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IN AZIONE

Formazione in servizio
A scuola di integrazione e cittadinanza attiva ad Hannover


Immigrazione, integrazione, inclusione sociale, cittadinanza attiva, competenze interculturali: queste le principali tematiche della mia settimana di formazione in servizio che si è tenuta in Germania, organizzata dall’Università Leibniz di Hannover.
 
SmallJPG_0672_1.jpgL’immigrazione e l’integrazione dei cittadini di Paesi terzi e le altre tematiche a queste connesse riguardano oggi tutti i Paesi dell’Unione europea: alcuni di essi hanno affrontato le sfide e le opportunità del fenomeno da decenni, altri, tra cui l’Italia, hanno un’esperienza più recente. Diverse sono le strategie e le soluzioni adottate dai vari Paesi per rafforzare la partecipazione dei migranti nella società di accoglienza e per migliorare nei cittadini “autoctoni” l'approccio alla diversità.
L'opportunità di confrontarmi su questi temi con persone provenienti da Paesi diversi è stata la principale motivazione per la scelta del corso “Promoting social inclusion by fostering migrants' active citizenship and intercultural competences of adult education professionals”.
Il corso, infatti, organizzato nell’ambito del progetto europeo “Step in! Buildin inclusive societies through active citizenship”, coinvolgeva ben 7 Paesi (Germania, Cipro, Germania, Italia, Repubblica Ceca, Scozia, Slovenia e Svezia) molto diversi per esperienza in ambito di immigrazione e partecipanti provenienti da differenti realtà: università, istituti di ricerca, autorità pubbliche, ONG, associazioni.
Gli ingredienti per un corso coinvolgente, arricchente e realmente utile per aprirsi alla “prospettiva europea” c'erano tutti e così è stato, anzi...l'esperienza è andata al di là delle migliori aspettative!
Dopo qualche attività di “warm up” che hanno creato un clima positivo e aperto tra i partecipanti, è iniziato il corso vero e proprio, strutturato attraverso la combinazione di relazioni frontali abbinate sempre ad attività interattive che stimolavano la riflessione e il confronto.

town_hall_meeting.jpgLa Germania ha dato il via alla formazione affrontando il tema delle competenze interculturali. Partendo dalle definizioni dei concetti di riferimento come cultura, migranti, inclusione, intercultura, competenze civiche..., che sono state condivise e discusse trai partecipanti (non senza utili “scontri” terminologici!), si è parlato di dialogo interculturale, fondamentale per un'effettiva integrazione e coesione sociale nelle società europee. Tramite un “gioco di carte”, poi, in cui ad ogni tavolo (metafora delle società) erano assegnate regole diverse, abbiamo capito com'è difficile partecipare se non conosci le “regole del gioco”!
Cosa vuol dire integrazione? Cosa si fa a livello istituzionale per favorirla?
Queste le risposte a cui ha cercato di rispondere il gruppo stimolato dall'intervento di Monika, tedesca ma con background migratorio, che ha raccontato la propria esperienza di integrazione e evidenziato le carenze e i punti di forza nel proprio Paese in tema di inclusione sociale.
Promuovere la partecipazione e la cittadinanza attiva nei migranti è oggi uno dei fattori chiave delle società europee. Il successo dell’integrazione dipende fortemente dalle iniziative intraprese dalle istituzione della società ospitante.
Una delle più importanti dimensioni dell'interculturalità è l'empatia, qualità che permette di rispettare gli altri ed essere in grado di cambiare il proprio punto di vista e competenza fondamentale, insieme a flessibilità, sensibilità, consapevolezza per chi opera nel settore immigrazione. Questo il tema trattato dal centro di ricerca sloveno per le migrazioni sia attraverso una lezione teorica che tramite un coinvolgente “role-play” in cui i partecipanti dovevamo calarsi in personaggi con vissuto e cultura diversa dalla propria.
L'Università di Cipro ha utilizzato la tecnica della “collaborative art – making” per affrontare il tema dell'inclusione e dell'educazione interculturale, mentre la Folkuniversitetet svedese ha trattato il tema della cittadinanza attiva e come favorirla e sostenerla attraverso le attività formative soprattutto rivolte ai gruppi più vulnerabili e a rischio di esclusione sociale.

collaborative_art_making.jpgAltro momento estremamente istruttivo è stata la visita al Comune di Hannover dove la funzionaria dell'ufficio integrazione ci ha illustrato le statistiche sull'immigrazione nella città tedesca, facendo scaturire il dibattito: chi è considerato “immigrato” nei diversi Paesi europei? Quali fattori devono essere presi in considerazione per “fotografare” la presenza straniera? Successivamente è stato illustrato il “Piano locale per l'integrazione di Hannover”, l'importante strumento di programmazione adottato per progettare gli obiettivi, i campi di azione e le misure da intraprendere per facilitare l'integrazione dei migranti in città.
Grazie al partner scozzese è stato poi approfondito il ruolo dell'attività di “mentoring”: quale strategia per favorire la partecipazione dei cittadini stranieri alla vita sociale, culturale ed economica della società di accoglienza, mentre il formatore italiano ha presentato, anche attraverso una sperimentazione in aula con i partecipanti, L’Open Space Technology, una metodologia che permette di dar vita a gruppi di lavoro ispirati e produttivi, efficace soprattutto nella gestione di temi complessi che presuppongono diversi punti di vista e conflittualità e quindi estremamente adatta per le tematiche trattate nel corso.
L'ultimo intervento, a cura del partner cecoslovacco, ha affrontato il delicato e importante tema del dialogo interreligioso.
Il corso si è concluso con una riflessone plenaria sull'esperienza formativa vissuta e devo dire che alla fine della settimana mi sembrava di conoscere i partecipanti da sempre. La formazione, infatti, si è svolta in un clima veramente positivo: oltre ai contenuti in programma abbiamo imparato tantissimo gli uni dagli altri parlando dei propri Paesi e delle proprie esperienze durante i workshop, le discussioni, i role-play, i pranzi e le cene!  Abbiamo fatto noi stessi “intercultura”!

foto_2.jpga cura di Chiara Fioravanti.