Nella suggestiva cornice dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole, si sono aperte sulle note del Quartetto per archi in fa maggiore di M. Ravel, eseguito dal Quartetto Mitja (Scuola di Musica di Fiesole), le celebrazioni nazionali per il 25° anniversario di Erasmus, con la conferenza organizzata dall’Agenzia nazionale LLP-Indire che ha registrato la partecipazione del Ministro Francesco Profumo.
“Sono particolarmente felice di essere qui perché questo è un evento un po’speciale; i 25 anni di Erasmus”– ha dichiarato il Ministro in apertura del suo intervento."Erasmus è il programma di maggior successo dell'unione europea, se ci fosse qualcosa di simile nell'economia forse oggi saremmo più uniti".
“Il mondo del lavoro nei prossimi anni avrà bisogno di persone certificate che sappiano parlare più lingue e che abbiano avuto la possibilità di fare esperienza di studio in luoghi diversi. Tutto questo fa crescere la persona ed il Paese”
Il valore strategico della mobilità Erasmus in Italia e in Europa, la storia del programma dal 1987 a oggi con uno sguardo agli sviluppi futuri, sono stati al centro di un'intensa giornata di lavori che ha voluto rappresentare un’occasione di riflessione politica ad ampio raggio, cui hanno preso parte più di quaranta Istituti di Istruzione Superiore tra Università, Conservatori, Accademie da tutta Italia, oltre allo staff dell’Agenzia nazionale LLP, con oltre 130 presenze. “Erasmus è una fabbrica di europei”ha dichiarato in apertura dei lavori Josep Borrell, Presidente dell’EUI sottolineando il grande contributo di Erasmus alla costruzione degli europei come cittadini, cui ha fatto eco Stefania Fuscagni, Commissario straordinario di Indire dando il benvenuto a tutti nella città di Fiesole, sede dell’Istituto Europeo e della Scuola di Musica, invitando tutti i Rettori, i Direttori e i Delegati Erasmus presenti in sala ad essere soggetti pro-attivi dell’Europa e non rimanere un’enclave ma lavorare perché Erasmus sia contaminazione. “Senza una contaminazione intelligente e consapevole l’Europa non c’è[...] Ce lo aspettiamo. Se non siete voi, chi altro?”
Per entrare nel vivo, il video dedicato a Erasmus 25 realizzato dall’Agenzia Nazionale LLP.
Prima di passare la parola ai relatori, Fiora Imberciadori ha accompagnato la platea nella storia di Erasmus con un estratto dell'intervista realizzata pochi giorni fa:
a Domenico Lenarduzzi, padre putativo di Erasmus già Direttore generale presso la Commissione Europea:
"..Nell’iniziare questa avventura non solo ci siamo dovuti misurare con l’assenza di una base giuridica ma anche con il senso di sovranità degli Stati membri che temevano l’ingerenza della Commissione in materia. Bisogna dire che questa azione in materia di istruzione e formazione fu la sola nella costruzione europea compiuta non con dei testi giuridici pronti ma con la volontà di tutto il mondo educativo, con la volontà di docenti, professori, studenti, amministratori. Erasmus è un programma nato soprattutto per emanazione spontanea dei cittadini che ne sentivano la necessità. In questo settore non c’era nulla, come invece nel mondo dell’agricoltura ad esempio. Ci si rese semplicemente conto che l’Europa non si sarebbe fatta, se non si faceva il necessario per sensibilizzare i giovani. E dunque il ruolo dell’educazione, dell’istruzione, della formazione risultava prioritario. Adesso tutto ciò è stato riconosciuto anche a livello di assegnazione di bilancio, con i fondi raddoppiati nel tempo e la mobilità divenuta una superpriorità.
Il ruolo di Erasmus è stato fondamentale nell’evoluzione verso l’integrazione europea: quando un giovane partiva si diceva: questo è possibile grazie all’Europa! Molto è stato realizzato e molto resta ancora da fare ..."
[leggi l'intervista pubblicata sul sito Indire]
Fabrizio Bernardi, docente di sociologia presso l’EUI, ha affrontato nella sua relazione il tema del rapporto tra Erasmus e il mondo del lavoro, introducendolo con la significativa storia personale da “Erasmus illegale”nel 1991, iniziata con un fax ad una Università britannica e la sensazione di aver spedito un messaggio in una bottiglia a confronto con i successi di Erasmus nei pochi anni successivi, sia in termini di organizzazione della mobilità che di riconoscimento degli studi all'estero.
Secondo i dati di Almalaurea, che il Prof. Bernardi ha analizzato, gli studenti Erasmus rappresentano ancora un gruppo fortemente selezionato: la partecipazione al programma è molto più alta negli atenei del nord del paese e nettamente più diffusa fra figli di laureati o comunque fra famiglie di classe alta. L’intervento si è concluso ricordando la teoria di Karl Deutsch sulla mobilità transfrontaliera come condizione necessaria per il successo dei processi di integrazione internazionale.
