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Consiglio europeo dell'istruzione del 16 maggio 2013


Al recente Consiglio dei Ministri europei dell'istruzione si è discusso di "dimensione sociale dell'istruzione superiore", "qualità della professione insegnante" edErasmus for All. Riportiamo l'intervento del neoministro italiano Maria Chiara Carrozza
 

Il Consiglio europeo dell'Istruzione, Gioventù, Cultura e Sport si è riunito a Bruxelles il 16-17 maggio scorso.

Tra i principali risultati per quanto riguarda l'Istruzione, il Consiglio ha adottato una conclusione sulla dimensione sociale dell'istruzione superiore.

Ha anche tenuto un dibattito pubblico sul legame tra una professione insegnante di alta qualità e il raggiungimento di migliori risultati nell'apprendimento

Inoltre, c'è stato un richiamo alle iniziative più recenti in questo ambito, in particolare alla proposta del nuovo programma Erasmus for All. Il Consiglio ha preso nota degli aggiornamenti forniti dalla presidenza e dei punti sui quali ancora non si è trovato un accordo, in particolare: il nome del programma, il budget e la relazione tra i diversi settori e le attività chiave, oltre alla prestito d'onore per gli studenti. La Presidenza spera che si giunga ad un accordo entro il semestre di sua competenza, ma come si usa dire in questi negoziazioni "nothing is agreed until everything is agreed".

I principali punti discussi e le conclusioni adottate sono riportati nel Comunicato stampa, in versione provvisoria.

L'intera sessione del Consiglio istruzione è ancora visionabile, con traduzione in varie lingue tra cui l'italiano, sul sito del Consiglio, a questo link.

L'intervento del neo-ministro italiano Maria Chiara Carrozza, che riportiamo sotto in trascrizione integrale, è al minuto 1:28:00 circa. 


Ministro italiano dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza:

"Questa è la prima volta che intervengo a un Consiglio Europeo dell’Istruzione e sono onorata e lieta di parteciparvi. Sto imparando a svolgere la funzione di Ministro e desidero ringraziare anche gli speaker per questi interventi che sono molto utili e toccano dei temi che sono molto importanti sia per l’Europa in generale che per il nostro paese, che sta affrontando esattamente queste discussioni.

Vorrei dire solo due parole sull’Agenda del governo italiano e su come può essere inserita nel dibattito europeo e su come questo dibattito potrebbe continuare a beneficio del sistema scolastico dei nostri paesi ed europeo in generale.
In Italia in questo momento stiamo scrivendo l’Agenda del Governo che si è appena insediato, che avrà come tema l’occupazione giovanile e vedrà una forte alleanza tra il sistema d’istruzione primario e superiore e le politiche di stimolo per l’occupazione, il problema del legame, dell’alternanza tra scuola e lavoro e la formazione degli insegnanti.
Abbiamo adesso anche un momento particolare in cui dovremo rendere  più stabile e ben inserita nel sistema d’istruzione superiore la formazione degli insegnanti - in questo caso il collega Ministro tedesco aveva posto questo problema anche nel sistema tedesco, è vero anche in Italia che occorre inserire bene, codificare e rendere stabile negli anni la formazione degli insegnanti.

Per noi la cooperazione a livello europeo è fondamentale sopratutto nel settore della valutazione dell’insegnamento.
A me piace l’idea di "valutare l’insegnamento" più che “gli insegnanti”, perché nell’idea di valutare l’insegnamento c’è anche la valutazione del Ministro dell’Istruzione e la valutazione anche di tutto l’ambiente della scuola, e quello che è stato detto dallo speaker finlandese sull’ambiente e sulla sua influenza  è molto importante anche per noi. Noi dovremo fare un investimento importante sull’edilizia scolastica che è uno degli obiettivi per cui il Presidente del Consiglio si è impegnato davanti al Parlamento. In un momento di recessione, di crisi economica questo comporterà un grande sforzo per vedere la scuola in senso olistico e in modo unitario.
Quindi vediamo molto bene se è possibile  anche un incremento del dibattito sulla valutazione delle metodiche adottate nei vari paesi. In Italia l’abbiamo adottata ma ancora c’è forte discussione: c’è discussione con i sindacati, e c’è una discussione con i genitori, le famiglie, gli insegnanti.

Infine vorrei dire che l’idea di Erasmus for All, secondo noi è molto bella se include anche gli insegnanti nella mobilità, perché uno dei problemi che dobbiamo affrontare come Governo italiano è sicuramente quello della mobilità sociale e della mobilità geografica e avere un programma che includa più figure per incoraggiare gli spostamenti sicuramente può servire a costruire un sistema di istruzione europeo veramente efficace".

di Lorenza Venturi, Comunicazione, Agenzia LLP