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IN AZIONE

Grundtvig
A Malaga con una borsa per Assistente Grundtvig


Il racconto di Daniela Manna, che nell'anno scolastico 2010/2011 ha vissuto per 45 settimane l'esperienza di Assistente Grundtvig nella Escuela Oficial de Idiomas di Malaga in Spagna.
 

Il Mondo nel quale viviamo, sempre più compesso e veloce, ci richiede una serie di conoscenze maggiori e competenze specifiche che non si acquisiscono una sola volta ma che sono sempre soggette a innovazione e cambiamento, ecco perché si parla di formazione permanente Life Long Learning non solo intesa come aggiornamento professionale ma come necessità del singolo per essere in grado di interpretare e muoversi in questo mondo che cambia rapidamente.

classe.jpgApprendere in modo non formale

Oggi la formazione si estende, esce dai luoghi chiusi ed è presente ovunque. Dunque la formazione non è più solo una lezione ma una serie di attività, competenze e conoscenze con obiettivi, tempi e strumenti ben diversi gli uni dagli altri, creativa, moderna e stimolante. La formazione non formale è intenzionale dal punto di vista del discente il quale è al centro del percorso formativo, prevede una serie di attività concepite come apprendimento ma che non si svolgono all’interno di istituzioni. È il caso, per esempio, dello studio di una lingua straniera, dove accanto ad un percorso istituzionale, si può scegliere un percorso non formale partecipando ad attività di scambio linguisitico, chiedendo delle lezioni private a un madrelingua o iscrivendosi ad un corso on-line. La formazione/apprendimento non formale avviene grazie ad un buon connubio tra uso di nuove tecnologie quali lettori mp4, Ipod, internet, piattaforme didattiche che permettono una formazione in mobilità e metodologie quali i partenariati di apprendimento, i progetti di lavoro e i progetti di mobilità.
La formazione informale non è intenzionale dal punto di vista del discente il quale apprende spontaneamente grazie alle interazioni con le persone, ascoltando una canzone, guardando un film o una trasmissione televisiva, ossia grazie a tutto quello che fa parte della vita quotidiana e che ci circonda.
Paradossalmente, apprendimento non formale e informale pur essendo estremamente importanti dato che rappresentano l’80% di ciò che apprendiamo vivendo e interagendo, e dato che godono della motivazione e della centralità dello studente, solo ultimamente hanno ricevuto una grande attenzione, si sta anche cercando di elaborare dei metodi di certificazione dato che ogni persona che apprende vuol vedere riconosciuti i propri risultati.

Esprimendo un’opinione del tutto personale credo che Grundtvig, sostenendo e promuovendo questo tipo di apprendimento, svolga una funzione notevole e unica e a volte forse se ne sottovaluta l’importanza, ecco perché colgo l’occasione per sottolinearne la rilevanza: si selezionano delle candidature, si investe sulle persone finanziando i  loro progetti in ambito nazionale ed internazionale, si dà loro l’opportunità di muoversi in ambito europeo e poter apprendere facendo.

L'esperienza di Assistentato Grundtvig in Spagna

scuola.jpgGrazie al programma settoriale Grundtvig ho potuto svolgere un periodo di 45 settimane come assistente di lingua italiana presso la Escuela Oficial de Idiomas di Malaga in Spagna. Sono laureata in Lingue e Letterature Straniere, laurea magistrale, con indirizzo linguisitico e glottodidattico e in Italia avevo accumulato 4 anni di esperienza lavorativa come insegnante di francese, spagnolo e italiano. Due anni fa decisi di trascorrere un periodo all’estero per poter osservare da vicino l’insegnamento dell’italiano come lingua straniera in un’istituzione dedicata alla formazione per adulti.

Nello specifico, la mia esperienza di assitentato si è così svolta: sin dal primo giorno sono entrata in classe con una funzione ben specifica occupandomi essenzialmente dell’aspetto comunicativo, funzionale, e socio-culturale della lingua italiana, mai ho affiancato un professore avendo già degli anni di esperienza come insegnante. I discenti erano adulti che hanno scelto di imparare l’italiano per puro piacere/interesse o per motivi di studio e lavoro. Oltre alle lezioni in classe, ho anche svolto delle ore di di conversazione fuori l’aula: gli alunni prenotavano venti minuti di conversazione “privata” che si svolgeva nel dipartimento d’italiano. Questa attività è piaciuta molto agli studenti che li ha motivati e incoraggiati e li ha resi indipendenti nel loro percorso di apprendimento e capaci di autovalutarsi. 

L'impatto dell'esperienza sul percorso professionale

Sicuramente questa esperienza ha favorito il mio percorso di apprendimento informale e non formale dando un valore aggiunto alla mia carriera dato che ho potuto specializzarmi nell’insegnamento dell’italiano LS a studenti ispanici formandomi sul campo e in un contesto internazionale.

gruppo.jpgOggi sono ancora qui, a Malaga, dove continuo a formarmi tramite corsi on-line e svolgo l’attività di insegnante. Da questa esperienza ne è derivato anche un gruppo di scambio linguisitico per poter essere a mia volta organizzatrice e promotrice di un percorso di apprendimento non formale e informale. Il gruppo, che ha una pagina su FB e una casella di posta elettronica, si riunisce una volta a settimana in vari locali di Malaga con l’obiettivo di trascorrere una serata spensierata e divertente tra spagnoli che vogliono praticare l’italiano e italiani che hanno bisogno di perfezionare lo spagnolo. Si parla del più e del meno, ci si confronta sulle varie difficoltà riscontrate nell’apprendimento di una lingua straniera, si istaurano rapporti di amicizia e contemporaneamente, spontaneamente si sta apprendendo qualcosa.

daniela_manna.jpg

di Daniela Manna
Assistente Grundtvig


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