Il programma della conferenza è andato avanti con tre interventi di alte rappresentanze accademiche dedicati al valore di Erasmus per il Sistema di Istruzione Superiore italiano: in sostituzione di Marco Mancini Presidente della CRUI (Conferenza dei Rettori) è intervenuto Paolo Blasi, ex presidente CRUI e ex Rettore dell’Università di Firenze, che ha ricordato come Erasmus sia nato negli anni ’80 in risposta alla forte esigenza di conoscere le diverse culture europee superando barriere e confini e come abbia portato, attraverso un percorso inizialmente molto difficile, a cambiamenti nelle legislazioni dei Paesi: prima di Erasmus c’erano accordi bilaterali fra Università per il riconoscimento dei titoli, poi, dall’incontro dei Ministri di Francia, Germania, Italia e Regno Unito, nel 1998 si è iniziato a lavorare per un’architettura omogenea dei sistemi di istruzione superiore con l’avvio nel 1999 del Processo di Bologna che oggi conta 47 Paesi.
Bruno Carioti, Presidente della Conferenza dei Direttori dei Conservatori ha confermato il successo di Erasmus all’interno dei conservatori, in continua crescita, complice la facilità di un linguaggio comune come la musica, una piattaforma universale da sempre soggetta a contaminazioni dalle diverse culture. Guardando al futuro, il Professor Carioti ha sottolineato la necessità di creare negli studenti di oggi la coscienza di far parte di un grande Paese e il valore dell’investimento economico nella cultura come motore economico per ripartire :”una nazione che impegna risorse economiche nella formazione dei giovani non può considerare questa spesa un costo ma un investimento; è indispensabile che chi progetta il futuro guardi con la massima attenzione a programmi come Erasmus"
Per la Conferenza delle Accademie di Belle Arti è intervenuto in vece del Prof. Eugenio Carlomagno, il Prof. Mauro Mazzali , il quale ha esordito, segnalando la peculiarità del caso dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, coinvolta quasi a sua insaputa nel programma Erasmus, grazie alla lunga e nutrita esperienza dell’Università Alma Laurea che vanta il ruolo di pioniere nei programmi di mobilità internazionale, che ha giustamente pensato di mettere al sevizio dei colleghi artisti dell’Accademia il sapere cumulato in anni di internazionalità.
Grazie a quel primo incipit stentato e neppure troppo convinto, si era trovato pochi giorni fa ad assistere alcuni studenti nel montaggio di alcune opere e a realizzare che si trattava di cittadini cinesi provenienti dall’Est Europeo grazie all’ Erasmus, a riprova e conferma di come il programma abbia travalicato i confini inizialmente tracciati in maniera addirittura imprevedibile rispetto ai propositi iniziali.
Nonostante le difficoltà legate al riconoscimento dei percorsi di studio, più complesso nel caso di istituti artistici, anche l’Accademia è onorata di far parte di questa grande famiglia.
La mattinata si è conclusa con gli interventi dei due ambasciatori Erasmus per l’Italia, Ann Katherine Isaacs, docente di Storia moderna all’Università di Pisa e Maurizio Oliviero, docente di diritto pubblico comparato all'Università di Perugia.“Sono onorata di essere ambasciatrice Erasmus per l’Italia, io che sono cittadina extracomunitaria, europea per scelta e italiana per scelta”ha esordito la Prof.ssa Isaacs, ironizzando sul fatto di aver compiuto il suo viaggio dall'America alla volta dell’Europa per mare, consapevole di quanto questo modo di viaggiare suoni ormai desueto. Sottolineando l’impatto fortissimo che ha avuto il programma sul sistema d’istruzione superiore europo e non solo, la Isaacs ha messo in luce alcuni aspetti dell’Erasmus che non sempre vengono menzionati: la mobilità individuale è l’aspetto più conosciuto ma spesso ci si dimentica che tutto questo è parte di un processo mondiale ben più ampio e faticoso: Reti Erasmus, Esperti del processo di Bologna, Consigli di Ateneo sono costantemente impegnati sul fronte della ricerca di equipollenze di titoli, capacità e abilità, cercando di sfondare quel muro di burocrazia in cui erano imbrigliati i sistemi di istruzione superiore delle diverse realtà nazionali nella vecchia Europa; tra i successi di Erasmus,il sistema ECTS per la valutazione di una mobilità di qualità è stato riconosciuto come modello qualitativamente valido anche oltreoceano.
"Erasmus compie 25 anni e per i prossimi 25 abbiamo davanti una sfida enorme: è importante che il programma non resti riservato ad una èlite e che possa incidere profondamente per i suoi aspetti positivi come segno di un cambiamento profondo della società"
Presentando infine il Manifesto Erasmus, la Isaacs ha posto l’accento sulla grande novità rappresentata dal fatto che sia stato redatto non dalla Commissione ma dai 66 ambasciatori Erasmus, direttamente coinvolti nell’attuazione dei programmi di mobilità, unici in grado di fornire un feedback circostanziato e dettagliato delle problematiche emergenti.
“…L’aspetto più importante di Erasmus è il suo essere corale: ogni mobilità implica la collaborazione di più persone a tutti i livelli”, sebbene sia ancora così toccante osservare l’emozione, al di là della fama del programma, di chi parte in Erasmus per la prima volta.
