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Il più bel giardino delle parole europee, fiorito nel progetto Comenius


Progetto multilaterale Comenius: “Le plus beau jardin des mots européens”.Cronaca di un’appassionante avventura.
 

Lituania.jpgL’aereo rulla in frenata sulla pista che appare bagnata. Avevamo lasciato non molte ore prima il clima temperato del nostro paese e ora ci troviamo nel buio della sera, immersi in una gelida foschia che le luci dell’aeroporto rendono ancora più surreale.  Compare all’improvviso, emergente tra la nebbia, la scritta luminosa VILNIUS; ormai la certezza c’è: abbiamo toccato il suolo della Lituania.
Nella mente si affollano pensieri che riconducono alla cortina di ferro, alla guerra fredda, a un mondo che appariva lontano e misterioso, dove il “Generale Inverno” segnò le tappe della storia, dove ci si aspetta di scoprire sconfinate e inquietanti foreste di conifere.
Piove dolcemente e nel tragitto che dall’aeroporto ci conduce in hotel, vediamo sfilare grigi e austeri caseggiati, retaggio di un non lontano regime.
Ma ecco che i sorrisi dei nostri ospiti e le loro delicate attenzioni ci riscaldano il cuore. Accolti con l’affettuosa benevolenza di coloro che per mesi abbiamo imparato a conoscere solo tramite un frenetico scambio d’informazioni, idee e proposte fatte esclusivamente attraverso il mezzo telematico, adesso ci porgono il più cordiale “Benvenuto in terra Lituana!”


scuola_impastato.jpgLa Lituania è una delle tante emozionanti tappe di questa favolosa avventura Comenius iniziata nel 2010, quando tra un gruppo di docenti di varie nazionalità, prese corpo l’idea di realizzare qualcosa che desse un senso profondo al concetto di Unione Europea. Un nesso dove si rintracciassero le radici comuni di carattere culturale, storico ed etnico che ancora oggi unisce i popoli.  Ma anche con il desiderio di portare all’attenzione delle nuove generazioni il fondamentale impegno della salvaguardia  del nostro ambiente naturale.
Questi gli ambiziosi presupposti che hanno dato  vita al progetto Comenius  “Le plus beau jardin des mots européens”, incentrato sulla riscoperta di proverbi  ed espressioni tipiche, ovvero di quel mix di elementi riguardanti  cultura, tradizioni e saggezza popolare aventi come tema il mondo della natura: fiori, alberi, frutta, animali, verdure.  I proverbi come nocciolo essenziale di un progetto che è stato ideato, elaborato, sviluppato e portato a termine con passione e successo da scolaresche fiamminghe, francesi, greche, italiane, lituane, polacche, portoghesi, rumene, spagnole, tedesche, turche, valloni, nonché da una rappresentanza di piccoli allievi di lingua  araba. Un valore aggiunto all’intero progetto che ha consentito di ampliare e superare i confini territoriali.


spettacolo di arrivederci orchestra_1.jpgIl nostro partenariato ha previsto un ricchissimo e fitto lavoro di scambio che si è estrinsecato in molteplici attività: dalla ricerca alla traduzione alla stesura di testi; dai lavori di tipo manuale-artigianale alle video-riprese ai montaggi ai lavori online; dalle visite guidate all’organizzazione di mostre, concorsi, danze, musica e spettacoli; dalle riunioni  formali  con la presenza di autorità, alle festose  e informali riunioni conviviali. 
Le attività hanno coinvolto quasi tutte le discipline del nostro curricolo, integrandosi armonicamente e coerentemente con il POF della scuola. Il tutto è culminato con la realizzazione di un euro-dizionario online di proverbi ed espressioni in tredici lingue. Questo prodotto finale, nato dalla costruttiva sinergia tra partner, non si limita però alla semplice raccolta e diffusione di proverbi ed espressioni tipiche di alcuni paesi ma possiede un’ampia valenza didattica. Si tratta di un dizionario “sui generis” da sfruttare altresì come valido strumento sociale, pedagogico e culturale poiché utilizzabile per realizzare giochi di parole, brevi drammatizzazioni, canzoni, lavori grafici, rielaborazioni e scrittura creativa, ricerche lessicali e molto altro ancora.  Naturalmente esso offre svariati spunti di riflessione emergenti  dal confronto delle differenze e/o analogie delle culture rappresentate nell’opera.
I giovani studenti hanno partecipato con particolare entusiasmo e con la voglia di fare tipica dell’età. Per noi insegnanti  un impegno talvolta gravoso ma comunque gratificato dalla soddisfazione dalle scoperte continue e dalla convinzione di lavorare per un futuro ricco di speranza.


