Questo sito è l'archivio del programma LLP 2007-2013.
Per informazioni sul nuovo programma europeo per l'istruzione, la formazione, i giovani e lo sport 2014-2020 consultare: erasmusPlus.it

IN EVIDENZA

LLP
Le lingue e l'Europa: due facce della stessa medaglia


Trasparenza, legittimità ed efficienza, queste le tre parole d’ordine che fanno della politica per il multilinguismo in Europa un unicum nel Mondo. Il Label europeo per le lingue 2008 come strumento per valorizzare la dimensione dell'apprendimento permanente in chiave europea.
 

Gatan , Rue, Via, Road, Strasse, автомобилния, Rua, Calle, Vej, Silice, Maantie, οδικών…

Svezia, Francia, Italia, Gran Bretagna, Germania, Bulgaria, Portogallo, Spagna, Danimarca, Repubblica Ceca, Finlandia, Grecia…

La mobilità è uno delle opportunità più importanti che l’Unione offre ai suoi cittadini: per orientarsi nelle strade d’Europa, è fondamentale padroneggiare le lingue comunitarie.

27 Paesi Membri, 23 lingue ufficiali, un Commissario ad hoc per il Multilinguismo: questo è l’Unione europea oggi. Trasparenza, legittimità ed efficienza, queste le tre parole d’ordine che rendono la politica europea per il multilinguismo un unicum nel mondo. Un portale delle lingue ad hoc è stato creato dall’Unione per i suoi cittadini, è diviso per argomenti ed aspetti - Diversità linguistica, Apprendimento delle lingue, Insegnamento delle lingue, Traduzione, Interpretazione, Tecnologia linguistica.

Che ne pensate voi del multilinguismo? Dite la vostra nel forum per il multilinguismo

Proprio il Commissario Orban in aprile, parlando al Parlamento greco ha sottolineato i tre motivi per sostenere la politica europea per il multilinguismo: “costruire una società inclusiva, maggiori abilità ed impiegabilità, contribuire ad un’Europa più competitiva. L’Europa è costruita intorno alla comunicazione: le lingue sono ponti tra i diversi ‘paesaggi linguistici’.”
Sempre il Commissario il 7 maggio nel discorso L'istruzione plurilinguistica. Unicamente per l'élite?

fa riferimento a dati significativi dell’Eurobaromentro (2006):

- il 56% degli Europei intervistati si dichiara in grado di partecipare ad una conversazione in un’altra lingua che non sia la loro

- il 28% afferma di parlare sufficientemente bene due lingue straniere

900747___type__.jpgIl Libro bianco " Insegnare ed apprendere verso la società conoscitiva (Promuovere la conoscenza di tre lingue comunitarie)" parla chiaro: L'istruzione e la formazione appaiono come l'ultimo rimedio al problema dell'occupazione. In particolare, fra i numerosi e complessi mutamenti che attraversano la società europea, tre grandi tendenze, tre grandi «fattori di cambiamento» sono particolarmente percettibili: l'estensione a livello mondiale degli scambi, l'avvento della società dell'informazione ed il rapido progresso della rivoluzione scientifica e tecnica. In una società in cui l'individuo dovrà essere in grado di comprendere situazioni complesse che evolvono in modo imprevedibile, in cui dovrà affrontare un cumulo di informazioni di ogni genere, esiste un rischio di separazione fra coloro che possono interpretare, coloro che possono solo utilizzare e coloro che non possono fare né l'una né l'altra cosa. La linea tra il sapere ed il non sapere sta diventando un solco profondo, nella società europea della conoscenza. In questo scenario “cultura generale” non significa nozionismo, ma capacità di cogliere il significato delle cose, di capire e di creare: questa è oggi è la funzione di base della scuola, nonché il primo fattore di adattamento all'economia e all'occupazione.

Le lingue europee, che ruolo hanno in tutto questo? Come possono sviluppare e promuovere la conoscenza in chiave europea? La risposta è contenuta nel Libro Bianco: “ possedere tre lingue comunitarie: un marchio di qualità”. Un ‘bollino di qualità sulla “tessera personale delle competenze” (sempre dal Libro Bianco) sulla quale figurerebbero le conoscenze del titolare, che siano di base (lingue, matematica, diritto, informatica, economia, ecc.) o tecnico-professionali (contabilità, tecnica finanziaria ): le lingue sono una competenza chiave del cittadino europeo del 2000. Non la lingua, ma LE lingue.



