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IN AZIONE

Assistentato
L’avventura Comenius: cosa rimane ad un anno dall’inizio


La positiva esperienza di assistentato di Selena Serratì che ha svolto 43 settimane di assistentato Comenius presso la scuola Gesamtschule Schwerte in Germania.
 
Un anno fa è iniziata la mia “avventura Comenius”. A dicembre avevo compilato il bando per poter insegnare in una scuola dell’UE le materie studiate all’Università. Già da allora mi prese l’entusiasmo: la possibilità di mettere in gioco le mie conoscenze in un contesto nuovo, la voglia di affrontare una nuova vita e di acquisire esperienza in un ambito -l’insegnamento- che mi aveva sempre interessato, tutto questo non faceva che aumentare la voglia di partire!
A giugno l’agenzia italiana mi comunicava dell’avvenuta selezione: destinazione Germania, per 43 settimane. Evviva!

bonn_26_27_Sept___induction_meeting__1_.jpgIn seguito ho partecipato all’incontro degli assistenti Comenius italiani in partenza per i vari Paesi europei,  un’occasione utile per prendere contatto con gli altri “Comeni” e soprattutto per chiarire i dubbi pre-partenza. Lì ho anche scoperto che le mie incertezze erano spesso condivise e ciò è servito a farmi sentire meno sola.
A settembre sono arrivata a Bonn per prendere parte all’Induction Meeting insieme agli assistenti di tutt’Europa a cui era stata assegnata la mia stessa meta. Tantissimi giovani accumunati dalla voglia di insegnare, di trasmettere la propria passione, di viaggiare e conoscere, niente di più bello! Una parte di essi ha condiviso con me i nove mesi seguenti, rendendoli una piacevolissima esperienza. Nella stessa occasione i responsabili dell’agenzia tedesca hanno organizzato giochi, gite e un workshop sulla diffusione originale ed efficace delle nostre conoscenze.


la_mia_classe_preferita_in_gita_a_Berlino.jpgSempre più entusiasta, ad ottobre sono arrivata nella Gesamtschule Schwerte , la “mia” scuola. La mia tutor mi ha presentato al corpo docenti portandomi in giro per la scuola e abbiamo organizzato assieme il programma di lavoro. La prima settimana sono stata “osservatrice”: occorre tempo per capire come funziona un sistema scolastico diverso dal nostro, è un mondo che ti si schiude giorno dopo giorno, modi di apprendimento e insegnamento diversi da quelli prima conosciuti. In precedenza non avevo mai insegnato l’italiano come lingua seconda e farlo a ragazzi tedeschi mi ha permesso di riflettere sull’uso e sulle funzioni grammaticali della mia lingua e soprattutto di apprendere i metodi didattici con cui questa dovrebbe essere impartita. Ma ovviamente non tutto è andato sempre liscio. Ad esempio non tutte le mie iniziative sono state considerate, un po' perché le insegnanti non volevano attardarsi col programma e un po' perché i ragazzi non intendevano rimanere ore aggiuntive per attività extra-scolastiche. A volte la scuola non aveva un’idea chiara di quali fossero i miei compiti, riducendo il mio ruolo a quello di assistente di lingua. Tuttavia quest’esperienza mi ha insegnato davvero tanto riguardo l’organizzazione dell’ora didattica e la capacità di farsi valere (con gentilezza) dagli alunni.

con_ulli__la_mia_tandem.jpgMa il programma Comenius non è stato solo “scuola”. È servito a potermi integrare nel Paese che mi accoglieva, a portare avanti i miei interessi e a farmi coinvolgere in altri. All’inizio non è stato facile, né io né la mia tutor eravamo riuscite a trovarmi una sistemazione. I primi mesi ho vissuto da un insegnante che aveva un appartamento (in ristrutturazione) a disposizione. La scuola era in un paesino dove dopo le sei del pomeriggio era difficile imbattersi in altre forme di vita, ma, a poco a poco, ho fatto le mie amicizie, i miei viaggetti, ho trovato nuovi impegni e, soprattutto, una stanza nella città più vicina: Dortmund.
Le prime amicizie le devo alla mia tutor, che mi ha presentata al gruppo con il quale si riuniva per delle lezioni di italiano. Ho così conosciuto queste dolcissime persone ed anche il loro giovane insegnante, che mi ha introdotto ad un corso di tedesco per stranieri all’Università di Bochum. Ho quindi frequentato il corso e, di conseguenza, ho conosciuto altri studenti. Inoltre, grazie all’Università era possibile trovare un tandem partner, una persona interessata ad imparare la mia lingua che in cambio mi aiutava a perfezionare il mio tedesco. Così ho conosciuto Ulli, la mia tandem e amica tedesca.

con_gli_altri_comeni_ai_mercatini_di_natale.JPGEccezionali sono stati anche tutti i miei compagni Comeni, con cui ho vissuto indimenticabili momenti. Quasi ogni fine settimana ci davamo appuntamento in qualche posto sparso nella regione che ci ha ospitato, la Renania Westfalia. Il ché ha significato week-end all’insegna della scoperta della Germania!
La cosa più inusuale che ho fatto, oltre che climbing su un ex-edificio industriale, è stata prender parte a degli incontri in un ristorante dove, ordinando da bere e qualche stuzzichino, si lavorava a maglia, mostrando i propri lavori e consigliandosi su quelli futuri. Ho trovato un’insegnante che, come me, aveva la passione per le creazioni di gioielli,  e più di qualche volta mi ha invitato a casa sua per creare anelli e bracciali. Le amicizie sono nate anche così, oppure attraverso un corso di salsa. All’inizio quante risate sulla mia goffaggine! Poi però mi sono appassionata e ogni giovedì andavo a ballare con il mio Tanzpartner.
Per non parlare della conferenza all’Università di Bonn! Un insegnante mi aveva invitata ad una conferenza su come poter migliorare l’insegnamento dell’italiano nelle scuole tedesche , dove ho raccontato della mia esperienza, in che cosa consisteva il Comenius e perché lo avrei consigliato. In quella occasione ho conosciuto delle ragazze tedesche che, successivamente, mi hanno proposto di scrivere un articolo per Onde , una rivista culturale che si rivolge agli amanti del Bel Paese. È stato interessante partecipare alla revisione degli articoli e alla redazione del 37° numero.
È stato un periodo impegnativo ma ricco, pieno di attività molto diverse fra loro, ma tutte ugualmente appassionanti e piacevoli. Forse, rimanendo a casa, non le avrei mai vissute.

Fortunatamente, la fine del mio Comenius non è concisa con la fine del soggiorno in Germania. Ci sono state due rimpatriate di assistenti, per non contare le numerose e-mail che scrivo a tutti. Mi sono resa conto dell’importanza di dare sempre il meglio di sé perché, anche in così poco tempo, si può lasciare un segno nella vita delle persone. A casa mi son portata una conoscenza della lingua tedesca nettamente migliorata, maggior consapevolezza delle mie capacità d’insegnamento, amicizie sincere e spensierate e insegnamenti che, se non fossi uscita dal mio guscio, non avrei mai potuto trarre. La mia avventura Comenius è stata un periodo di spensieratezza che mi sento di suggerire tutti coloro che sono disposti a mettersi in gioco e ad aprirsi agli altri!

  di Selena Serratì - Assistente Comenius in Germania a.s. 2011/2012.