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WE MEAN BUSINESS: tiriamo le somme!


Anche quest’anno l’iniziativa della Commissione Europea, We mean business, nata l’anno passato per incentivare i placement Erasmus/Leonardo, ha aperto le porte agli addetti ai lavori per avere un primo feedback dei risultati raggiunti.
 

L’evento, che ha vissuto il passaggio di consegne per la gestione dell'iniziativa We Mean Business dall’ente spagnolo Pau Education (http://www.paueducation.com/en) al francese Teamwork (http://www.teamwork.fr/en), si è tenuto a Bruxelles nelle giornate del 17 e 18 giugno 2013 e si è articolato in una serie di workshop monotematici, scelti dai partecipanti al momento della registrazione e moderati da personale della Commissione in tandem con i relatori intervenuti al convegno. I lavori si sono aperti con le parole introduttive di Xavier Prats Monné (Direzione Generale Cultura della Commissione), che ha ricordato l’importanza del placement e la necessità di assicurare tirocini di qualità nell’ambito del nuovo Programma, ringraziando gli astanti per l’impegno profuso nel conseguimento degli obiettivi e ponendo l’accento sui benefici del placement, in relazione ai profitti delle imprese ospitanti, tema particolarmente sensibile in tempo di crisi.

Al suo intervento hanno fatto seguito tre sessioni di workshop, diluite nelle due giornate e corrispondenti ai tre obiettivi da conseguire: qualità, impatto, ottimizzazione dei risultati, all’interno delle quali, ciascun relatore ha fatto la sua presentazione attraverso una rassegna della sua esperienza offrendo, ad un contempo, spunti di riflessione al dibattito susseguito nei tre workshop tematicamente correlati al suo intervento. Ha esordito la collega dell’Agenzia tedesca DAAD, Beate Kőrner, che, in qualità di consulente per le Università, ha evidenziato l’importanza del collegamento tra mondo delle università e imprese, l’ottimizzazione dei documenti di contrattualizzazione del tirocinio e l’adeguata preparazione degli studenti oltre alla divulgazione di buone prassi come presupposti essenziali per una mobilità che possa essere considerata di qualità nel nuovo programma. In aggiunta, gli workshop hanno preso in analisi il draft del learning agreement, elaborato dalla Commissione in cooperazione con le Agenzie in vista di acquisire i commenti dei partecipanti in merito ad aspetti operativi che possono sfuggire ai teorici dell’istruzione. 

Il dibattito si è avvalso degli interventi di Barbara Paulmann, coordinatrice di due network NeMo e EREIVET, messa a punto di strategie per il riconoscimento delle competenze, Gisela Bohlin, distintasi per il progetto Internship2industry (http://www.internship2industry.eu/) e Stefano Tirati, coordinatore della rete Europemobility network (http://www.europemobility.eu/ ), nata per facilitare l’interazione tra istruzione formale, non formale e imprese. Vale a dire tre diversi esempi di ottimizzazione dei tirocini a livello teorico, pratico e divulgativo.

La seconda sessione ha visto protagonisti i networking e i consortia, risapute strategie di successo nell’implementazione dei tirocini, alla ricerca di nuovi input per ottimizzare il matching tra gli addetti ai lavori.
Tra i relatori:  Luís Manuel Pais, dal Politecnico di Bragança, consorziato e coordinatore dell'omonimo IPB Move on Train Erasmus Consortium for Placements, il cui istituto conta attualmente, anche grazie al Consorzio, l’11% di studenti iscritti non portoghesi, distribuiti tra i diversi insegnamenti impartiti;
  

Anna Pajarón, esperta di marketing e collaboratrice nella stesura del Q-placement Assurance Procedures Handbook nell’ambito del network Q-placements (www.q-placements.eu) e, da ultimo, Philippe Perfetti che ha presentato attraverso il suo lavoro all’APCMA, equivalente della nostra Confartigianato, l’esigenza di curare l’apprendistato in questo settore.

I risultati pratici sono stati riportati dagli attori principali del tirocinio: un tirocinante Erasmus di successo, Alessandro Vicini, che abbiamo già incontrato durante il Festival d’Europa, distintosi per essere stato assunto dall’impresa presso cui aveva svolto il placement; Jan Likota segretario del The Brewers of Europe, ente ospitante che grazie al placement è entrato a pieno titolo nel processo di internazionalizzazione; un’università di partenza, l’American Agricultural School of Tessaloniki, da cui proviene Anastasios Pogouras, distintosi per aver ideato,  grazie ai fondi comunitari, il Friends Eu project, primo esempio nel paese di video conferenza; un addetto ai lavori a livello nazionale. Siegfried Wilelms, proveniente dall’Agenzia Leonardo. 
 

Le conclusioni sono state affidate ad un altro esperto Dana Backmann, dall’Agenzia Esecutiva.

 
Maggiori delucidazioni sul feedback dell’evento sono disponibili sul sito della Teamwork: http://wemeanbusiness2013.teamwork.fr/en/presentations




a cura di Michela Bucci