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IN AZIONE

LLP
Essere Europa


Il racconto di un'esperienza di Formazione in servizio conclusa da pochi giorni a Malta: 17 insegnanti da 17 paesi diversi per lavorare insieme sulle metodologie di insegnamento e trovarsi protagoniste di una trasformazione professionale e personale.
 
Formazione in servizio Grundtvig
Titolo del corso: "Methodology Revisited, Revitalised & Re-energised"
8-19 luglio 2013
Scuola: ETI, Executive training Institute Malta
Teacher trainer: Sandra Attard-Montalto

Vitale_malta5.jpg“Malta è un’isola minuscola (teeny-weeny) in mezzo al mar Mediterraneo ma scoprirai quante bellezze nasconde!”, questo mi dice il mio hostfather, Denis Busuttil, appena arrivata all’aeroporto de La Valletta il 7 luglio scorso.

Vitale_Malta1.jpgLe bellezze a cui si riferisce sono in effetti innumerevoli: i Templi che risalgono al 3500 a.C., la co-cattedrale di St. John’s a La Valletta che a sua volta nasconde quel capolavoro umanissimo e commovente di Caravaggio intitolato “La decollazione”, l’unica opera firmata dall’artista nel sangue che scorre dalla testa di San Giovanni Battista, Mdina, la città silenziosa con i suoi vicoli ciechi e ancora Gozo e la sua cittadella color miele, il mare cristallino della Blue Grotto e della Azure Window; ma Malta nasconde un’altra meraviglia: la sua gente.

Vitale_malta2.jpgI maltesi non sono solo ospitali, sorridenti, ironici, ma ti sorprendono per il loro talento linguistico: sanno capire e parlare fluentemente l’italiano, il loro inglese, dopo 150 anni di dominio britannico, è ufficialmente al pari del maltese, che, di origine aramaica, è l’unica lingua semitica scritta con caratteri latini. Nel parlare quotidiano non è raro sentire un maltese che inserisce nel suo discorso persino una parola siciliana come “meschino”!

La mia hostmother, Jennifer Busuttil, le cui origini da parte di padre sono da ricercarsi in Italia ma la cui famiglia materna proviene dalla Scozia, ha cresciuto i suoi quattro figli con la lingua inglese, ma guarda programmi italiani alla TV e inventa parole strane, originali e bellissime come “Claudia mi raccomando mangia a lot” che si potrebbe scrivere attaccata, a formare un neologismo anglo-italiano come “mangialot” (che, se si vuole creativamente aggiungere un puntino sulla g, acquista pure una grafia maltese: manġialot!)

La mescolanza e il meticciato sono dunque parte integrante della lingua, della identità e della società maltese e proprio in questa babele linguistica far parte di un gruppo di studio formato da 17 insegnanti provenienti da 17 diversi paesi europei ha acquisito un significato ancora maggiore: Lituania, Svezia, Danimarca, Croazia, Turchia, Austria, Polonia, Repubblica ceca, Francia, Belgio, Slovacchia, Irlanda, Finlandia, Romania, Ungheria, Portogallo e Italia! Fare parte di un gruppo così eterogeneo e perciò tanto stimolante ha dato vita ad un’esperienza unica sia da un punto di vista professionale sia soprattutto umano.

  Metà del gruppo in un momento di relax

Vitale_gruppo.jpgIl corso Comenius-Grundtvig "Methodology Revisited, Revitalised & Re-energised" sulla Metodologia dell’insegnamento della lingua inglese ci ha viste tutte protagoniste di una trasformazione personale: non abbiamo solo imparato nuove tecniche sull’ascolto, sulla scrittura, sul dettato, sull’uso dei media in classe ma abbiamo imparato prima di tutto a relazionarci e a conoscere le nostre culture e i diversi sistemi scolastici di riferimento.
Cambiando posto ogni mattina, - “In nessun gruppo prima di voi gli studenti avevano mai cambiato così tante volte il loro posto a sedere!”- , così dice Un momento delle lezionisorridendo la nostra competentissima trainer Sandra Attard-Montalto -,  e sedendo accanto a insegnanti diverse si impara a vedere le cose con altri occhi, si impara e vivere le cose in modo nuovo e si diventa ogni giorno più ricchi e più vivi.
Mettersi nei panni dell’altro, grazie all’ascolto empatico che è il fondamento della buona didattica, significa aprirsi al mondo, curiosando e avventurandosi.
I giochi linguistici, il “dettato sussurrato e quello urlato”, le scenette con i cuisenaire rods per insegnare le strutture grammaticali, il ricomporre i testi delle canzoni e il terminare le storie raccontandole alla classe, hanno fatto di noi insegnanti delle allieve pronte a mettersi in gioco sorridendo dei propri errori e imparando da essi.


