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IL TEMA IN DISCUSSIONE

LLP
'Per un europeo su cinque, è difficile leggere il mondo'*


* dal Rapporto finale sull'alfabetizzazione, elaborato dal Comitato di esperti ad alto livello in materia, Settembre 2012
 

In occasione della Conferenza sul tema della 'literacy' che si è tenuta qualche giorno fa a Nicosia nell’ambito delle iniziative promosse durante il semestre di presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione, è stato presentato il Rapporto finale che conclude il lavoro del Comitato di esperti nominato dalla Commissaria Vassiliou nel Febbraio 2011.

Preso atto dei dati allarmanti che le ricerche internazionali e nazionali avevano messo sul tavolo - uno su cinque quindicenni e circa 75 milioni di europei non hanno sufficienti competenze in materia di lettura e scrittura - e considerando gli obiettivi posti dal Consiglio europeo dei Ministri che porta al 15% la percentuale ammissibile dei giovani con basse competenze nella literacy, la Commissaria aveva dato mandato al gruppo di esperti di identificare gli strumenti utili a innalzare i livelli di literacy dei popoli europei. Fra gli esperti nominati figurava anche un italiano l’Ambasciatore Boris Banchieri, recentemente scomparso (1).

Il gruppo di esperti lancia un appello agli stati membri: “Act now!” segnalando l’urgenza di interventi a livello di sistema. Il problema sta infatti diventando drammatico, soprattutto in questi tempi di grande crisi economica e sociale; è il momento di agire e ce lo dicono sottolineando il perché e indicando il come, anche attraverso buone esperienze tratte dalle realtà nazionali.

Literacy8.jpgSaper leggere e scrivere è oggi necessario più che mai, poiché la scrittura è un segno caratterizzante - si legge nel rapporto - e solo la sua padronanza consente a ciascuno di vivere appieno i diversi ruoli, nel lavoro, nella famiglia, nella comunità e di affrontare con gli strumenti giusti il cambiamento che la società vive e sta imponendo. Anche il mondo digitale che avanza può diventare un ostacolo inaffrontabile e insormontabile per coloro ai quali mancano le capacità di lettura e scrittura, spingendoli sempre di più verso la marginalità. Il gruppo degli esperti, sottolineando la dimensione sociale del problema, invita dunque ogni possibile istituzione interessata, dai governi agli enti locali, dalle scuole alle famiglie, dalle associazioni non governative alle imprese, a farsi carico, insieme, di iniziative utili a risolvere i problemi e dei relativi costi.

Dopo un’analisi accurata delle politiche e delle strategie in atto sull’argomento, dei risultati da queste raggiunti, il Rapporto sostiene la necessità di un approccio cooperativo nell’affrontarlo, che veda coinvolti tutti i soggetti e conclude con una serie di raccomandazioni - alcune molto concrete in verità, altre forse nel segno dell’utopia - che possono avere una loro applicazione per i cittadini di ogni età, fondate su esempi che raccontano di realizzazioni efficaci nei vari paesi europei.

I suggerimenti parlano, per sostenere l’acquisizione di familiarità con la lettura, di creare un ambiente favorevole, dove facilmente possono essere recuperati libri o altro materiale da leggere, sia su carta che on line, anche in strutture non convenzionali come un grande magazzino, stimolando i genitori e non solo, a farsi parte attiva, organizzando occasioni di stimolo come fiere, campagne mediatiche, competizioni, con il concorso di tutti i possibili attori sociali. 

Literacy12.jpgÈ necessario poi innalzare il livello dell’insegnamento, preparando meglio i docenti: la loro formazione iniziale e continua dovrebbe comprendere l’apprendimento di strategie specifiche per l’insegnamento delle literacy, tecniche di valutazione, metodi per fare una diagnosi dei problemi nella lettura e nella scrittura.

Il nodo dunque, secondo gli esperti, sono gli insegnanti e la loro preparazione, che si deve rinnovare nel tempo, con una dimensione tecnica ricca di nuovi strumenti e una visione sociale chiara e lungimirante. Ma anche il sistema scuola deve avere il suo ruolo, ponendo la literacy al centro dei propri curricula, delle proprie attività extracurriculari, procurando, con il concorso di tutti, i materiali ottimali anche su supporti elettronici, attenta a diagnosi precoci di possibili difficoltà.

