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Festival d'Europa 2013: Le parole del Direttore generale INDIRE Flaminio Galli


Il discorso introduttivo al seminario “Il contributo del Programma LLP alla costruzione della cittadinanza europea”, organizzato il 9 maggio scorso presso Palazzo Medici Riccardi, Firenze
 

Riportiamo integralmente l'intervento del Direttore generale di INDIRE Flaminio Galli alla Conferenza di valorizzazione dal titolo “Il contributo del Programma LLP alla costruzione della cittadinanza europea”, organizzata dalle due Agenzia nazionali LLP, Indire e Isfol il 9 maggio scorso presso Palazzo Medici Riccardi, Firenze, all’interno del programma del Festival d’Europa 2013:


Un'Europa per tutti!


"I volti che avete visto proiettati nell’attesa sono quelli delle persone che hanno fatto un’esperienza europea grazie a Comenius, Erasmus, Grundtvig e Visite di Studio, e rappresentano il contributo “alla costruzione della cittadinanza europea” che l’Agenzia nazionale LLP  di INDIRE garantisce annualmente attraverso i programmi europei da essa gestiti.

Permettetemi di rivolgere il primo grazie a loro: docenti, studenti, adulti in genere che testimoniano che “l’Europa è possibile” non “E’ il sogno di pochi” ma una “realtà” fatta di scambi e opportunità che ogni anno si amplificano. Il secondo grazie va alle istituzioni a livello europeo, nazionale e locale, come quelle oggi qui presenti – il Dipartimento delle Politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Istruzione dell’Università e Ricerca, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la Regione Toscana e la Provincia di Firenze, che ci offre oggi l’occasione d’incontrarci in questa splendida e luminosa cornice dove la storia ci osserva da ogni angolo di questo Palazzo.

Volgendo uno sguardo ai numeri di LLP in Italia, per il settore dell’istruzione scolastica il programma ha saputo gestire circa 6.000 partenariati biennali tra scuole italiane ed europee o nel settore dell’educazione degli adulti, oltre a 6.500 gemellaggi eTwinning e ben 100.000 mobilità di docenti e alunni, per scambi, formazione in servizio, assistentato, visite di studio nel settore dell’istruzione scolastica e dell’educazione degli adulti.
Per l’Università, il Programma Erasmus , che ha recentemente celebrato 25 anni di esistenza, ha permesso la mobilità di oltre 300.000 studenti - circa 24.000 solo nell’ultimo anno accademico -, i quali hanno beneficiato di una mobilità a fini di studio o di tirocinio.

Questi numeri - che già dicono molto - sono ancora più impressionanti se pensiamo che dietro ad essi ci sono persone: persone per le quali l’Europa non sarà più solo un concetto astratto, una pagina del libro di geografia o di storia, o un articolo di una rivista, ma un’esperienza vissuta, concreta, di contatto, di scambio, di apertura mentale.

Sono allievi della scuola, studenti universitari, discenti adulti. Sono insegnanti di scuola dell’infanzia, primaria o secondaria, sono professori universitari, sono educatori e formatori di adulti, che lavorano nelle realtà più diverse e si confrontano con realtà lontane, ma che spesso presentano problemi simili.
Sono persone che hanno vissuto una vera esperienza di cittadinanza europea!

Nel 2013, Anno europeo dei cittadini, un’indagine Eurobarometro, a vent'anni dall'introduzione della cittadinanza dell'Unione con il trattato di Maastricht, rivela una mancanza di piena consapevolezza sul tema, da parte dei cittadini.
L'81% degli intervistati sa di essere cittadino dell'UE, oltre ad esserlo del proprio Paese, ma solo il 36% ritiene di essere ben informato sui diritti che derivano da questa condizione.

Questo perché il tema della cittadinanza europea è rilevante e complesso: essa si aggiunge alla cittadinanza nazionale e non la sostituisce, rappresentando una dimensione di complementarità e non di sostituzione. Soprattutto, fa riferimento ad un comune quadro valoriale: obiettivi comuni e condivisi, identità multiple che non si escludono ma si integrano, arricchendo il patrimonio di ogni cittadino.
Essere europei, infatti, implica uno status che include un insieme di diritti e doveri esplicitabili sulla base di una comune appartenenza, qui si proietta la sfida e la complessità dell’integrazione europea.

