Riportiamo il testo integrale dell'articolo del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Francesco Profumo in occasione dei 25 anni del Programma Erasmus
(Fonte: LASTAMPA.it Scuola)
Se l’Unione europea saprà essere sempre più coesa e capace di affrontare le sfide politiche, sociali ed economiche che l’attendono, sarà merito anche di tutti quei suoi giovani cittadini che, da venticinque anni, decidono di mescolare il proprio sangue con quello di altri loro colleghi, partecipando al progetto Erasmus.
È anche grazie a tutte queste ragazze e ragazzi che decidono di passare un periodo della propria formazione universitaria in un altro Paese europeo che, sempre di più, si sta imponendo nelle generazioni più giovani una solida e diffusa identità europea.
Saranno questi giovani come è di tutta evidenza in questo periodo - il miglior serbatoio di novità e idee in grado di rinnovare e implementare il processo di integrazione politica ed economica dell’Unione. E ciò avverrà proprio perché, nel loro caso, il senso di appartenenza a questo grande progetto politico e sociale parte dal basso.
La valenza del progetto Erasmus è grandissima e semplice: formare nuove generazioni di cittadini europei attraverso la conoscenza reciproca e la condivisione degli obiettivi. Ma non solo.
Se è vero che studiare all’estero, lontano dalle proprie famiglie e da sicurezze cementate nel tempo, rappresenta una sfida e insieme una prova di maturità per gli studenti, è anche vero che si tratta di un’opportunità di crescita e miglioramento per le nostre istituzioni universitarie. Dover insegnare a studenti stranieri, e offrire lezioni e servizi accessibili a chi proviene da un’altra cultura e parla una lingua diversa, hanno rappresentato il motore che ha spinto sempre di più i nostri atenei verso l’internazionalizzazione dell’offerta didattica.
Dopo venticinque anni sono ormai molti gli italiani che hanno studiato all’estero. Negli ultimi tempi alcuni di essi hanno potuto anche beneficiare di tirocini formativi presso aziende europee, aggiungendo ai benefici della formazione internazionale anche quelli dell’esperienza professionale in altre realtà economiche e sociali.
I vantaggi si vedranno tra non molto, nell’arco di pochissimi anni: nuove generazioni di cittadini a loro agio con le lingue straniere, le culture diverse e le più svariate opportunità professionali saranno il vero cemento dell’Unione europea.
Per facilitare questo processo si potrebbe fare anche di più. Per esempio, favorire la creazione di comunità di ex studenti dell’Erasmus: community on line che, sull’onda delle proprie esperienze, possano mettere a fattore comune le idee e le buone pratiche sperimentate su se stessi, a vantaggio di chi deve progettare l’offerta formativa del prossimo futuro, ma anche di chi vuole guardare in avanti verso la nascita di un nuovo cittadino europeo.
Francesco Profumo, Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, è stato Rettore del Politecnico di Torino
Fonte: testata on line de LaStampa di Torino del 31 gennaio 2012
(link all'articolo:
http://www3.lastampa.it/scuola/sezioni/news/articolo/lstp/440545/)
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