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IN AZIONE

Mobilità alunni
La buona pratica del Liceo scientifico Francesco Vercelli di Asti


Il Liceo Scientifico Francesco Vercelli di Asti ha partecipato negli a. s. 2010/11 e 2011/12 al progetto Comenius MIA Mobilità internazionale alunni ottenendo ottimi risultati dal punto di vista formativo e culturale.
 
Partenza_ragazzi_italiano.jpgIl Liceo Scientifico "FrancescoVercelli" di Asti ha partecipato negli anni scolastici 2010/11 e 2011/12 al progetto Comenius MIA (Mobilità internazionale alunni). In entrambi gli anni 10 studenti del nostro istituto hanno trascorso un periodo di studio tra Ottobre e Dicembre presso il Liceo da Vinci Kattegat Gymnasiet di Halmstad (Halland- Svezia) mentre nel periodo Febbraio-Aprile sono stati ospitati 10 studenti della stessa scuola svedese.
Possiamo quindi tracciare un primo consuntivo dell'esperienza svolta la cui valutazione è senz'altro molto positiva sia dal punto di vista di crescita personale e sociale che dal punto di vista didattico-esperenziale e gestionale-amministrativo. Pertanto si auspica di poter continuare tale esperienza e, se possibile, rafforzarla.
Cerchiamo di valutare  nel dettaglio il progetto rispetto alle varie componenti.

Gli studenti italiani sono quelli che hanno risposto meglio all'esperienza. Sono apparsi fin dall'inizio molto motivati e hanno considerato l'iniziativa come  un'esperienza didattica e culturale valida e impegnativa. Si sono adattati quasi tutti senza molte difficoltà alla realtà svedese, tollerando sia la diversità climatica che quella culturale senza particolari problemi. Si sono inseriti negli ambienti giovanili di Halmstad creando legami duraturi e si sono molto impegnati nella quasi totalità dei casi per accogliere nel migliore dei modi gli ospiti e per seguirli nel loro soggiorno italiano.
Durante la permanenza in Svezia hanno quasi tutti continuato a seguire i programmi italiani e al ritorno si sono molto impegnati per recuperare le eventuali difficoltà in tutte le discipline.
Senza dubbio considerano molto positiva l'esperienza fatta, hanno consolidato la loro conoscenza della lingua inglese ed hanno rafforzato la loro autostima.

Gli studenti svedesi, nel complesso, si sono rivelati più fragili dei nostri. Hanno fatto più fatica ad integrarsi nel nostro paese e ,talvolta,si sono dimostrati più in difficoltà di fronte a situazioni non previste e ad una cultura per certi tratti “diversa”. L’esperienza è ,comunque, stata considerata come un arricchimento personale e come un'occasione per maturare e aprirsi dal punto di vista culturale. In ogni caso sono rimasti molto sorpresi in positivo dal nostro mondo famigliare e dalla nostra cultura gastronomica.

Le famiglie italiane si sono rivelate quasi tutte molto collaborative e hanno valutato  positivamente l'esperienza, impegnandosi per rendere gradevole il soggiorno degli ospiti. Alcune madri ad esempio hanno frequentato un corso di inglese per essere in grado di dialogare con gli ospiti.
Le famiglie svedesi hanno accolto quasi tutte con piacere i nostri ragazzi e hanno dimostrato interesse per il progetto. A questo proposito va segnalato che alcune famiglie hanno stretto amicizia e sono già state ospiti in Svezia ed hanno a loro volta ospitato genitori svedesi.

I due sistemi scolastici sono molto diversi ed è stato talvolta difficile cercare un punto di contatto tra le varie discipline cercando una “vera integrazione”. Quello svedese è più flessibile e più attento alla metodologia che ai contenuti e alle nozioni, quindi si adatta meglio ad esperienze internazionali. Infatti ad Halmstad la scuola è stata in grado di organizzare per tre mesi una classe definita “internazionale”che svolgesse attività con i nostri allievi.
Il nostro sistema invece è rigido negli orari e nei programmi e meno in grado di assorbire variazioni, quindi l'inserimento degli studenti svedesi nelle nostre classi è stato talvolta difficile per svariati motivi tra cui la non conoscenza della lingua inglese da parte di molti docenti, la non curiosità a sperimentare didattiche innovative con il supporto delle nuove tecnologie e talvolta l’eccessivo carico scolastico al rientro.
In conclusione non si sono riscontrati problemi seri, ma si sono creati legami di amicizia vera per tutta la vita. 

Donatella Giordano - Docente e Coordinatrice del progetto.