Nel novero dei valori comuni, entrano di diritto l’istruzione e la formazione del futuro cittadino europeo. Com’è noto, questo è un settore affidato alla competenza dei singoli Stati, ma l’Unione europea affianca la loro azione per “contribuire allo sviluppo di un'istruzione di qualità incentivando la cooperazione”.
Con le grandi Strategie - da Lisbona in poi, fino agli obiettivi di Istruzione e Formazione 2020 - la Commissione si pone obiettivi ambiziosi, come nelle recente importante comunicazione Rethinking Education, che sollecita un importante cambiamento d'impostazione nel campo dell'istruzione, che darà maggiore rilievo ai "risultati apprenditivi". Tutti gli Stati sono tenuti ad adeguarsi. Ma affinché queste gradi Strategie non rimangano solo nelle Agende dei politici, nell’Olimpo delle idee, e raggiungano le persone, ci sono i Programmi Europei come LLP.

discorsoresize.jpgSì, perché l’Europa è una realtà composita e i sistemi scolastici e universitari presentano ancora notevoli differenze da un Paese all’altro - non per niente siamo Uniti nella diversità! - ma spesso i problemi più attuali e scottanti sono gli stessi alle diverse latitudini e longitudini:

La disoccupazione, primo fra tutti, in particolare quella giovanile, che a dicembre 2012 si attestava ad una media del 23,4% e con molti paesi al di sopra del 30%. E’ per questo che, ad esempio Erasmus, oltre alla mobilità tradizionale per studio, propone fin dal 2007 di accedere a tirocini presso imprese, centri di formazione e di ricerca.
Il tirocinio in Erasmus ha fatto registrare una crescita consistente negli ultimi cinque anni di programma LLP: nell’ultimo anno accademico l’incremento del numero degli studenti in mobilità è stato infatti del 31,7%, contribuendo alla mobilità Erasmus per il 12,7%, in netta crescita rispetto al 4,4 % del 2007/2008.
Anche il programma Comenius affronta questo problema, cercando di risolverlo alla radice e trasformando la scuola in un laboratorio di competenze per i cittadini europei: competenze di base, nuove tecnologie, lingue, rafforzamento del legame tra vita scolastica e lavorativa, imprenditorialità, sono temi che vengono portati nell’aula scolastica dai partenariati Comenius.

L’integrazione degli allievi stranieri è un altro tema che sta in alto sull’Agenda politica di tutti i paesi dell’Unione, che può essere meglio risolto se declinato in chiave europea attraverso il confronto e lo scambio di buone pratiche. Tra l’altro, molti insegnanti hanno dichiarato che proprio il lavoro di confronto e scambio con partner stranieri ha aiutato gli “stranieri” ad integrarsi e a sentirsi posti su uno stesso piano con i compagni, in una contaminazione reciproca che ha finito per arricchire tutti.  

Molti progetti si sono poi occupati di violenza nelle scuole e di bullismo, e di metodi per stimolare la motivazione, questioni tra loro strettamente correlate.

Come non citare infine l’alfabetizzazione, che forse rappresenta il problema principe dei nostri tempi in ambito educativo. Dati OCSE alla mano, infatti, nel nostro continente un quindicenne su cinque non è in grado di leggere correttamente un testo scritto e circa 80 milioni di adulti hanno ancora competenze di lettura insufficienti, con ripercussioni importanti sulla partecipazione attiva e consapevole alla società.
La disoccupazione, primo fra tutti, in particolare quella giovanile, che si attesta ad una media del 23,4% (dato dicembre 2012) con molti paesi al di sopra del 30%.
A fianco della tradizionale mobilità per Studio, Erasmus propone ormai da anni di accedere a tirocini presso imprese, centri di formazione e di ricerca presenti in uno dei 34 Paesi partecipanti al Programma. Il placement Erasmus ha registrato una crescita consistente nel corso dei cinque anni del Lifelong Learning Programme: nell’a.a. 2011/2012 l’incremento del numero degli studenti in mobilità è stato del 31,7%, contribuendo alla mobilità Erasmus per il 12,7%, in netta crescita rispetto al 4,4 % del 2007/2008.
Ma anche il programma Comenius affronta questo problema, cercando di risolverlo alla radice e trasformando la scuola in un laboratorio di competenze per i cittadini europei: competenze di base (5.845 partenariati), nuove tecnologie (1.383), lingue (1.827), rafforzamento del legame tra la vita scolastica e lavorativa (466), imprenditorialità (147) sono temi che vengono portati nell’aula scolastica dai partenariati Comenius.

