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IN AZIONE

Erasmus
2012: l’anno d’oro di Martina Caironi


Martina Caironi è una brillante studentessa iscritta all’Università di Milano Statale presso la facoltà di Mediazione linguistica e culturale.
 

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Martina Caironi è una brillante studentessa iscritta all’Università di Milano Statale presso la facoltà di Mediazione linguistica e culturale.
Il 2012 è sicuramente un anno che non dimenticherà facilmente: ha vinto l’oro alle paralimpiadi di Londra nei 100 metri T42 tagliando il traguardo in 15''89, battendo così il suo precedente record mondiale del 2011 e ha conquistato il bronzo gareggiando nel salto in lungo!
Ma i successi non finiscono qui perché, solo pochi mesi prima, Martina aveva concluso una tra le più importanti esperienze che uno studente possa annoverare nella sua carriera accademica: 9 mesi in mobilità Erasmus per studio, a Soria, Spagna.

Cara Martina, si è ormai concluso il 2012: un anno d’oro per te!
A una velocista del tuo calibro, che taglia traguardi e batte record, chiediamo: una frase per sintetizzare la tua esperienza Erasmus e incentivare i tuoi colleghi a “muoversi”?


festa_carlo_prenatale.jpgL’Erasmus è ritrovare sé stessi in un altro paese!
Poi aggiungo che..
È molto più di un semplice viaggio, è vita ed è un occasione da cogliere al volo perché poi non tornerà più. Chi va in Erasmus può capire cosa significhi essere straniero, cosa voglia dire doversi sforzare davvero per poter comunicare in un'altra lingua e poi riuscirci e sentirsi la persona più felice del mondo. Può capire che le parole sono davvero importanti per non sentirsi solo; può imparare a distinguere gli accenti delle varie lingue; decidere se esser fiero o no della propria cultura e nazionalità, capire quali sono le contraddizioni del proprio paese mentre lo si guarda da fuori. E molte altre cose che solo chi è stato un “Erasmus Student” può davvero capire. Che aspettate?

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L’essere partita in Erasmus è stata sicuramente una decisione importante: cosa ti ha spinto a presentare la tua candidatura, chi ti ha sostenuto nella scelta?

Era il sogno di un’adolescenza, lo desideravo tanto e mi sentivo pronta per uscire dal mio “nido”; volevo provare a entrare nel mio film. La prima volta che sono venuta a conoscenza del programma è stato proprio guardando un film ai tempi delle superiori: “Appartamento spagnolo” parla di uno studente in Erasmus, e cita i vari sterotipi di chi vive quest’esperienza.
La cosa mi ha allettato e così, una volta arrivata all’università, ho deciso di tentare la candidatura. Grazie alla rinuncia di una ragazza sono stata ripescata…non la ringrazierò mai abbastanza! Le persone intorno a me mi hanno sostenuta, genitori, fratelli e amici mi hanno lasciata alla mia esperienza pur sapendo di dover “rinunciare” a me per un anno; avevano capito che per me era tempo di “andare”. La Spagna mi aspettava.

Quali ostacoli hai incontrato, se ne hai incontrati e quali suggerimenti daresti alle istituzioni (Università e Agenzia nazionale) per migliorare la vicinanza agli studenti con bisogni speciali che decidono come te di partire in Erasmus?

Martina_Caironi_traguardo.jpgNon ho usufruito di una borsa di studio speciale per via di un ricorso in atto per ristabilire la percentuale di invalidità precedente che mi era stata abbassata “per errore”, quindi non so esattamente in che cosa consisterebbe l’aiuto pratico (L’Agenzia Nazionale contribuisce con una somma forfettaria aggiuntiva alla borsa mensile Erasmus, che per il 2011/2012 è stata pari a €220/mese per studio e €150/mese per placement ndr). Forse per migliorare la vicinanza agli studenti con bisogni speciali al programma Erasmus si potrebbe assegnare un tot di posti solo per questa categoria, rischiando però di cadere in discorsi di discriminazione (positiva).

4 regole base da non dimenticare mai quando si è in Erasmus e 4 suggerimenti ai tuoi colleghi che hanno remore a partire?

Le regole da non dimenticare sono:
1. Sono un Erasmus e nessuno mi può giudicare,
2. Sono in Erasmus e ho l’autorizzazione scritta,
3. L’Erasmus non si vive solo sui banchi di scuola, ma per le strade e con la gente
e infine..
4. Un Erasmus è per sempre.
I quattro suggerimenti che mi sentirei di dare sono:
1. Se non provi non sai cosa ti perdi, quindi prova!
2. Non aver paura di lasciare il tuo mondo perché è proprio tornando dopo un periodo che capirai quali sono gli amici veri e le persone che ti vogliono bene.
3. Il primo periodo di incertezze sarà ben ripagato dopo che avrai imparato la lingua, non demordere e soprattutto non frequentare troppi italiani!
4. Il mio consiglio è di non rischiare di trovarti con le rughe ad avere un ricordo vuoto invece di uno variopinto e pieno di risate e amici.

Per le celebrazioni del 25° anniversario Erasmus alcuni tuoi colleghi si sono cimentati brillantemente nella realizzazione di comic strip che ammiccassero alla partecipazione al programma Erasmus. Vorremmo chiudere con un suggerimento: l’Italia è tra i Paesi che maggiormente contribuisce alla mobilità con bisogni speciali, perché non fare rete per aiutare e incentivare altri studenti a partecipare? L’Agenzia è disponibile a fornire spazi dedicati sul proprio sito web (video testimonianze, breve vademecum etc.)

Sicuramente la testimonianza migliore è di chi ci è già passato, quindi il contributo di ciascun studente Erasmus può far scattare quella voglia di partire anche a chi dubita che merita fare uno sforzo iniziale. Io mi dico disponibile per la mia testimonianza, sperando che la community si possa allargare!

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a cura di Alessia Ricci

editing AR