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IL TEMA IN DISCUSSIONE

LLP
Sapere e saper fare, competenze e progettualità europea: riflessioni da due mesi di blog


 

Dopo due mesi di messa in comune di idee ed esperienze intorno al tema delle competenze chiudiamo questa pagina con alcune riflessioni con le quali vorrei fare sintesi delle suggestioni, non molte per la verità, che i nostri lettori/ lettrici hanno voluto trasmetterci in questo tempo. Intanto mi domando e vi domando perché la opportunità di raccontare pensieri su un tema così attuale, sul quale si misura anche la capacità innovativa del fare scuola, abbia trovato un’accoglienza così modesta. Le parole scritte da un'insegnante forse possono già anticipare una qualche forma di risposta: non è stato facile avvicinarsi a questo approccio di impostazione didattica, soprattutto perché costringe a ripensare il proprio lavoro e le strategie a scuola e con le classi.

In altri termini sembra che la voglia o la curiosità di cambiare non sia così diffusa e condivisa, come ci si potrebbe aspettare ma il fenomeno è facilmente comprensibile se si considera che la resistenza al cambiamento è sempre un segno della complessità delle ragioni e dei problemi che lo frenano e di una visione debole di soluzioni possibili. Eppure la conoscenza della tematica, sia nei suoi aspetti di rilievo strategico-politici che sul piano metodologico-didattico, individuati e sostenuti sia a livello europeo che nazionale, e la consapevolezza del suo valore innovativo, da quello che andiamo leggendo, appaiono contrassegnate da grande interesse per la materia e di ottimo livello nell’approfondimento teorico. Gli aspetti positivi del cambiamento che potrebbero derivare dall’utilizzazione di un approccio per competenze al processo di insegnamento/ apprendimento, sono esposti con chiarezza : la messa in campo di competenze affida al soggetto che apprende/ lavora la possibilità di risolvere problemi omogenei al contesto in cui opera ma anche di individuare nuove categorie e nuovi modelli per riformulare il setting professionale e/o di istruzione.

Oppure un'altra insegnante scrive la didattica per competenze fra formale, non formale ed informale prevede che la scuola diventi comunità di apprendimento dove il capitale sociale e umano viene condiviso, messo in circolo e tutti i soggetti che la vivono ne sono consapevoli e ne usufruiscono. L'Europa comunica tutto questo ma il cambio culturale in atto ha bisogno di tempo e tanto sforzo di apertura e collaborazione.

scuola_dispersione.jpgIn più commenti poi la didattica per competenze viene associata al grande problema della dispersione scolastica e vista come strada che può contribuire ad affrontare e risolvere il pesante problema. E questo punto sarebbe assolutamente degno di maggiori approfondimenti.

In un commento infine si accostano i vari problemi: passare dalla conoscenza alla competenza è una vera rivoluzione che molti colleghi non ritengono utile anche se necessaria. Nelle istituzioni scolastiche si vivono vergognose situazioni di compromesso che non sono degne di una professione che, personalmente, ritengo fondamentale per un adeguato processo educativo dei giovani che ci vengono affidati. Come non accorgersi della noia di questi nostri studenti davanti a lezioni sempre più standardizzate e mai svecchiate?! scuola1.jpgNel loro silenzio questi giovani ci lanciano grida di aiuto con la richiesta di una didattica del fare e dell'essere più che del sapere. Ma queste richieste costano fatica e la categoria degli insegnanti, sempre più insoddisfatta e annoiata, non intende soddisfare.

Il collegamento fra teoria e pratica sembra essere dunque molto faticoso e stenta ad essere generalizzato

L’altro aspetto che emerge dagli interventi in questo nostro spazio di scambio di storie, e che mi sembra opportuno sottolineare, riguarda invece la conferma di un forte legame fra riflessione e lavoro nei contesti di istruzione fra centralità dello strumento competenze e progettualità europea, quasi come se la condivisione e lo scambio con altre realtà educative dessero un impulso e facilitassero l’agire in termini di acquisizione di competenze. Sembra quasi che il lavorare con l’Europa permetta di superare anche certe diffidenze e resistenze.

campus3.jpgUn'insegnante scrive in proposito: la sfida più grande è stata quella di coinvolgere ancora di più i colleghi a scuola, farli “buttare” con meno paura e … anche con un po’ di curiosa incoscienza... in un’esperienza europea: cercare di far capire che non bisogna conoscere l’inglese a perfezione, che le competenze comunicative facilitano l’acquisizione di quelle più strettamente linguistiche.

Il filo conduttore scelto per i nostri diversi seminari di contatto, ribadito in più anni e contesti vari, ai quali abbiamo accennato nell’introduzione a questo blog, e ricordati in numerosi interventi, ha sostenuto e facilitato scelte di campo ed approcci metodologici che vanno nella direzione che stiamo trattando. Il documento comunitario del 2006 sulle competenze chiave, dal quale siamo partiti, contenente una chiara ragione del perché il ruolo delle competenze è di primaria importanza nel futuro personale e collettivo dei cittadini europei, e una descrizione dettagliata dei contenuti sui quali lavorare, accompagnato, certo, dalle ampiamente diffuse indicazioni nazionali in materia, hanno aiutato le scelte e lo sviluppo del lavoro dell’Agenzia e dei docenti che si sono lasciati coinvolgere. E forse la maggiore presenza fra i commenti di esperienze realizzate in ambito LLP è dovuta soprattutto al fatto che i nostri lettori sono principalmente coloro che hanno posto al centro della istituzione educante di cui fanno parte la dimensione europea del loro fare.

Nella banca dati EST, nella quale raccogliamo e organizziamo l’informazione sui progetti di cooperazione conclusi in tutti i paesi europei, abbiamo ritrovato, per esempio, ben 120 progetti promossi a partire dall’idea di dare concretezza alla competenza trasversale legata alle capacità di spirito di iniziativa e del fare impresa, progetti tutti molto legati al bisogno di collegare il tempo di formazione ai bisogni del mondo del lavoro. Molto interessanti anche i progetti a sostegno dell’innovazione per recuperare competenze linguistiche, area più tradizionalmente presente nei progetti europei, sostenuta ovviamente dal contesto favorevole nella sua concretezza, ma comunque da sottolineare per l’ampio coinvolgimento del mondo degli adulti. Una sorta di riconoscimento del bisogno di attenzione alle competenze in ogni fase della vita.

money_1.jpgIn proposito, una collega, dopo avere elencato una lista di titoli di progetti scrive: questi sono alcuni dei titoli che raccontano il lavoro svolto, circoscrivono una cooperazione europea intenta a dare strumenti adatti ad una piena realizzazione personale, ad ampliare il senso di cittadinanza attiva, coesione sociale. Condivisione di conoscenze che non possono divenire competenze e abilità se non sono condivise e condivisibili. Abilità e competenze, saperi e consapevolezza dei significati, condividere e valorizzare questi concetti rappresenta un inestimabile ‘capitale’ culturale, una sorta di bond (senza rischio di svalutazione) da investire nell’economia della conoscenza.

Per ora ci fermiamo, con l’idea e la voglia di riprendere presto il filo di questo discorso con ancora tanta partecipazione ed esperienza da raccontare, mi auguro.

fiora100.jpgdi Fiora Imberciadori