Questo sito è l'archivio del programma LLP 2007-2013.
Per informazioni sul nuovo programma europeo per l'istruzione, la formazione, i giovani e lo sport 2014-2020 consultare: erasmusPlus.it

IN AZIONE

Formazione in servizio
Un' esperienza Comenius nella terra di Platone


L'esperienza della Professoressa Elena Baroncini, che ha svolto una mobilità di formazione in servizio, presso la scuola greca "Aeolis" con l'obiettivo di migliorare le proprie competenze linguistiche nel greco moderno.
 

Nell’anno in cui LLP Italia ha dato la priorità alle borse di studio per la lingua inglese ai docenti della scuola primaria, categoria nella quale rientravo anche io, scelsi di chiedere invece la borsa di studio per il greco moderno. L’idea era quella di approcciarmi ex novo a una lingua da noi poco parlata e sentita, in un posto “straniero”, mettendomi nei panni di un alunno che viene per la prima volta in Italia e non ha strumenti linguistici per interagire, tenendo conto delle risorse che nella scuola primaria sono appunto sempre meno,a volte nulle, per gli alunni non italiani. La scuola ellenica  legata al Comenius faceva al caso mio, situata in un piccolissimo paese di pescatori nell’isola di Lesbos, lontana della mete turistiche, riducendo quindi al  minimo la possibilità di cavarsela con l’inglese.


Alla scuola gli studenti incontrati provenivano da tutto il mondo: Europa dell’Est, Argentina, Giappone,Israele, Giamaica, Spagna, Svezia, Polonia, etc. Il primo lavoro del docente quindi è stato quello di cercare un ambito comune dove spendere subito al meglio gli elementi appresi durante le lezioni di lingua: sono stati creati laboratori, di cucina piuttosto che di ballo, dove la voglia di comunicare era certamente superiore alla capacità linguistica, per cui ogni alunno era costretto a mettere in moto tutte le proprie strategie personali, emotive ed umane, per capire e farsi capire, per cogliere nuovi significati, per sviluppare quella capacità di intuizione che permettono di “percepire” il significato globale di una comunicazione senza sapere necessariamentetutte le parole.
Attraverso poi giochi di parole, tecniche di memorizzazione, piccole drammatizzazioni l’approccio alla lingua, e il suo apprendimento – in un ambiente “straniero fra stranieri”- è stato formale e informale, diretto e indiretto, lavorando molto anche a un livello subliminale di cui non avevo mai avuto esperienza.
La metodologia attiva dei docenti del corso l’ho resa il più possibile spendibile nella mia classe e con la L2 (inglese), incrementando di molto interesse, motivazione e apprendimento degli alunni, e con i bambini stranieri che non sanno l’italiano, coinvolgendo tutti gli allievi in uno scambio culturale partendo dalle piccole cose: cibi, giochi preferiti, canzoni.


Ma la cose più interessante dell’esperienza, cosa non rara nei corsi Comenius, è stato il conoscere altri docenti e avviare una comunicazione tra i relativi alunni. Con una docente ellenica (lì per un seminario per docenti greci che insegnano agli stranieri) abbiamo stabilito una corrispondenza via e-mail tra gli alunni  in inglese e in italiano (insegnando ella alla scuola italiana di Atene), ottimizzando quindi l’utilizzo del mezzo informatico,avviando uno scambio sulle tradizioni dei diversi paesi, osservando come il greco e la Grecia siano alla base della nostra cultura. E questo ci ha permesso di sviluppare l’esperienza multidisciplinarmente: abbiamo scoperto dei paesi in Italia del Sud (Calimera per esempio) , ex colonie greche dove si parla ancora una sorta di greco moderno (collegamento a geografia),abbiamo letto del viaggio di Ulisse  nello stretto di Messina  (Italiano) e abbiamo fatto una ricerca  lessicale per vedere come le parole di paesi diversi abbiano in fondo una radice comune (telefono in italiano, tilefono in greco, thelepon in inglese).
L’esperienza al di là delle competenze linguistiche acquisite, e della metodologia appresa, mi ha insegnato più di tutto a “mettermi nei panni dell’altro”, ad affinare la mia capacità di leggere i bisogni degli alunni, non solo stranieri e non solo nell’ambito linguistico, e vivere davvero la diversità culturale come stimolo, scambio ed arricchimento, a sperimentare una nuova lingua davvero come viaggio in un ambito tutto da esplorare con curiosità ed entusiasmo.