Senza dimenticare lo spazio da dedicare agli adulti, gruppo sociale di dimensione non indifferente all’interno del problema e ai quali il rapporto dedica un intero capitolo, nella consapevolezza che la popolazione che invecchia mantiene nella vita sociale e sul mercato del lavoro numeri sempre più grandi di popolazione adulta.

Per poter raggiungere qualche risultato, dicono gli esperti, dobbiamo comunque affrontare e superare alcuni gap, che molto incidono sulla realtà che vediamo e viviamo.

Il primo è di natura socio-economica, poiché è dimostrato che le persone in situazione di svantaggio socio-economico sono lettori meno capaci. Una strada da percorrere, che già ha dato qualche soluzione, porta verso un’attenzione particolare, fin dalla prima infanzia, ai bambini in situazione difficile, con mezzi e percorsi di sostegno specifici.

Literacy2.jpgE poi c’è il gap linguistico dei nuovi arrivati, grandi e piccoli, per i quali sarebbe necessario attrezzare percorsi di apprendimento misurati sulla base dei bisogni, che tenessero anche conto dell'importanza che essi possono avere per alimentare il sempre più necessario multilinguismo.

Altro gap rilevato riguarda il genere, al femminile molto più interessato alla lettura, con un maschile dunque da recuperare attraverso spinte alla motivazione a leggere, attivate con il concorso di modelli di comportamento attraenti.

Infine si rileva il gap digitale, alimentato da una scuola che, in genere, propone per gli esercizi di lettura quasi esclusivamente strumenti tradizionali, mentre fuori il mondo frequentato dai ragazzi è soprattutto digitale. Per colmare la distanza, insegnanti preparati, anche sulle nuove tecnologie sono indispensabili.

Leggendo il Rapporto, che passerà all’approvazione del prossimo Consiglio europeo dei Ministri dell’Istruzione, e le raccomandazioni in esso contenute ho ripensato ai numerosi contributi che i lettori del nostro sito avevano voluto dare commentando alcune “riflessioni” che su questo tema abbiamo condiviso nell’ultimo anno (cfr. l'archivio della rubrica Il Tema in discussione), sollecitati dal Reading event che la Commissaria Vassiliou aveva chiesto fosse organizzato da noi durante il Festival d’Europa a Firenze (Maggio 2011), come tappa della sua campagna europea di promozione della lettura.

Literacy11.jpgDai commenti ricevuti, emerge un’ampia sintonia fra le singole iniziative di tanti insegnanti e le raccomandazioni che chiudono il rapporto. Leggere è un problema da affrontare tutti insieme, con le famiglie e gli adulti coinvolti in primo piano, leggere è un’abitudine da coltivare fin da piccoli con iniziative adatte, leggere è un’attività per qualsiasi spazio e qualsiasi momento, leggere non è un obbligo ma un grande gioco. Le nuove tecnologie, con i loro strumenti, possono e devono esserci per sollecitare e aiutare nella via del nuovo.

Ripensando alle parole scritte dagli insegnanti mi sembra però anche di risentire la loro grande solitudine, in un lavoro gratificato solo dal rapporto con i propri allievi.

Literacy13.jpgE per concludere: il Rapporto del comitato di esperti non chiude l’impegno della Commissione sulla literacy ma continua attraverso l’apertura di un sito ad essa dedicato: www.ec.europa.eu/education/literacy.

Sul sito il dibattito continua, accompagnato da molte risorse, fra le quali ci piace ricordare il video girato durante l’evento fiorentino del Festival d’Europa, per una opportuna condivisione.

di Fiora Imberciadori

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(1) Per literacy s’intende la capacità di leggere e scrivere a un livello tale che renda una persona capace di svolgere le sue attività quotidiane (cfr. http://ec.europa.eu/education/literacy), anche se nella versione italiana del comunicato stampa che accompagna la presentazione del Rapporto le parole literacy crisis e literacy vengono rispettivamente tradotte con analfabetismo ed alfabetizzazione
(cfr. http://ec.europa.eu/education/news/20120906_en.htm).