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IN AZIONE

Mobilità alunni
Arricchimento culturale e crescita personale: 3 mesi in Polonia grazie alla mobilità individuale alunni


Il racconto di Luisa Lorè che ha vissuto un' indimenticabile esperienza di Mobilità Individuale Alunni in Polonia per 3 mesi.
 

“Volete andare tre mesi a studiare all’estero?” ed è con queste parole che è iniziata la mia esperienza in Polonia.
Si avvicinavano le vacanze di Natale del mio primo liceo, tutto era uguale a se stesso,  non c’erano mai particolari novità o situazioni entusiasmanti; quando la mia professoressa d’inglese entrò in classe e ci propose di prender parte al progetto mobilità individuale alunni Comenius. Il mio sogno è sempre stato quello di andare all’estero a studiare, viaggiare, visitare posti nuovi, conoscere nuove culture… capii subito che quella era la mia occasione.

Iniziai a parlarne ai miei genitori che da subito mi diedero il loro appoggio, non volli dire nulla a nessun altro; rivelai alla mia classe che sarei partita solo quando ero stata già scelta ed ero quindi sicura. Ripensando a tutto il mio viaggio, ma anche ai mesi di ospitalità in Italia, non riesco quasi a credere tutto ciò che ho fatto e che mi è capitato da Settembre ad oggi: sono andata a vivere per tre mesi all’estero prima ancora di compire diciott’anni, ho studiato in una scuola modernissima, seguendo delle lezioni di matematica in francese, di storia in polacco e di chimica in inglese, ho preso parte ad uno spettacolo dov’erano recitate in lingua originale le poesie della mia poetessa preferita, Wisława Szymborska. Ho festeggiato San Nicola con due amiche a Praga, ho mangiato i tipici dolci natalizi polacchi due giorni prima di mangiare quelli italiani, ho cucinato più volte la pizza all’estero che in Italia, ho partecipato ad una corsa ciclistica rappresentando l’Italia (e non smetterò mai di scusarmi con i miei compatrioti per la pessima figura fatta) e molto altro.

Ma soprattutto ho pianto, ho avuto paura, mi sono sentita sola, emarginata, sottomessa agli stereotipi, bollata come quella diversa sia all’estero che al mio ritorno, ho passato ore a studiare senza non capire nulla perché ciò che stavo studiando non era in italiano, oppure perché tutti i miei compagni avevano ascoltato la spiegazione dell’insegnante in classe ed io no, ho fatto una versione di greco di sabato alle prime due ore dopo tre mesi che non mettevo piede a scuola con alle spalle poco più di due ore di sonno… ed è per questo che rifarei l’esperienza mille volte, più per tutti i problemi, le avversità e le esperienze negative, che per quelle positive. Sono cresciuta più in questi 6 mesi che negli ultimi anni. Ho affrontato mille difficoltà da sola o nella migliore delle ipotesi con due ragazze che erano nelle mie stesse condizioni. Ho stretto legami che dureranno per sempre. Sembra banale, sembra una frase fatta ma adesso ho davvero due famiglie, rispetto all’anno scorso ho un padre, una madre, un fratello, ma soprattutto una sorella in più. Qualche giorno fa uno dei ragazzi polacchi mi ha detto che, come nei romanzi della Rowling, siamo tutti degli Halfblood un po’ italiani, un po’ polacchi. Tutto quello che mi è capitato, mi è capitato perché ho avuto il coraggio di partire, senza preoccuparmi troppo delle difficoltà, della lontananza, della malinconia. Ero consapevole di tutte le difficoltà che avrei incontrato già dall’inizio, ho avuto la tentazione più di una volta di mollare tutto e tornare a casa, ma non l’ho fatto perché sarebbe stato davvero troppo facile. Il progetto mobilità individuale alunni è un’esperienza che rifarei un milione di volte e soprattutto consiglio a chiunque sia pronto sia a mettersi in gioco che a rimettere tutto in discussione.


di Laura Lorè - Liceo Classico "Claudio Eliano", Palestrina (Roma)