Il microfono è passato poi a Maurizio Oliviero, Ambasciatore Erasmus per gli studenti, anche se a sua volta docente
“Siamo tutti consapevoli e convinti dell’importanza di programmi come Erasmus e tutti bravi a parlare ma spesso chi decide per questo Paese non è disposto ad ascoltare” ha detto il Prof. Oliviero, rimarcando quanto affermato negli interventi precedenti sulla necessità di investire sui giovani in maniera determinata, soprattutto se si parla di Erasmus, primo vero programma di costruzione politica europea, che ha formato e dato vita a una nuova identità culturale.Il suo intervento dai toni volutamente provocatori ha posto l’accento sui tagli all’istruzione superiore che si ripercuoteranno inevitabilmente sui fondi che l’Università potrà mettere a disposizione dei suoi studenti per integrarne le borse di studio. Oliviero si è fatto portavoce del profondo sgomento che Erasmus rischi di essere ancora un programma per pochi perché all’ampliamento della partecipazione non ha fatto seguito un'adeguata allocazione di fondi tale da garantire ai giovani in mobilità di poter vivere autonomamente.
Erasmus for all, il programma che prenderà il via nel 2014, dovrebbe a maggior ragione garantire l’accesso ad un'esperienza così importante a tutti gli studenti meritevoli. Da qui, la proposta di dirottare i fondi FSE non utilizzati su borse di studio e programmi comunitari come già proposto in altri Paesi, come la Spagna, investiti da una crisi economica , per molti versi, analoga alla nostra.Una conclusione forte quella di Domenico Oliviero:” Abbiamo formato pochissimi europei e ancora non abbiamo fatto l’Europa. Forse Erasmus potrebbe dare una risposta!”
Nel primo pomeriggio, l'atteso intervento del Ministro Francesco Profumo, di cui riportiamo un brano e il video (21'):
"Erasmus ha iniziato la sua avventura 25 anni fa. Io mi ricordo che ero un giovane ricercatore al politecnico di Torino, ero appena tornato dall'America dove avevo vissuto alcuni mesi, e i colleghi della commissione erasmus discutevano di come fosse possibile confrontare il percorso di studio di
uno studente che ha studiato a Lione, con uno di Karlsruhe o di Roma. Beh, a quel punto ho avuto quasi voglia di ripartire... Insomma, anni fa la mobilità per studio sembrava inconcepibile, c'erano ostacoli di vario tipo, oggi è una realtà consolidata. Questo soprattutto grazie agli ECTS, European Credit Transfer System, la moneta comune europea della conoscenza, una moneta di tipo "intellettuale" che permette il riconoscimento dei crediti, dei periodi di studio trascorsi all'estero.Erasmus è il programma di maggior successo dell'unione europea, se ci fosse qualcosa di simile nell'economia forse oggi saremmo più uniti. È partito dal basso e ha avuto un'influenza diretta sulla vita della gente, ha coinvolto milioni di persone (presto raggiungeremo il traguardo di 3 milioni di Erasmus, traguardo a cui l'Italia ha contribuito coni 300.000 persone, ovvero il 10%) ed è destinato a crescere ancora.
Da alcuni anni alla mobilità di studio si è aggiunta quella per tirocinio, i cosiddetti placement che danno l'opportunità ai giovani di realizzare una esperienza di lavoro all'estero nel campo per cui si stanno preparando. Vi rendete conto di quanto è importante ai giorni nostri un'esperienza di questo tipo, che permette di acquisire competenze direttamente spendibili sul mercato del lavoro, da quelle linguistiche a quelle tipiche del settore di riferimento, e soprattutto permette di acquisire una flessibilità e una apertura mentale molto maggiori di quelle che ha chi rimane sempre nello stesso ambiente".
La Conferenza si è conclusa con una dedica sul libro d'onore dell'Agenzia LLP: Buon Compleanno Erasmus e appuntamento a Roma il prossimo 15 giugno!
A cura di Valentina Riboldi e Lorenza Venturi,
Agenzia nazionale LLP, Unità Comunicazione
Foto di Claudio Lacoppola, Agenzia LLP,Ufficio finanziario
La documentazione sull'evento
Guarda il servizio del TG3 Regionale (dal 12° minuto)
Il servizio sulla Conferenza realizzato da DireGiovani
Rassegna stampa
A cura di Pietro Michelacci e Lorenzo Mentuccia,
Agenzia nazionale LLP, Unità comunicazione e Untà eTwinning
La Repubblica 14 maggio
Il Fatto Quotidiano dell'8 maggio
La Nazione del 18 maggio
In Toscana del 18 maggio
Scuola Magazine del 18 maggio
A tutta scuola del 17 maggio
I-dome del 3 maggio
Agi del 18 maggio
Nove da Firenze del 17 maggio
Orizzonte Docenti del 17 maggio
Comune di Fiesole del 17 maggio
Agenzia Aise del 18 maggio
Agora Magazine del 17 maggio
Toscana News del 17 maggio