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IN AZIONE

Formazione in servizio
Il Grand Tour in Europa e il Carnet de voyage: riflessione sul viaggio in viaggio


Pamela Scolari, docente di letteratura e storia, presenta il Carnet de voyage prodotto a seguito del corso di formazione in servizio organizzato dall’Associazione Laboratorio del cittadino dal titolo Le Grand Tour en Europe che si è svolto a Parigi dal 26 al 30 marzo 2012
 
La motivazione al viaggio: conoscere e rinnovarsi

La professione dell’insegnante offre una possibilità fondamentale: il perfezionamento e l’arricchimento continuo  sia dal punto di vista dei contenuti che dal punto di vista delle metodologie didattiche. Ho da sempre creduto nell’importanza della formazione in servizio, perché penso che i  docenti abbiano il dovere di rinnovare le conoscenze per riuscire a portare nuovi stimoli in classe.
Ho approfittato, quindi, delle opportunità di finanziamento per la formazione in servizio che l’Unione Europea riserva ai cittadini, frequentando un corso dal titolo Le Grand Tour en Europe : art, paysage, jardins, creativité, innovation organizzato dall’Associazione Laboratorio del cittadino onlus. Il corso è stato coordinato dalla professoressa Mariella Morbidelli.
Ho scelto proprio questo corso perchè sono da sempre stata affascinata dalla cultura e dalla lingua francese e penso sia stata fondamentale nella formazione dell’identità europea. Ero anche curiosa di avere degli scambi con docenti di altri paesi europei, per confrontare i sistemi scolastici e le diverse metodologie didattiche.
Infine il tema del Grand Tour e del viaggio mi ha sempre interessato perchè ha dato ricchi stimoli alla letteratura e ha permesso lo scambio tra culture diverse.
    
Il viaggio: l’incontro con l’Altro

Fotodigruppo.JPG Il corso ha preso in esame il  tema il viaggio sotto tutti i suoi molteplici aspetti: partendo dal presupposto che tutti i 17 partecipanti al corso, provenienti da quattro paesi diversi (Spagna, Italia, Grecia e Romania) erano loro stessi dei viaggiatori . Il viaggio, a partire dal Grand Tour, ha da sempre interessato l'uomo perché viaggiando si provano emozioni e si viene in contatto con realtà nuove e questo modifica inevitabilmente il viaggiatore. Partendo da questo presupposto attraverso visite guidate, momenti di riflessione e laboratori abbiamo approfondito i diversi aspetti del viaggio e abbiamo via via osservato il processo di cambiamento che interessava noi stessi, in quanto viaggiatori.
In particolare, infatti,  si è riflettuto molto sul viaggio come luogo di scambio tra culture diverse, come momento per valorizzare il Patrimonio culturale, come educazione al bello e al rispetto per l'ambiente.  Abbiamo visitato molti luoghi ed  in ognuno di essi abbiamo svolto attività pratiche differenti come ad esempio la riflessione su un'opera significativa al Museo del Louvre, un lavoro di gruppo su quadri di paesaggio al Museo Gare d'Orsay, un laboratorio di scrittura alla reggia di Versailles ed un atelier artistico al Museo Maurice Denis. Le tecniche didattiche sono quindi state molto varie, e non sono mancati momenti di riflessione personali e di gruppo, che si sono concretizzati soprattutto quando abbiamo iniziato ad elaborare un Carnet de voyage. Tutte queste attività pratiche sono state presentate anche per dare nuovi spunti per la didattica con i nostri allievi, e quindi alla fine di ogni attività abbiamo valutato le ricadute sulla nostra percezione per avvalorare questa  ricerca-azione.

Dopo il viaggio: stimoli ed emozioni

Concluso questo percorso posso dire che molti sono stati gli stimoli personali e professionali che ho riportato in Italia.
In primo luogo si è  modificata la mia percezione dell’Europa, delle diverse identità nazionali e quindi, inevitabilmente, anche della mia identità di italiana ed europea. La visita al Museo Quai Branly è stata per me cruciale perché mi ha fatto sentire parte di una cultura sopranazionale che si arricchisce continuamente proprio grazie alla diversità.
L’entusiasmo con cui sono tornata in Italia è subito entrato in classe e, oltre a rendere partecipi i miei alunni dell’esperienza fatta, mi ha permesso di mettere in discussione le mie metodologie didattiche, poiché ho compreso la necessità di rendere le lezioni più attive e coinvolgenti per gli alunni.
Dal punto di vista personale si sono creati alcuni legami di stima ed amicizia con i partecipanti al corso e con gli organizzatori che mi hanno arricchito molto e penso che continueranno nel tempo anche grazie allo scambio di materiali e al blog creato per i partecipanti dall’Associazione Laboratorio del Cittadino.

Il Carnet di viaggio: un oggetto, un ricordo, un ringraziamento….

Il risultato materiale di un percorso così stimolante e variegato è  il Carnet di viaggio che è stato progettato su precisa indicazione degli organizzatori del corso.  Anche in questo caso è stata utilizzata una forma attiva di coinvolgimento dei partecipanti, che hanno così riflettuto sull’esperienza fatta.
Il Carnet, ispirato ai Carnet de voyage dei viaggiatori del Grand Tour, non è una cronaca precisa e puntuale del percorso affrontato ma l’insieme di fotografie, impressioni ed emozioni raccolte durante il soggiorno a Parigi.
Mi sono sforzata di rappresentare il mutamento che avveniva in me durante il percorso con una forma accattivante ed eterogenea, ma allo stesso tempo ho cercato di inserire i numerosi stimoli culturali e gli scambi con gli altri partecipanti che ho avuto durante il corso.
Il Carnet rappresenta per me, quindi, non solo un prodotto di un corso formativo, ma una forma tangibile per ricordare e rivivere la mia esperienza e per comunicarla agli altri.
Inoltre spero che possa essere una forma di  ringraziamento a chi ha condiviso con me questo percorso e a Mariella Morbidelli che ha reso possibile questo viaggio formativo.

ritratto1_1.JPGPamela Scolari
Docente di Letteratura e Storia
presso l’Istituto “Cattaneo - dall’Aglio” di Castelnovo ne’ Monti (RE)