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Dialogo interculturale e multilingue in Portogallo


Il partenariato multilaterale Comenius “Dialogo interculturale e multilingue, attraverso la lingua neutrale esperanto, tra le scuole europee. Diritti umani dei bambini e degli adolescenti in Europa” vede protagoniste tre scuole (una Italiana, una Spagnola e una Portoghese) si pone l’obbiettivo di contribuire a rompere le barriere comunicative tra comunità di lingue diverse .
 
Presentazione.jpgIl progetto “Dialogo interculturale e multilingue, attraverso la lingua neutrale esperanto, tra le scuole europee. Diritti umani dei bambini e degli adolescenti in Europa” si pone l’obbiettivo di contribuire a rompere le barriere comunicative tra comunità di lingue diverse ponendo di fronte ai ragazzi le stesse sfide. Per la realizzazione del progetto ci serviamo della lingua neutrale Esperanto – molto conosciuta, ma non ancora lingua ufficiale dell’UE.
Il presente articolo contiene parte del diario redatto dalle sette alunne della Scuola Media “Cavour” di Modena coinvolte nel progetto e nel viaggio. Le loro impressioni, le loro emozioni di fronte alle nuove conoscenze potrebbero essere simili a quelle di tante altre giovani d’Europa  a contatto con contesti culturali ed umani diversi da quelli familiari e consueti del proprio ambiente di vita.
Una delle ragazze è sorda. Insieme ad una compagna, sorda come lei, ha partecipato ad alcuni dei precedenti incontri Comenius e ciò ha permesso di arricchire la proposta del “dialogo interculturale” di una ulteriore “lingua ponte” tra diverse culture, quella degli udenti e quella dei sordi segnanti, la lingua dei segni, appunto..

Ma ecco i momenti più significativi indicati nel diario elaborato dalle sette studentesse - Irene, Giulia, Abby, Alessandra, Veronica, Alice ed Eleonora -  nelle giornate trascorse in Portogallo.

Martedì 22 Ottobre
Lezioneesperanto.jpg"….Arrivati alla scuola, siamo stati accolti da un gruppo di ragazzi e di adulti che ci hanno dato il benvenuto con l’inno”All’Europa” e altre canzoni cantate in esperanto. Dopo il saluto della Preside e di una signora che rappresentava l’Amministrazione locale, rigorosamente in lingua portoghese e tradotto in esperanto dal prof. Ladeira, in italiano dal prof. Ermanno e in lingua dei segni dalla prof.ssa Valeria  (quanti ...  ponti linguistici, e tutti per noi!), abbiamo potuto fare merenda con dei dolci portoghesi alcuni dei quali, secondo  la prof.ssa Valeria, erano molto simili ai nostri dolci del sud Italia……. Purtroppo, gli altri ragazzi e ragazze coinvolti nel progetto che erano presenti erano molto più grandi di noi e questo ci ha un po’ intimidite per cui non ci è stato facile trovare con loro nell’immediato argomenti di conversazione!
Quando nel pomeriggio siamo stati accompagnati a fare una lunga escursione per Lisbona, nonostante la nostra timidezza e la paura di non riuscire a spiccicare una parola in esperanto per fare conoscenza con gli studenti e le studentesse delle altre scuole, ci siamo accorte che non è poi così difficile comunicare con l’esperanto di base che abbiamo imparato nel corso di quest’anno al Punto lettura, la biblioteca del Quartiere Madonnina vicina alla nostra scuola, e così abbiamo appreso la traduzione portoghese e spagnola di alcune parole italiane e come si svolge in Portogallo e in Spagna una giornata tipo di un ragazzo della nostra età!"

Martedì 20 Ottobre
".... Oggi abbiamo capito meglio il significato concreto del titolo del progetto “Dialogo interculturale e multilingue tra le scuole europee” e dell‘utilizzo dell’esperanto come lingua ponte neutrale negli scambi per la conoscenza reciproca delle rispettive culture ed anche per imparare frasi di uso quotidiano nelle lingue dei paesi visitati.
Poi, finalmente, nel pomeriggio, altra passeggiata chilometrica per Lisbona fino alla Torre di Belem sul Tago ma soprattutto, per noi ragazze, la possibilità di chiaccherare liberamente con i ragazzi degli altri stati...."

Giovedì 20 ottobre
"....Anche la libertà di comunicare che ci è sempre lasciata dagli adulti quando siamo in giro ci è sembrata magica: con i nostri insegnanti della scuola, non succede quasi mai, quando siamo in uscita!
Il fatto che non tutte noi ragazze che partecipiamo al progetto riusciamo ad esprimerci con fluidità nell’esperanto può sembrare un obiettivo non raggiunto ma in realtà, è proprio grazie all'esperanto che abbiamo potuto superare molto facilmente la nostra timidezza ed instaurare un dialogo con loro sugli argomenti che interessano gli adolescenti come gli sport, la scuola, la musica, gli attori, i film.
Un'altra barriera poteva essere quella della differenza di età perché spagnoli e portoghesi sono più grandi di noi italiane ma questo, comunque, non ci ha impedito di dialogare e di trovare punti di interesse comuni."

Sabato 24 Ottobre
Senza_titolo_1.jpg"Oggi si riparte e tutte noi ragazze siamo un po’ dispiaciute, a dire il vero!
....Comunicare con gli spagnoli e i portoghesi è stata  tra le cose che più ci hanno divertito e stupito di questo viaggio. Siamo riusciti a comunicare con loro grazie alla nostra conoscenza delle lingue (esperanto soprattutto, ma anche italiano e inglese), ai gesti delle mani e alle espressioni del viso. Ci siamo riusciti anche perché avevamo più o meno gli stessi interessi, per esempio, sulla musica ed i cantanti del momento, sui cellulari, e per noi ragazze la cura del nostro aspetto fisico, e perché i nostri modi di vivere sono simili, per esempio, andare a scuola, studiare molto, fare sport, ecc..
Questo progetto ci ha dato l’occasione di stringere amicizia con molti ragazzi divertendoci e imparando, e secondo me era proprio questo lo scopo del nostro viaggio. Tutte le popolazioni dovrebbero riuscire ad essere amiche e a convivere nella loro diversità proprio come noi ragazze ci siamo riuscite con gli spagnoli ed i portoghesi."

L’uso di una stessa lingua, non materna per nessuno dei paesi partecipanti, ma insegnata nelle scuole dei paesi partecipanti, ha creato un sentimento di  parità ed uguaglianza di diritti,  a partire da quello più elementare: il diritto alla parola e alla comunicazione  delle proprie idee, sia nella propria lingua materna che in quella neutrale, ed infonderà nei giovani europei la consapevolezza che lo sforzo comunicativo di ciascuno per andare incontro all’altro è già simbolo di accoglienza  e di rispetto della diversità,  simbolo, dunque, di tolleranza. Mai come nel presente momento storico e politico, ciò appare come un auspicio altamente formativo e pedagogico per tutti i giovani e per tutti i cittadini europei.

A cura di
Ermanno Tarrachini - Professore Scuola Media Cavour di Modena
Con la collaborazione di
I. Catanzaro, E. Cremonini, G. D’amato, V.Monaco, A. Oppong,  A.Monaco, A. Casarini. - Studentesse Scuola Media "Cavour" di Modena