Alcuni mesi fa abbiamo chiesto ai nostri lettori di raccontare e commentare la loro esperienza nei programmi comunitari, con l’intento di recuperare testimonianze e documenti che ci aiutassero a sostenere, con fatti ed esempi, le parole di grande soddisfazione che spesso ascoltiamo da chi ha avuto l’opportunità di essere coinvolto nelle iniziative proposte dai Programmi europei in materia di istruzione e formazione. La partecipazione ai progetti europei, spesso ci viene detto, ha prodotto un cambiamento nel modo di essere e di fare scuola; l’agire in un contesto europeo, ed oltre, incide sui contenuti del fare scuola, nella metodologia, nell’organizzazione del tempo, dello spazio e delle relazioni, nei rapporti con il mondo, nel far crescere e sostenere identità nuove.
Le reazioni di coloro che, numerosi, hanno accolto il nostro invito, si stanno confermando fonte importante per una valutazione di carattere qualitativo della partecipazione ai programmi comunitari, per una individuazione degli spazi che questi all’interno del sistema sono andati ad occupare, degli aspetti sui quali sono andati ad impattare, in particolare quelli che i protagonisti ritengono importante mettere in evidenza.
Gli interventi raccolti fino ad oggi ci confermano il contributo importante del lavoro prodotto in queste circostanze per un cambiamento sostanziale nei comportamenti e negli atteggiamenti , sia sul piano personale che sulla comunità scuola.
Le lingue, le tecnologie, la capacità di accogliere , di essere accolti e vivere insieme, la flessibilità nell’organizzazione e nel metodo, sembrano essere gli ambiti nei quali la cooperazione europea ha dato maggiori frutti. Molti dirigenti e docenti hanno fatto dell’Europa, dei suoi valori , dei suoi problemi, dei suoi obiettivi, delle sue strategie, del suo linguaggio, il fil rouge dell’offerta formativa della loro scuola, nonostante la fatica ed il rammarico, condiviso da tanti, per la mancanza di riconoscimento istituzionale dell’ impegno, certamente non indifferente in termini di tempo ed energie intellettuali.
Qualcuno ha colto l’opportunità del blog per contribuire al dibattito con elementi critici, esprimendo il disagio e la delusione per un lavoro non sempre visibile: tempi difficili, debolezze dei mezzi disponibili sono talvolta indizi di una dimensione europea troppo lontana dalla realtà, un sogno per tanti, una esperienza di vita per pochi.
I commenti ricevuti ci consentono, infine, anche di alimentare una riflessione per la misura longitudinale del cambiamento: quali nuove iniziative sono state intraprese dunque, e come nel tempo sono state sollecitate. Un’analisi più attenta e dettagliata sarà obiettivo del nostro lavoro nei prossimi mesi, e sarà indirizzata anche dai suggerimenti di approfondimento che ritroviamo nei commenti dei nostri lettori.
Come chi ci segue da tempo già sa, un piccolo gruppo di persone dell’Agenzia LLP/Indire, in collaborazione con alcuni esperti di scuola, sta infatti conducendo un’indagine sul contributo dei programmi all’internazionalizzazione del sistema. I dati che emergono in questi commenti alimenteranno le nostre considerazioni e conclusioni, insieme a ciò che ci restituirà un questionario distribuito recentemente ad un campione casuale di 420 scuole (il campione è stato elaborato rispettando la ripartizione per livello e tipologia delle scuole e la distribuzione sul territorio).
Il questionario si compone di tre parti:
L'intero questionario contiene circa 40 domande, rivolte in particolare a individuare quali cambiamenti si sono manifestati all’interno della singola scuola, avendo come quadro di riferimento il contesto nel quale essa si colloca, i processi che vi si esercitano, i prodotti che vi si generano.
Approfittiamo per sollecitare coloro che inclusi nel campione non avessero ancora risposto al questionario di farlo quanto prima!
Il numero dei commenti finora ricevuti sul sito, la varietà e la ricchezza dei contenuti offerti, ci hanno persuaso a proporre un analogo questionario a tutti i lettori del sito LLP per allargare e diversificare ulteriormente il bacino delle informazioni sulle esperienze condotte. Il fine della rilevazione rimane sempre lo stesso: dare ampia fondatezza ai risultati dell’analisi in corso per predisporli poi a un’efficace diffusione.
Il questionario, rispetto alla versione originale, ha subito qualche modifica per accogliere anche gli interventi di chi non ha voluto o non ha potuto investire nell’internazionalizzazione, ma voglia comunque esprimersi sull’Europa e la scuola.
Con che scadenza? Raccogliamo i dati fino a metà settembre!
Buone vacanze a tutti!
Commenti