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IN AZIONE

Partenariati
Il progetto So far, so close: l’Europa in classe con un click


Il partenariato ha coinvolto 7 scuole ed ha permesso a tutti di conoscere e confrontare modi vita, culture e tradizioni di altri Paesi, attraverso le nuove tecnologie e valorizzando l’utilizzo di più lingue.
 
Immagine5.jpgE’ grazie ad un semplice “click” che è stato possibile abbattere distanze culturali e/o geografiche.
Il progetto è sorto dal network “Wide-Minds - The human face of the digital learning” ed è in continuità con le numerose attività di cooperazione europea già messe in atto dal nostro Istituto (Label Europeo delle lingue 2008). Pertanto è stato possibile calare e sviluppare con successo le attività nella nostra realtà scolastica e nella più vasta comunità sociale, considerando il plurilinguismo e le competenze  digitali elementi essenziali sia per l’apprendimento che per  l’esercizio di una effettiva cittadinanza europea.
Nei due anni sono state proposte una grande varietà di attività (mobilità, eventi sociali, workshop) ed utilizzate varie lingue e linguaggi (compreso il linguaggio dei segni), arte, musica, drammatizzazioni che hanno permesso  un’effettiva inclusione e partecipazione di tutti gli alunni. Attraverso la conoscenza reciproca e la cooperazione si è sviluppato il senso mutuo aiuto e il  rispetto delle idee altrui.

In particolare  abbiamo  realizzato:        
  • Immagine3.jpgUn  grande passaporto e un francobollo (uno per ciascuna scuola) creato per rappresentare il proprio Paese, utilizzato durante le mobilità ed arricchito di materiali acquistati /realizzati durante le visite.
  • “My country box” – ossia una scatola piena di manufatti, immagini, cartine, vocabolario di base nella lingua madre, bandiera,  inni relativi alla propria città, regione Paese ed inviate alle scuole partner. Tali materiali sono stati molto utili per le “cultural weeks” dedicate ai singoli Paesi   e per la “ European week”del partenariato.
  • Un “cultural puppet”, ambasciatore di ogni Paese (per l’Italia è stato creato “Gino, the cooK”, un drago per il Galles…). Con i vari pupazzi sono stati creati dei video con  dialoghi in più lingue, basati sull’amicizia.
  • In occasione delle principali festività, scambi di biglietti di auguri, canzoni  attraverso la posta tradizionale o tramite Skype, nonché un “European Christmas tree” in ciascuna scuola con addobbi realizzati da tutti i partner.
  • “Let’s dance”- workshop di danze tradizionali dall’Italia e dagli altri Paesi. In Italia  abbiamo collaborato con il Gruppo Folcloristico “Arcabaleno” di Pergine Valdarno (un’associazione di volontariato nata per  il recupero e la divulgazione delle tradizioni toscane che aderisce ad un progetto europeo per la valorizzazione dei piccoli Paesi rurali europei).
  • Dizionario interattivo plurilingue con un vocabolario di base per la comunicazione  nelle varie lingue madri del partenariato ed in inglese: il dizionario è tuttora un valido materiale didattico per avvicinare gli alunni ad altre  lingue e culture.
  • Eventi sociali (mostre, feste di fine anno con i genitori “We are european children , seminari, conferenze)
  • la piattaforma Moodle (course: Murcia project). Questo spazio virtuale è stato utilizzato per la comunicazione di routine tra i docenti (forum, quick e-mail…), per monitorare e informare  sull’attività del progetto, ma soprattutto per la pubblicazione dei materiali prodotti e per  la loro divulgazione.
Immagine4.jpgUno dei punti di forza del progetto è stato il coinvolgimento del territorio a vari livelli. Abbiamo realizzato un seminario, in collaborazione con il Comune,  per la presentazione del partenariato, ma anche di riflessione sulle nuove tecnologie in campo educativo e non, sull’importanza della mobilità in ambito europeo e sull’appartenenza all’UE. Al seminario erano presenti varie autorità, due studentesse Erasmus che hanno parlato della loro positiva esperienza nelle scuole del nostro territorio, i docenti di vari istituti, genitori, alunni, studenti. La serata è proseguita nella piazza della nostra cittadina con un ballo di gruppo. E’ stato “emozionante”, vedere coinvolti nelle danze persone di ogni età  (colleghi, i  docenti e dirigenti delle scuole partner, bambini, ragazzi, genitori e cittadini).
Il nostro progetto è stato costantemente pubblicizzato all’interno del nostro Istituto (sito web, display, riunioni formali e-non). A livello locale,  grazie al Comune, abbiamo presentato alle scuole del territorio (concorso Videando – giugno 2012) il video “Waiting for Weiz”, sintesi delle attività di mobilità e del progetto stesso. Tale video è stato oggetto di interesse da parte della Commissione del Festival Nazionale del Cinema “Fedic” che si svolge ogni anno nella nostra città ad aprile. Il partenariato è stato valorizzato anche a livello regionale, nazionale ed internazionale grazie all’invito della Regione Toscana (come esempio di best practice) alla conferenza internazionale “Celebration and Dissemination of the Wide-Minds”- Tirrenia 10/14 maggio 2011. Tuttavia la disseminazione più efficace  è stata quella favorita da un servizio di RAI 3, realizzato durante la visita dei partner presso la nostra scuola (novembre 2010). La RAI ha ritenuto il progetto molto interessante perché si interessava di integrazione europea attraverso il multilinguismo e soprattutto attraverso le grandi opportunità offerte dalle nuove tecnologie  nel campo dell’educazione e non solo (LIM, Skype). Il servizio è stato replicato molte volte ed anche trasmesso in programma educativo di RAI 2.

Immagine2.jpgIl progetto ha realizzato pienamente tutti gli obiettivi programmati, grazie alla flessibilità  e all’integrazione nel curriculum. Molto importanti sono state le visite verso le scuole partner perché gli insegnanti hanno potuto incontrarsi “face to face” con altre culture, sistemi scolastici ed arricchire il proprio bagaglio culturale e formativo. Tutto l’Istituto ha migliorato le proprie competenze e la motivazione nell’apprendimento delle lingue e delle nuove tecnologie. Parlare e vedere, in modo sincrono altri alunni attraverso Skype ha reso l’apprendimento molto  divertente e motivante anche nei più piccoli (alunni coinvolti 5-11 anni). Durante varie fasi del progetto abbiamo utilizzato le “hidden resources”, soprattutto a livello linguistico. Infatti in occasione delle visita dei partner spagnoli alcune madri di origine caraibica hanno insegnato un vocabolario di base nella loro lingua agli studenti.  Inoltre, il progetto è facilmente fruibile e replicabile per la semplicità e varietà delle attività proposte e grazie alle risorse on-line presenti nella piattaforma Moodle. Tutti gli alunni ed i docenti, anche solo realizzando un piccolo biglietto, hanno avuto il senso di essere parte di un “grande” progetto ed hanno sentito l’Europa  più vicina: un modo per continuare a costruire  “pace e solidarietà” (come evidenziato dal premio Nobel ricevuto dall’U.E.) e da tenere quanto mai presente anche nel 2013 “Anno europeo della cittadinanza”.

 
a cura di Nadia Buti, Istituto Comprensivo “G.Marconi” – S. Giovanni Valdarno (Ar)