E’ stato riconosciuto in maniera incontrovertibile che la conoscenza di più lingue è 976655_let_us_talk.jpgdiventata oggi una condizione indispensabile per ottenere un lavoro e questo è ancor più necessario in un mercato europeo senza frontiere. Inoltre costituisce un vantaggio che permette di comunicare più facilmente con gli altri, scoprire culture e mentalità diverse, stimolare l'intelletto. Le lingue sono, senza dubbio, chiavi di lettura per la società. Il plurilinguismo, elemento d'identità e caratteristica della cittadinanza europea, è inoltre un elemento alla base della società conoscitiva. Un’interessante proposta emerge dal Libro Bianco: “istituire un marchio di qualità «classi europee», che verrebbe attribuito, in base a un certo numero di criteri, alle scuole che abbiano sviluppato meglio l'apprendimento delle lingue. Gli istituti che otterranno questo marchio saranno collegati fra di loro mediante una rete. Peraltro verrebbe sistematicamente favorita la mobilità dei professori di lingua materna verso gli istituti di altri paesi.”

Restringendo lo zoom sull’Italia, la situazione che si prospetta al momento non è delle più rosee: “L’emergenza delle lingue straniere in Italia”, così si intitola il documento discusso dalla Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, allargata ai Presidenti dei Corsi di Studio in Lingue presso le Facoltà di Lettere e Filosofia, riunitasi a Bologna il 15 marzo 2008. Questi i punti più significativi:

  • per molti la competenza comunicativa internazionale si esaurisce in una rudimentale o mediocre conoscenza di un inglese basilare
  • in Italia l’insegnamento della doppia lingua straniera, così come indicato dalla Comunità europea, non è sistematico, è invece affidato alle sperimentazioni delle singole scuole “L’inserimento di una lingua straniera alle elementari si è di fatto attuato (laddove ciò sia avvenuto) con quasi totale esclusivismo come insegnamento dell’inglese. In ogni caso i risultati di apprendimento anche di questo monolinguismo di fatto sono generalmente assai bassi e spesso quasi inesistenti.”
  • Il concetto di apprendimento permanente per gli insegnanti di lingue italiani non ha pressoché riscontro nella realtà dei fatti: le occasioni di aggiornamento didattico-metodologico sono scarse, gli incentivi sono pochi.
  • In numerose facoltà universitarie l’apprendimento delle lingue straniere è di norma ridotto ad una insignificante prova di idoneità

La Commissione europea per mezzo del Commissario Orban, sottolinea che se è vero che l’impegno del singolo cittadino in materia linguistica, è fondamentale, afferma che è altresì importante il ruolo giocato dalle politiche nazionali: nel 2002 gli Stati Membri a Barcellona si sono impegnati a migliorare la padronanza delle competenze base, ivi compresa quella linguistica, “lingua materna + 2”. Secondo il Metodo del Coordinamento aperto ogni Stato europeo ha scelto un suo percorso per arrivare all’obiettivo finale comune.

In Italia, uno dei mezzi per dare concretezza alla politica a favore delle lingue e del multilinguismo è l’attestato europeo di qualità LABEL valido per un anno , che viene attribuito ai progetti capaci di dare un sensibile impulso all'insegnamento delle lingue mediante innovazioni e pratiche didattiche efficaci. Incoraggiare iniziative nuove nel campo dell'insegnamento e apprendimento delle lingue, informare insegnanti e alunni su tali iniziative e di indurli ad applicare le relative idee e tecniche alla loro situazione: questi i due obiettivi del Label Europeo 2008.

533025_graduation_diploma.jpgIl Label è coordinato dalla Commissione europea, ma gestito in modo decentrato dagli Stati membri dell'Unione europea. Giurie nazionali decideranno a quali progetti assegnare il Label sulla base di diversi criteri, alcuni dei quali sono stati stabiliti a livello europeo e saranno in vigore in tutti i Paesi partecipanti.

Per partecipare all’assegnazione del Label per le Lingue in Italia e per saperne di più sui criteri di assegnazione, destinatari e modalità di partecipazione all’assegnazione del Label vi invitiamo a leggere con attenzione il bando Label Europeo Lingue 2008 e a scaricare il  modulo di partecipazione.



Per garantire il futuro dell'Europa e il suo posto nel mondo, occorre attribuire un'attenzione prioritaria allo sviluppo personale del suoi cittadini, un'attenzione almeno pari a quella accordata finora alle questioni economiche e monetarie. Una solida politica per promuovere l’apprendimento permanente delle lingue è pietra angolare di questo processo, il riconoscimento dei risultati raggiunti in questo campo è un risultato importante: valorizzare, valorizzare, valorizzare.

A cura di Silvia Dell'Acqua

Agenzia nazionale LLP