Questo sito è l'archivio del programma LLP 2007-2013.
Per informazioni sul nuovo programma europeo per l'istruzione, la formazione, i giovani e lo sport 2014-2020 consultare: erasmusPlus.it

IN AZIONE

Erasmus
L’Erasmus agisce in Europa come il Bosone di Higgs in Natura?


Si ringrazia per aver consentito la stesura di quest’articolo la dott.ssa Tiziana Marotta (Capo Ufficio Mobilità Studenti dell’Università del Salento)
 
Dallo scorso giugno, gli studenti Luigi Longo e Marilea Reale, provenienti dal Dipartimento di Fisica dell’Università del Salento stanno svolgendo il loro tirocinio Erasmus al Cern di Ginevra (Organisation Européenne pour la Recherche Nucléaire) da dove sono stati annunciati gli ultimi dati scoperti sul bosone di Higgs.
Ciò ci consentirebbe con un pizzico di presunzione di affermare che anche Erasmus sarà complice in sordina della ricerca del supermondo alla cui esistenza il Dott. Zichichi ci ha abituato nelle sue disquisizioni sugli universi paralleli.

Il bosone di Higgs è, infatti, bosone1.jpgl’unica particella prevista dalla fisica attualmente sistematizzata che riesca a spiegare il comportamento delle particelle elementari dell'Universo visibile e alcune delle forze grazie alle quali esse interagiscono, a non essere ancora stata catturata.
Secondo la teoria, è possibile immaginare un campo di Higgs che permei lo Spazio, pieno di questi bosoni. Nello stesso modo in cui i fotoni trasferiscono energia alle particelle che incontrano, così i bosoni di Higgs farebbero da vettori di massa. Conseguentemente, le varie particelle elementari metterebbero su  più o meno massa, a seconda che siano in grado di attrarre più o meno bosoni di Higgs.

Il Gruppo dell’Università del Salento che lavora nell’esperimento ATLAS e che ha contribuito all’eccezionale scoperta, è composto dal prof. Edoardo Gorini, responsabile del gruppo, coadiuvato dai ricercatori Gabriele Chiodini, Margherita Primavera, Stefania Spagnolo e Andrea Ventura, dal Ph.D Michele Bianco, dal dottorando Nicola Orlando, dai laureandi Luigi Longo e Marilea Reale, e dai tecnici Angelo Innocenti, Alessandro Miccoli e Pino Fiore.
 
      Tuttavia, le immagini del Big Bang e del cambio della simmetria dell’Universo grazie proprio al bosone di Higgs cui il prof. Gorini ha fatto ricorso, in un’intervista apparsa sul “Quotidiano di Puglia”, suggeriscono un azzardato parallelismo.
Alla luce del cambio epocale che  Erasmus, giunto alla Sua 25^ edizione, ha inaugurato nel mondo dell’istruzione superiore, non sarà anch’esso una sorta di bosone di Higgs grazie al quale gli scambi internazionali tra studenti, agendo un po’ alla maniera dei vettori di massa, schiudono ai giovani la prospettiva di un universo meno ristretto di quello in cui sono abituati ad interagire? Un superuniversitatismundus, per intenderci?

Immagine.JPGForse, non avremmo mai immaginato un approccio così scientifico all’analisi del fenomeno Erasmus, se non fossimo entrati in possesso nero su bianco della lettera di intenti dei giovani laureandi Longo e Reale, i quali ci hanno ricordato che:  “…mentre si scopriva il Bosone di Higgs, Erasmus c’era”.

      Data la controversa storia del nome da dare alla particella - da Goddamn a God particle,  forse un rimando onomastico ad Erasmus potrebbe definitivamente risolvere l’annosa questione..

Un buon modo, in fondo di celebrare i 25 anni del programma, ma trattandosi di una semplice proposta, speriamo non ce ne vogliano, per questo,  gli uomini di scienza!
 










a cura di Michela Bucci
Agenzia Nazionale LLP