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IN AZIONE

Mobilità
Katarsis, Teatro e Natura


Il racconto dell’associazione culturale Fatalamanga23 che ha realizzato uno workshop Grundtvig per unire l’arte del teatro all’energia della natura.
 

L’associazione culturale Fatalamanga23 ha creato e gestisce  la ‘FatalamangaArtFarm’, una masseria trasformata in centro artistico, circondata da boschi e campi, situata nella campagna Pugliese nei pressi del paese dei trulli,  Alberobello. In questo luogo un pò magico, ricco di storia e tradizioni, Fatalamanga23 ha ideato e organizzato ‘Katarsis. Teatro e natura’, workshop Grundtvig  che si basa sull’idea che il teatro e la formazione teatrale dell’attore possano essere praticati da tutti come strumento di conoscenza. Spesso nella nostra routine quotidiana percepiamo l’ambiente che ci circonda, gli altri e anche noi stessi con superficialita’ e questo ci porta ad una sensazione  di disagio e di insicurezza, dalla quale ci difendiamo ‘indossando’ delle sovrastrutture; parte del training dell’attore teatrale consiste nell’eliminare queste sovrastrutture imparando sia ad avere  un controllo totale su se stessi, sia a sviluppare una capacità di ascolto profonda del proprio  partner sul palco e dell’energia del pubblico: paradossalmente in teatro è necessario far cadere le maschera tornando all’autenticità del proprio essere.
Abbiamo pensato che questo training potesse essere potenziato dal contatto con l’energia pura della natura, svolgendo gli esercizi anche en plein air, utilizzando elementi come l’acqua, l’erba, la terra e alternando il training con attività finalizzate a  conoscere l’ambiente e le antiche tradizioni del luogo. Inoltre abbiamo esteso lo spirito e le finalità delle attivita’ formative all’intera giornata, ospitando i partecipanti presso la stessa struttura o in agriturismi adiacenti, offrendo un alimentazione a base di prodotti biologici, di stagione e a chilometro zero, con l’intento di  creare un ‘ambiente, un piccolo mondo immerso nella natura dove i partecipanti potessero incontrarsi e condividere al meglio l’attivita’ formativa.

Dal 16 al 25 maggio 2012 questa particolare esperienza e’ stata condivisa Susanne, Ana, Casimiro, Annette, Peter, Beatrix, Monica, Beate, Janta, Ludmila, Ieva, Carmen, Monica, Alina, Micaela, Esra, Maria, Alexander, Ljerka, Cristina , provenienti da Spagna, Portogallo, Germania, Ungheria, Polonia, Lettonia, Romania, Repubblica Ceca, Turchia, Croazia, Grecia: un gruppo eterogeneo anche per eta, il piu’ giovane ha 21 anni la piu’ anziana 62, che ha consentito  un meraviglioso scambio di conoscenze e esperienze: è come se tanti piccoli mondi diversi si fossero incontrati alla Fatalamanga Artfarm.
Questo secondo noi è uno degli aspetti più interessanti del programma Grundtvig, ovvero  la possibilità data a persone di ogni età di incontrarsi in un ambiente ‘neutro’ portando ognuno le proprie esperienze e la cultura del proprio territorio e condividendo un’intensa esperienza formativa.
La condivisione della cultura di ogni singolo partecipante è stata valorizzata sopratutto durante l’attività teatrale attraverso l’utilizzo delle sonorità dei diversi idiomi; ai partecipanti è stato chiesto di recitare nella propria lingua madre, poi attraverso il ‘gramelot’ di imitare la lingua dei compagni fino alla creazione di un suono completamente nuovo. Durante le improvvisazioni veniva anche chiesto di indossare dei costumi teatrali, scegliendoli senza una logica precisa, e di agire e reagire sul palco come dei ‘bambini’ o dei ‘pazzi’ o ‘degli animali’, ovvero seguendo il proprio istinto, cercando di superare i limiti imposti dalle ‘abitudini sociali’. Per questo l’utilizzo di una lingua non propria o il non comprendere quello che il compagno stava dicendo aiutava a sviluppare un canale di comunicazione piu’ profondo, superando i limiti di quello verbale.

Il linguaggio teatrale è un linguaggio ‘metafisco’ e quindi universale, per riuscire ad acquisire questa capacità comunicativa è necessario in primis imparare ad ascoltare; l’ascolto, che è uno dei principi fondamentali del teatro, può essere utile anche nella quotidianità: ascoltare se stessi, gli altri e l’ambiente che ci circonda. Una delle prime esperienze del workshop è stata ‘il cammino sull’acqua’, accompagnati da una guida abbiamo percorso una parte del sentiero che passa sopra i canali dell’ acquedotto pugliese, un’ opera grandiosa che ha risolto il problema di approvigionamento idrico della regione, e che in alcune zone attraversa  i punti più suggestivi della campagna pugliese. Attraversando un ponte che sovrasta cambi e boschi di quercie, lontani da strade e case ci siamo fermati ed è stato chiesto ai partecipanti di chiudere gli occhi e di trascorrere alcuni minuti ascoltando semplicemente il silenzio. Al ritorno facendo una piccola deviazione abbiamo trovato un albero pieno di ciliege , e ridendo proprio come dei bambini le abbiamo raccolte e mangiate! Questo è stato forse uno dei momenti piu’ belli del workshop ed ha anche aiutato il gruppo a conoscersi superando le prime timidezze e insicurezze. E’ difficile riuscire a riassumere in poche parole le giornate del  workshop, e forse sarebbe stato più interessante se questo articolo fosse stato scritto da uno dei partecipanti, con le proprie impressioni; le attività svolte sono state  lezioni di teatro, di yoga e di teatro-danza, molti esercizi sono stati svolti all’aperto a contatto con la natura e altri sul palco, inoltre abbiamo visitato Torre Guaceto, un parco regionale di spiaggie e macchia mediterranea, abbiamo trascorso una giornata in una masseria didattica e conosciuto le tradizioni e la storia del luogo.
Nel corso di alcune attività sono stati invitati dei fortografi , le foto più belle sono state esposte in una mostra aperta al pubblico e in seguito  regalate ai partecipanti. Un momento molto bello è stato quando all’arrivo alcune persone hanno portato dei doni dal loro paese di origine. E’ come se ogni partecipante abbia portato in dono un pò della propria cultura, l’abbia condivisa per poi tornare nel proprio paese con in valigia l’esperienza vissuta, una foto e una tazza di ceramica con il proprio nome dipinto da un’ artista locale: condivisione e acquisizione di conoscenza sono, crediamo, fra  gli aspetti più  importanti del programma Grundtvig.
Una partecipante al termine di ogni giornata si sedeva sotto un mandorlo a guardare il cielo. Dopo il workshop, dalla Polonia, ci ha scritto come ancora si sentisse sotto quell’albero.

 di Giulia Costanza Colucci, Associazione Culturale Fatalamanga23