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IN AZIONE

Assistentato
Avignon: un posto nel mondo


Dall’ educazione fisica all’ italiano ci passano 30 settimane di comenius per capire che l Europa è un’ opportunità! Prima però devi rispondere a 3 domande.
 
Perché parti? Pensai: in Italia devi aspettare le supplenze. Non mi piace aspettare, mi informo.
Sapevo del Comenius per via di un amico che me lo descrisse come “un esperienza fantastica” e ricordo l’emozione nel compilare la domanda, ci ho messo dentro tutta la mia motivazione. Aspettai Maggio. Mi arriva la famosa lettera, la apro e la comunicazione riportava una di quelle voci che apparentemente ti fanno credere che sei stato selezionato, poi ti fanno capire che non è cosi, ma alla fine ti lasciano la speranza. Ero una riserva! Da una parte pensavo che per un insegnante di Educazione Fisica non c’erano molte opportunità, ma quella voce “riserva” per chi vive di  sport, sa che non è una bocciatura, ma è un opportunità in standby! Aspetta il tuo momento che arriverà. Io non ho aspettato, mi sono candidato per la primissima scuola disponibile, senza sapere neanche dove si trovasse, sapevo solo che era in Francia ma non sapevo il francese.  Parto. Destinazione Provenza: Eyragues.

Preparazione.
Decisi di partire per 18 settimane, il tempo di ambientarmi e vedere se l'esperienza scolastica e francese mi sarebbero piaciute.
Il meeting di Firenze è stato il primo punto fermo in questo inizio cominciato nel pieno della confusione e dell’ incertezza, li ho conosciuto gli altri “comeni”, dove ci siamo scambiati i primi dubbi, tanti, anzi tantissimi, ma più di tutto abbiam condiviso le motivazioni.
Passo le ultime settimane nel preparare la partenza e nello studiare francese; capire bene quali sono le mie responsabilità, i miei diritti e i miei doveri in qualità di assistente, su questo il manuale è chiaro e limpido ma il problema è che la realtà non sempre si rifà ad un manuale. Preparo le mie valige, tolgo pasta, prosciutti, salami e formaggi che ogni mamma nasconde in valigia lasciando solo caffè e moka.
Si parte! Parto per vivere l'esperienza e in viaggio preparo il discorso di presentazione. Il 2 ottobre dopo 10 ore di treno e 11 di autobus mi sveglio in un  ostello ad Avignon. La troppa adrenalina mi fa visitare tutta la città in un giorno. Mi portano a scuola e mi presentano a tutte le classi, alla direttrice e al consiglio di amministrazione ai quali rifilo il mio discorso che naturalmente non ricordo. Tutti ridono. Meglio così.
La location è fantastica, pura campagna, i platani che costeggiano il viale d'ingresso, enormi spazi verdi, il sole che batte forte e profumi di autunno. A parte il maestrale tutto già mi piace. Si respira genuinità.
Vivo per un mese vicino la scuola in piena campagna, senza neanche i lampioni ad illuminare le strade. Passo un mese e poco più da osservatore a scuola, gli alunni non hanno ben capito perché sono lì, mi guardano come se fossi un asino pluriripetente. Lezioni in classe, pranzi muti con i colleghi, programmazioni, ore sul pc e si passa cosi al secondo step ed alla prima vera domanda.

Cosa ci fai qui?
Insegnanti.jpgBenevenuti alla MFR (maison familale rural): scuola professionale ad indirizzo agrario specializzata in allevamento felino e canino, nella quale non è mai stato insegnato Italiano, l'educazione fisica è fatta da docenti formati per insegnare tutte le materie. Nessuno parla la mia lingua.
Nei primi mesi è tutta una ricerca a questa risposta.  Ed allora giù con il lavoro: serate a studiare francese, vedere film e dormire con corsi di lingua nelle orecchie, confronti con gli altri assistenti. In pochi erano nella mia stessa situazione, ma buona parte cercava  ancora di capire bene il suo ruolo.
Dopo un mese e mezzo, con tutor e direttrice decidemmo di definire i miei compiti sulla base delle capacità. Sarò il docente di Italiano ed Educazione fisica. Paradossalmente ero già quasi alla metà dell esperienza, devo accelerare, pensai.
Mi trasferisco in città ad Avignon, trovo casa con altre persone, tutte francesi, una Comenius italiana mi dice che li ci sono assistenti internazionali. Li trovo ed inizia un'altra avventura. La mia coinquilina psicologa Samanthà e 3 fantastiche assistenti italiane in Francia con un altro progetto, Giusy, Chicca e Antonella, mi reintroducono ad una vita sociale, ed alla fine eravamo più di 30 assistenti provenienti da ogni angolo di Mondo. Ho conosciuto culture e paesi lontani, mangiato cose impensabili e squisite, visitato città sempre come ospite, parlavo correntemente almeno 3 lingue . Abbiamo condiviso tanto. Casa mia era un salotto culturale. Avignon per me è stato ed è tuttora “Un posto nel mondo”.

