Italy. But even every professionals live the changes of time.
Read this experience in English : /in_azione/gruntvig/Grundtvig_experience_Riga.pdf Grundtvig_experience_Riga.pdf  89.64 KB 


riga.jpgIl 2011 ha segnato, per me come insegnante, il primo approccio col mondo degli adulti.
E’ un’esperienza che mi mancava nella mia ricca carriera scolastica, cominciata con supplenze nella Scuola Secondaria di 2°, poi il ruolo nella Scuola Elementare, di seguito il passaggio nella Scuola Secondaria di 1°, e last but not least l’esperienza nel Centro Territoriale Permanente di Maglie, provincia di Lecce. Vivo abito e insegno in una zona a forte migrazione, e gli stranieri di differente etnia e nazionalità, devono fare i conti con disagi di natura economica e sociale preesistenti sul territorio. Ma anche professionisti di ogni genere vivono il cambiamento dei tempi. In questo scenario la scuola, nella fattispecie il Centro Territoriale Permanente nella sua accezione dell’apprendimento per tutto l’arco della vita, svolge una funzione primaria.
Non vi nascondo la mia paura, ma soprattutto il mio disagio nell’affrontare didatticamente questo mondo. Ogni età ha i suoi problemi e di conseguenza i suoi metodi e strategie di insegnamento.

Creativity and thinking in language education: un corso sulle abilità del pensiero
Per questo motivo dunque, per sviluppare le mie competenze in ambito linguistico nell’educazione degli adulti ho deciso di formarmi, utilizzando la mobilità per formazione in servizio dei programmi LLP, e ho chiesto e ottenuto la mobilità per andare a frequentare un corso di formazione in servizio a Riga, sulle abilità del pensiero nell’insegnamento della lingua straniera: Creativity and thinking in language education.
Ho conosciuto colleghi provenienti dalla Finlandia, Romania, Germania, Norvegia, ma soprattutto ho condiviso con loro l’aspetto formale e informale del corso. Alloggiavamo nello stesso hotel, e ogni giorno avevamo le nostre ore di lezione con i nostri tutor, con intervalli, pause pranzo, cene e passeggiate. Vi garantisco che non c’è stato un momento delle nostre giornate in cui non abbiamo fatto cultura, istruzione, riflessione, allenamento su tecniche e strategie di insegnamento. classe.jpgLe nostre menti sembravano partorire idee all’istante, e le pause e le modifiche sulla tabella di marcia propostaci dai tutor, sono diventate quasi necessarie, per dare spazio alla creatività. Persino durante  le nostre passeggiate sul baltico, le cene in hotel e fuori, riuscivamo a partorire storie che venivano rinarrate con un altro punto di vista, cambiando audience e funzioni linguistiche; come pure la cultura locale ci ha permesso di mettere in pratica la tecnica del yes/no game, sperimentando che soltanto una domanda che esclude il 50% delle probabilità, è una domanda efficace. E poi abbiamo imparato a porre e a porci delle domande, senza perdere di vista i nostri studenti e il loro background culturale e sociale. Da ultimo abbiamo proposto ai tutor  la nostra lezione, tenendo presente i nostri studenti, chiedendoci cosa esattamente avremmo voluto ottenere, e quanto lontano avremmo voluto andare.
Non è stato facile entrare nel meccanismo del pensiero, anzi ci sono stati momenti di stallo, sicuramente provocati dai nostri tutor, che hanno portato però ad un fervore creativo.

Al rientro in Italia
Con questo fervore sono rientrata in Italia, con la voglia di trasferire ai miei colleghi la mia esperienza, cercando di adeguare le mie strategie didattiche alle richieste sempre diversificate dell’utenza. Mantengo ancora i contatti con i tutor in Lettonia, e con i colleghi che ho conosciuto, sia per rendere le mie lezioni sempre più creative, sia per confrontarmi ancora con i colleghi, ma anche e soprattutto per non spegnere di colpo i riflettori su una così speciale esperienza.
Lo stesso fervore spero ci accompagni sempre durante l’atto di istruzione ed educazione a cui siamo chiamati come insegnanti, in quest’epoca in cui la cultura e la formazione non sembrano essere sempre al primo posto nella definizione di un individuo.

La missione creativa di un insegnante
Se impariamo a porci delle domande, a metterci nei panni di coloro che hanno bisogno del nostro aiuto culturale e linguistico, e perché no anche umano, sicuramente avremo successo nella nostra missione educativa.
La formazione è un dovere verso sé stessi e verso l’altro, è una necessità dettata dal continuo cambiamento. In questo evolvere di un’epoca è auspicabile che evolva anche l’uomo.

Link utili:
www.ta-group.eu -istituto ospitante
http://www.ta-group.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=86:course-1&catid=47:residential-courses&Itemid=81 - le informazioni del corso che ho frequentato
http://www.youtube.com/user/thinkingapproach - TA Group's youtube channel

marrocco.jpg

Prof.ssa Maria Antonella Marrocco
CTP Maglie - Lecce