Far parte dell’Europa significa dunque in primo luogo “Essere Europa” ossia trasformarsi grazie alla relazione umana, al contatto, imparare cose nuove di sé vivendole in prima persona.
QuadernoClaudia.jpgLe esperienze europee da me vissute finora, dapprima in Francia con la Visita di Studio (programma trasversale) su “L’alternanza scuola-lavoro”, poi come organizzatrice di un workshop Grundtvig su “Le danze e la canzoni tradizionali fiorentine e napoletane” ed infine come ideatrice di uno scambio con una scuola di Ikast in Danimarca, mi hanno insegnato a plasmarmi, a modellarmi, a scoprirmi creatura complessa e sfaccettata.
Ai giovani, ai miei studenti mi sento di dire che essere Europa significa scoprire gioiosamente un nuovo senso di Sé guardando generosamente all’altro.

“Follow your dreams!”, “Insegui i tuoi sogni!”, così mi saluta sorridendo il mio hostfather. Lo farò!
Grazie Malta! Grazie Europa!

Claudia_Vitale_small.jpgClaudia Vitale,
docente di inglese e tedesco presso l'Associazione UDEL
e docente di inglese presso l'Istituto di Istruzione Superiore Chino Chini (a.s. 2012-2013),
Borgo San Lorenzo, Firenze








The Malta Experience
Le impressioni di due insegnanti colleghe di corso


Elsbeth Hausegger, Austria

Elsbeth - Austria
17 committed female teachers from 17 European nations, 100 pages of excellent teaching  material, 60 lessons packed with wonderful ideas, 12 days of laughter and friendship, uncountable discussions (all in English) about 17 school systems (and other important topics) , the best teacher you can imagine and the beach just round the corner: What could be more enjoyable than a course on Methodology in Malta?
It is true, some of us are missing their girls or even their husbands at home but none of us regrets her decision to spend 2 weeks of her holiday studying to become an even better teacher. And each of us will keep her personal memories of this very special stay in this very special country with its rich history: this might be a stray cat in one of the narrow streets of Medina, a swim in the turquoise Blue Lagoon, a chocolate cake or sitting on the pavement for an hour, waiting for the arrival of a bus called ARRIVA.

Celine Leray, Francia

Celine.jpg« The Maltese Experience » is an attraction not to be missed in Valletta, Malta’s capital city. It offers a comprehensive overview of the Maltese history, mainly showing the different influences that have shaped the island. The Maltese language is particularly representative of this mix of cultures with its Arabic, Italian, French and English influences. The attraction also explains the first role of the famous Knights of Malta which was to open hospitals and provide care for the poor, sick or injured pilgrims on their way to the Holy Land.
My personal Maltese experience seems amazingly drawn from the history of the country.
Indeed, my contacts with the Maltese people as well as the European dimension of the course (with no fewer than 17 different nationalities in my class) not only enriched my professional life but also my personal life. As for our teacher, our own Knight of Malta, she successfully fulfilled her role and put us back on the track to our Holy Quest in helping us open our perspectives. As the title of the course rightly stated (Methodology Revisited, Revitalised & Re-energised) I feel today re-energised with many new teaching ideas and tools, and extremely motivated to bring back a taste of my Maltese experience to my students. Through European projects I want to make them feel like meeting new people, discovering different cultures as I consider it part of my job to myself play the role of the Knight of Malta and open new perspectives for them.