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IN AZIONE

Mobilità alunni
Comenius e lo studio della filosofia


Un'esperienza di mobilità individuale alunni in Francia e un interessante confronto tra l'insegnamento della filosofia in Francia e in Italia
 

Giulia5.jpgIl programma Comenius riguarda tutto l'arco dell'istruzione fino al termine degli studi secondari superiori, rispondendo alle esigenze dei cittadini europei per un formazione continua. Per quanto riguarda la mia esperienza gli obiettivi specifici sono stati:
- sviluppare la conoscenza e la comprensione della diversità culturale e linguistica;
- acquisire le competenze di base necessarie per la vita, per lo sviluppo personale e per l'occupazione.

... E così, in una calda mattinata d'inizio settembre, mi sono ritrovata su un aereo che mi avrebbe portata in un " Nuovo Mondo", in un altro paese, con una cultura ed una lingua differente dalla mia, tutta da scoprire. A diciotto anni non è facile lasciare le proprie abitudini, le proprie amicizie e - soprattutto - la propria famiglia per andare a conoscere, a esplorare un posto nuovo, per studiare e apprendere una nuova lingua, per assumere un nuovo stile di vita. Non é facile "andare via".

Ma nel momento in cui realizzi di essere su un aereo, su quell'aereo che ti porterà a vivere un'esperienza unica e irripetibile, allora ti rendi conto che il Comenius è uno di quei treni che passano una sola volta nella vita. L’esperienza della Mobilità Individuale, oltre ai vari vantaggi in campo personale, offre un importante strumento che consente al partecipante di documentare le competenze e le abilità acquisite grazie all 'Europass, utile anche nella vita professionale.

Per ciò che riguarda il periodo di mobilità, il progetto mi ha permesso di migliorare le mie competenze linguistiche e le mie conoscenze culturali. Mentre il lavoro di progetto ha avuto come obiettivo: l’approccio allo studio della filosofia in un liceo francese. La Filosofia è una ricerca infinita e inappagata del sapere: proprio per questo, è la più grande delle scienze, perché non arriva mai a delle soluzioni pratiche ed eguali per tutti; c'é sempre qualcosa di nuovo, qualcosa di nascosto, qualche mistero da capire.

Giulia2.jpgL'insegnamento della Filosofia mira a formare degli individui attivi, pensanti e che assumono come oggetto della propria ricerca il bene della comunità: in questo senso, la Filosofia " rende liberi ", in quanto sollecita l'allievo a pensare da solo. Il sistema d'insegnamento della filosofia in Francia è ben differente da quello italiano: innanzitutto l'insegnamento francese ha durata annuale ed è necessariamente collocato all'ultimo anno di Liceo come ricapitolazione di quanto appreso in precedenza.
Lo studio della Filosofia in una sezione "L", cioè a indirizzo letterario, prevede un programma che si svolge in otto ore settimanali ed è costituito da una serie di concetti (la coscienza, il tempo, il desiderio, ecc.) e da una lista di filosofi canonici. Partendo da questi punti fermi, il professore deve costruire autonomamente il proprio corso.

Si suppone che l'allievo apprenda lo spirito della filosofia, la capacità di affrontare problemi, di costruire concetti, adottando il metodo della "mimesis", cioè imitazione della lezione, oppure stimolato dalle "provocazioni" intellettuali del docente.

Seguendo un corso di filosofia in un liceo francese si può notare che non si instaura una normale relazione “professore/allievo”, bensì un rapporto “maestro/discepolo”; seguendo questa logica non esistono "buoni" insegnanti ma solo "brillanti" filosofi.

Giulia3.jpgLa valutazione dell'apprendimento filosofico avviene per lo più sulla base di prove scritte, svolte mensilmente, in vista del “Baccalaureat" (equivalente dell’esame di Stato in Italia).

Durante la prova d’esame lo studente francese è chiamato a svolgere un compito a scelta:

  • la discussione scritta (la dissertazione filosofica) di uno tra due argomenti proposti;
  • la spiegazione di un testo tratto da un classico dei filosofi canonici presenti nei programmi.

Non vi sono indicazioni vincolanti su come svolgere la prova: il candidato, in sede d'esame, deve attingere alle proprie capacità riflessive, sviluppando il tema della dissertazione filosofica o quello suggerito dal testo. Il giorno dell'esame l'allievo è chiamato esclusivamente a dimostrare la sua capacità di "saper filosofare", in quanto i temi d'esame sono stabiliti direttamente dal Ministero.

Ho potuto notare le numerose differenze nell'insegnamento e nell'apprendimento della filosofia tra i due Paesi: se in Francia la materia della Filosofia si svolge solo nell' ultimo anno con uno studio per concetti, in Italia è insegnata negli ultimi tre anni del liceo con uno studio di filosofi secondo un ordine cronologico.

Durante il mio soggiorno in Francia, seguendo il corso di filosofia, ho potuto studiare alcuni concetti, alcuni dei quali già affrontati negli anni precedenti nel liceo italiano: studiando, ad esempio , “La Percezione” nel liceo francese, ho ritrovato "Il mito della caverna" di Platone studiato nel liceo italiano; "La teoria dell' anima", sempre di Platone, studiando invece "Il desiderio". Ma l'argomento che più mi ha entusiasmato è stato il concetto de "La coscienza", dove ho potuto ripercorrere e approfondire Cartesio, filosofo del '600, già studiato nel liceo italiano. Ho studiato che alla base di un “soggetto” pensante risiede la coscienza: dal punto di vista di Cartesio, a livello biologico si può parlare del Cogito, ergo sum, cioè della coscienza di fare qualcosa.

Giulia1.jpgNietzsche presenta invece il dubbio della coscienza: egli dice che l'individuo prende coscienza solo di una piccola parte di ciò che è in se stesso e l'essere umano ha bisogno dello sviluppo della coscienza per comunicare. Per Hegel, infine, la coscienza non è sufficiente, in quanto egli sostiene la filosofia del conoscersi per riconoscersi, cioè che l'essere umano per conoscersi, per ritrovarsi, ha bisogno di guardare al di fuori di se stesso e ha due modi per farlo: le sue opere (una sua creazione, un suo lavoro) e gli altri.

Ho avuto la possibilità di studiare tutto questo e tanto altro, ho vissuto in maniera diversa, ho studiato in una lingua che non è la mia, è stata un'occasione irripetibile; mi ha aiutato a crescere umanamente, culturalmente, e ho migliorato la conoscenza della lingua francese. Non capita a tutti di vivere esperienze simili e io mi ritengo fortunata. 

È un'esperienza che ti cambia. Chiunque, quando torna da un lungo viaggio, non è più lo stesso, è come se qualcosa di misterioso nell'aria entrasse nella pelle, nell’anima fino a diventare parte di te. È proprio questo che io ho vissuto: la gente che ho incontrato, gli attimi che ho assaporato, le parole che ho ascoltato, le abitudini che ho appreso, sono entrate dentro di me e faranno parte di me per sempre.

E per restare in tema 'filosofico', la filosofia di questo viaggio che ha arricchito tanto la mia vita è concentrata in queste righe che ho letto qualche giorno prima di partire "VIAGGIATE CON ANIMA E CUORE, PORTATE UN BAGAGLIO VUOTO E NON TORNATE FINCHE' NON SARA' PIENO"

Giulia.jpg... Bene, io sono pronta a tornare!

Giulia Ingrosso, T° L

Istituto d'Istruzione Superiore Statale Don Tonino Bello, Copertino (LE)

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