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Le voyage dans la lune: teatro e musica per tuffarsi in Europa


Un workshop internazionale di teatro e musica a Manfredonia, in Puglia, per costruire insieme un’ipotesi di cittadinanza consapevole. 20 partecipanti provenienti da 9 diversi Paesi chiamati a fare delle loro differenze la loro principale risorsa.
 
Fotogruppo.jpgIl giorno è il 7 marzo 2012, la città Roma, il luogo dell'appuntamento il Terminal 3-Arrivi dell'aeroporto di Fiumicino, il segno di riconoscimento è un fiore arancione di stoffa tra i capelli e un leggio con sopra un cartello su cui si legge "Bottega degli Apocrifi - Workshop "Le voyage dans la lune”.
Mentre aspetto almeno 20 persone  dopo aver letto si avvicinano a chiedermi se possono partire con me!
I partecipanti atterrano tutti tra le 13.00 e le 16.45: Melania, Cezar, Lorena, Liviu, Anca, Simona, Camelia, Corina, Kamil, Nik, Ricardo, Aspasia, Thierry, Andreea, Attila, Petra, Irinaa, Marian, Leyla e Leila. Età media 41 anni: il più giovane è ungherese e ha 18 anni, la più grande è rumena e di anni ne ha 55, e non immaginano ancora quante cose hanno in comune.
Arrivano da Romania, Portogallo, Scozia, Polonia, Grecia, Francia, Ungheria, Inghilterra e Turchia; Roma è la tappa di raccordo, da cui raggiungere insieme in pullman la destinazione ultima: a sud, in Puglia, alle porte/pendici del Gargano, a Manfredonia. Il Teatro Comunale di Manfredonia.
E’ qui che dall’8 al 17 marzo si svolge il workshop internazionale di teatro e musica tenuto dalla compagnia Bottega degli Apocrifi: il regista Cosimo Severo, l’attore e musicista Fabio Trimigno, e la drammaturga Stefania Marrone, io.
Il workshop si tiene in italiano, francese e inglese, ma basta un giorno per capire che a queste si aggiungeranno le lingue e i dialetti di tutti i partecipanti, chiamati a mettere pensiero/parola/azione in un progetto teatrale sulla cittadinanza consapevole.
Il laboratorio è per sua natura una coordinata spazio/temporale dedicata agli esperimenti, dove il tentativo è l’unica via percorribile, l’errore una risorsa e la sospensione del (pre)giudizio sugli altri e su di sé una necessità virtuosa. Un laboratorio teatrale e musicale lavora contemporaneamente sulla presenza scenica, sulle potenzialità della voce e del corpo e sulla possibilità che le utilizziamo consapevolmente; il teatro non ci chiede di essere altro, anzi pretende che siamo veri, autentici nelle nostre parole, che seguono i nostri pensieri e nelle nostre azioni senza possibilità di omissione.

la_voyage_dans_la_lune_ultimo_giorno.jpgUn invito particolarmente sentito alla partecipazione. Ma come glielo spieghi questo a un gruppo di 20 persone che arrivano da 9 diverse Nazioni, persone separate da confini territoriali, differenza d’età, di esperienza, di appartenenza sociale?
Provo con le lingue e con le citazioni: da Gaber “ libertà è partecipazione”  a Pasolini “tutto è politica: l’aria che respiriamo, i vestiti che indossiamo… “,  ed è emozionante l’assenso che sono sempre capaci di costruire.
E poi ci sarebbe bisogno di raccontare come tutto questo c’entra con il teatro, e a sua volta cosa c’entra il teatro con la formazione, e a questo punto decidiamo: il miglior modo per raccontare il teatro è farlo!
Così i partecipanti assistono assieme a 300 bambini di Manfredonia da 5 a 10 anni ad una replica in matinée del nostro spettacolo Nel Bosco Addormentato – vincitore di tre premi nazionali tra il 2010 e il 2011: spettacolo dove le fate sono brutte e hanno poteri molto terreni, la strega è cattiva per troppa solitudine e il principe azzurro ha la pelle nera e parla una lingua incomprensibile.

Bosco-Addormentato5(Web)_1.jpgDetto questo si lavora partendo liberamente dal testo Uccelli di Aristofane e dal desiderio di due cittadini della Repubblica Ateniese di rifuggire la loro acclamata democrazia per fondare una città ideale. Ma come si fonda una città ideale? Da dove si comincia? Facciamo del teatro uno strumento di lettura della realtà e cominciamo dall’inizio, dalle ragioni per andare via.
10 Paesi europei a confronto (Italia inclusa) a ragionare con mente e corpo di qualità della vita, di precariato lavorativo, abitativo, relazionale, affettivo; 23 cittadini europei (guide di laboratorio incluse) che provano ad elaborare insieme uno stato dell’anima partendo dall’ironia e arrivando – è stata forse la cosa più complessa – ad un livello di ironia condiviso.
Il resto va da sé, facile come respirare. Diventa naturale lavorare due giorni insieme a 20 adolescenti che seguono il laboratorio serale della Bottega degli Apocrifi; diventa naturale preparare una performance finale aperta al pubblico insieme al complesso Bandistico Cittadino; diventa naturale proporre la performance nella Piazza principale, davanti al Palazzo Comunale, coinvolgendo un’intera Città; e diventa naturale addirittura fare un tentativo di elaborazione collettiva dell’esperienza il giorno dopo assieme ad un critico di rilievo nazionale, Nicola Viesti, e ad uno storico del teatro, il professor Gerardo Guccini dell’Università degli Studi di Bologna, che ha patrocinato l’iniziativa.

E naturale diventa la mattina della partenza lasciarsi con la fatica fisica nei muscoli, la leggerezza nell’anima e un nuovo tarlo nella mente, che “un altro mo(n)do è possibile”
Se ti dico che la citta’ cui tende il mio viaggio e’ discontinua nello spazio e nel tempo, ora piu’ rada ora piu’ densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla.
L'inferno dei viventi non qualcosa che sara’; se ce n'e’ uno e’ quello che e’ gia’ qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo piu’.
Il secondo e’ rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non e’ inferno e farlo durare e dargli spazio. (Italo Calvino. Le Città invisibili)

Clicca qui per visualizzare il video dello Workshop.

Stefania Marrone, Direzione progetti e distribuzione della Bottega degli Apocrifi