L’integrazione degli allievi stranieri è un altro tema che sta in alto sull’Agenda politica di tutti i paesi dell’Unione, che può essere meglio risolto se declinato in chiave europea, attraverso il confronto e lo scambio di buone pratiche. Tra l’altro, molti insegnanti hanno dichiarato che proprio il lavoro di confronto e scambio con partner stranieri ha aiutato proprio gli “stranieri” ad integrarsi e a sentirsi posti su uno stesso piano con i compagni, in una contaminazione reciproca che ha finito per arricchire tutti.  

Molti progetti si sono poi occupati di violenza nelle scuole e di bullismo, e di metodi per stimolare la motivazione, questioni strettamente correlate.

E per citare un ultimo tema, la Literacy, l’alfabetizzazione, problema principe dei nostri tempi, visto che secondo i dati OCSE uno su cinque tra i ragazzi di 15 anni non è in grado di leggere correttamente un testo, e ancora 80 milioni di adulti hanno competenze di lettura insufficienti nel nostro continente, il che preclude la partecipazione attiva e consapevole alla società.

Permettetemi, prima di chiudere, di ricordare che l’Agenzia nazionale LLP di INDIRE, parallelamente e in sinergia con il lavoro svolto dai colleghi dell’Agenzia Leonardo da Vinci di ISFOL, fornisce ormai da quasi vent’anni supporto e assistenza ai beneficiari in tutto il ciclo di vita dei progetti.
Il suo lavoro, infatti, non riguarda soltanto la corretta amministrazione finanziaria di oltre 70 milioni di Euro annualmente distribuiti ai beneficiari, tra l’altro con un utilizzo che, dall’ultimo audit effettuato a dicembre 2012, la stessa Commissione Europea ha definito “performante” e con un “budget realisation level” vicino al 100%. L’Agenzia LLP costituisce ormai un chiaro punto di riferimento per il mondo della scuola, dell’istruzione superiore e dell’educazione degli adulti, come pure per la cooperazione politica e l’osservazione con l’unità Eurydice e le Visite di Studio del programma Trasversale, e per lo sviluppo tecnologico della scuola in chiave 2.0 con i gemellaggi elettronici di eTwinning. Fornisce informazione, aiuto, supporto e monitoraggio ai progetti e alle mobilità, e non solo a livello tecnico - con un dato su tutti relativo alle 50.000 e-mail scambiate annualmente dalle caselle dell’help desk - ma anche dedicando un’attenzione particolare ai newcomers, cioè a raggiungere soggetti e realtà ancora non interessate dalla cooperazione europea.

L’Agenzia rappresenta infine un osservatorio privilegiato sull’internazionalizzazione del nostro sistema scolastico e d’istruzione superiore, raccogliendo esigenze e rappresentando istanze in Europa. Ciò è dimostrato anche dai recenti studi pubblicati sulla dimensione europea e l’innovazione, la mobilità europea per l'istruzione e la formazione e l’ultimo rapporto annuale Erasmus.

A questo punto non mi resta che augurarvi una buona fruizione delle giornate di oggi e domani, per conoscere dal vivo il lato migliore dell’Europa. Non quello delle banche e della burocrazia, ma quello dei cittadini, di oggi e di domani!"


Flaminio Galli,
Direttore generale INDIRE

 

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