attestato_in_Romania.jpgChi ci ha accolto in Lituania, come del resto in tutti gli altri paesi dove abbiamo operato, ha comunicato in lingua francese. Ci preme sottolineare come questo fattore sia stato particolarmente significativo perché in un’epoca in cui è preponderante a ogni livello l’egemonia del “tuttinglese”, abbiamo potuto dimostrare sul campo ai nostri studenti  l’importanza della conoscenza delle lingue altre; intese come veicolo di cultura, ricerca, confronto e dialogo. Ciò ha rappresentato un ulteriore elemento qualificante di questo progetto Comenius. Un progetto che ha offerto spazio e pari dignità a tutte le lingue dei partner, dando sostanza alla salvaguardia del ricchissimo, anche se talvolta poco valorizzato, patrimonio linguistico del nostro continente.
Il senso del farsi conoscere è stato, probabilmente, l’elemento di maggiore suggestione e per il quale si sono prodigati anche gli ospiti lituani che in quel momento ci stavano accogliendo. Quando giunti all’hotel di Vilnius ci siamo abbracciati, trapelava dai loro sguardi  cerulei l’ansia, la frenesia, l’emozione indicibile che alcuni mesi prima avevamo già provato in Italia, a Giugliano in Campania.
La nostra città, il territorio della scuola “Giuseppe Impastato” (che in questo ambito ha svolto il prestigioso ruolo di rappresentare l’Italia) per cinque giorni  hanno visto la presenza di 47 partner  (tra adulti e ragazzi) giunti da ogni parte d’Europa.
Eravamo ben consapevoli di quale importante impegno ci si assumeva nell’accogliere una così ampia platea internazionale, in un contesto le cui difficoltà di carattere sociale ed ambientale erano sotto i riflettori della ribalta mondiale per le note vicende legate all’emergenza “rifiuti”di quel periodo. I timori erano tanti: saremmo stati adeguati alle loro aspettative? Saremmo riusciti  a soddisfare le loro esigenze? Ce l’avremmo fatta  a dare un’immagine non negativa o stereotipata del nostro paese e della nostra gente? Cosa  avrebbero pensato della nostra scuola e delle sue strutture? Ebbene quello spirito di unione che ha caratterizzato l’intero progetto, la proverbiale calorosa accoglienza, incorniciata dalle bellezze paesaggistiche e storiche di un meridione sovente e ingiustamente bistrattato, hanno consentito di far vivere a tutti noi una splendida e indimenticabile esperienza.


pompei1.jpgConserveremo gelosamente e per sempre i numerosi attestati di stima, amicizia, affetto e gratitudine ricevuti dai nostri ospiti dopo l’indimenticabile soggiorno italiano. Sentimenti sinceri e manifestati concretamente da tutti i docenti e dirigenti stranieri ma anche e soprattutto da parte dei giovani accolti e ospitati presso ventidue gentilissime famiglie di Giugliano. Basti ricordare gli occhi lucidi e la commozione di tutti, ospitanti e ospitati quando, al momento del commiato, c’è stato lo scambio reciproco di promesse di contatti futuri che davano conforto e speranza di un ulteriore prosieguo della fantastica avventura.
È stata un’esperienza che ha fatto crescere il senso di partecipazione di tutta la nostra comunità scolastica. Ciascuno, a vario titolo, si è sentito protagonista o comunque parte attiva nelle varie fasi del progetto. Dai lavori didattici, all’organizzazione dell’accoglienza, alle mobilità, alla pubblicità e disseminazione. In ogni tappa di questo meraviglioso viaggio e in ogni attività svolta, si è evidenziato il grande impegno profuso da tutti i soggetti coinvolti, i quali hanno collaborato in modo spontaneo e disinteressato al solo scopo di lasciare nel cuore degli ospiti i più bei ricordi del nostro paese e della nostra gente. Un paese e un popolo che non vogliono più  essere associati soltanto alla delinquenza e alla spazzatura.
Nel nostro piccolo ambiente tutto ciò è stato percepito come un evento di portata non usuale, attirando di conseguenza l’interesse istituzionale, imprenditoriale e sociale. Non è mancato il sostegno morale della municipalità, il supporto economico di sponsors locali ed un’attenzione particolare da parte dei  più importanti mezzi di comunicazione presenti sul territorio.
Grazie alle possibilità offerte da Comenius, la S.S.S. di I grado “Giuseppe Impastato” di Giugliano ha ottenuto un importante e qualificante momento di crescita e di rilancio della sua immagine, riuscendo a confrontarsi su un piano internazionale con molte altre realtà scolastiche di vari ordini e gradi. Ha aperto orizzonti sconosciuti a giovanissimi che difficilmente avrebbero avuto altre simili opportunità nella loro vita. Ha reso il corpo docente, non docente e amministrativo consapevole di essere in grado di poter  affrontare e risolvere  con successo, importanti e talora complicati  problemi organizzativi.
In definitiva possiamo dire con un certo orgoglio che la realizzazione di questo progetto è stata per noi la vittoria di una sfida e la coronazione di un sogno che si è magicamente concretizzato  lasciandoci  in eredità  tanti splendidi doni.

dani_ritagliata_da_fotoattestato.jpgdi Daniela Scillia, docente di lingua francese e responsabile del Partenariato Multilaterale Comenius "Le plus beau jardin des mots européens",  SSS di I grado “Giuseppe Impastato” -Giugliano - (NAPOLI)