Induction meeting.

induction_meeting.jpgA Parigi, conosco tutti gli altri Comenius. Per chi non ha fatto l' Erasmus è l'inizio del processo culturale che si impossessa di te, per chi lo ha già vissuto è la conferma che c’è una comunicazione interculturale che è spinta dalla motivazione alla conoscenza. L'agenzia francese ci ha accolto nel migliore dei modi, ci ha supportato, illustrato il sistema scolastico e sociale, piani  formativi e le possibilità di partnership con altri assistenti e scuole. È stato il vero inizio del Comenius, perché dopo il primo periodo fisiologico di adattamento, sono tante le domande che ci si pone, ma come sempre anche se qualcuno ti da una risposta, tu le capisci solo nel percorso.
Da qui a Maggio il tempo è volato. Prolungo altre 12 settimane in accordo con la scuola e l'agenzia nazionale. Comincio a rendermi conto di tutto e già dovevo ripartire.  Era Gennaio e in Italia avrei fatto poco.
Non nascondo le prime preoccupazioni riguardo alla gestione della classe, preparazione delle lezioni,  trasmissione delle conoscenze. L'Italiano è la mia lingua ok, ma insegnarla è tutta un'altra cosa. Allora ho deciso che dovevo motivarli ad avvicinarsi alla mia cultura. E’ stata un immersione in serate culturali, quiz-show, lezioni tematiche, film e musica. Parlavo loro dei miei viaggi, dell’ Europa e dell’ importanza di conoscere un'altra lingua. Finisci per arrichire la tua italianità nel riscoprire che tutta quella ricchezza culturale ti appartiene. Per l’educazione fisica, feci due rapide considerazioni quali: Il loro scarso interesse verso la materia e l'educazione ad un sano stile di vita (attività fisica quotidiana, alimentazione etc..) che come in tutti gli adolescenti erano semplicemente regole da non rispettare.
Il mio programma era:
-    Aumentare ore e qualità di movimento tramite lezioni di fitness e giochi tradizionali o sport  (ho trovato alcuni progetti e-twinning al riguardo);
-    presentazioni di educazione alla salute, tramite video educativi, divertenti e motivazionali;
-    rafforzare la conoscenza dell Italiano facendo lezione in lingua (CLIL).
Come tutte le cose, c’è un inizio ed una fine, l'importante è sempre nel mezzo, ma l'adrenalina è all'inizio ed alla fine. Saluti la scuola nel giorno di festa e mentre ti allontani nel viale alberato, iniziano a rivenirti in mente tutte le immagini di un anno. Allora decidi di fare un video così (vedi video).
Saluti tutti i tuoi amici che andrai a ritrovare uno ad uno in ogni angolo del mondo. Prendi le tue 5 valige, ed arrivi alla stazione per affrontare  2 giorni di viaggio in treno.
Capisci solo alla fine che l'Europa non è una noiosa comunità di stati ma può essere benissimo l'estensione di te stesso; che è un'opportunità da cogliere; che un assistente può essere un insegnante, un riferimento, una novità, un viaggiatore esteta; che insegnare a scuola non rientra nei miei piani, ma non mi dispiacerebbe  e che senza questa esperienza non l'avrei mai capito. L’ ultima domanda? :
E mò che faccio?
Si riparte? No resto. Ma poi ripartirò. Bon voyage!


Profilo.jpg di Lorenzo Mambella - Assistente Comenius 2011/12