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IN AZIONE

Ospitare un assistente
Un Assistentato Speciale


Questa è la storia di un assistentato speciale: speciale perché per il nostro gruppo di docenti si trattava del primo progetto europeo, speciale per l’ambiente in cui si è svolto, speciale per la persona straordinaria che ci è stata assegnata, anche se probabilmente “ogni assistente è bello a mamma sua”.
 
Per un anno scolastico, 2012-2013, sono stato il tutor di Kalina – giovane docente di matematica proveniente da una cittadina polacca, Wroclav, il cui nome è da pronunciarsi con una specie di latrato - nella sezione ospedaliera dell’Ospedale “Regina Margherita”, annessa all’ITSSE “Levi – Arduino” di Torino”. Sottolineo “per un anno” perché Kalina, alla fine, proprio non se ne voleva più andar via dall’Italia e ha prolungato il soggiorno, ospite durante l’estate dei suoi ormai ex-colleghi.
Insegnare in ospedale richiede particolari competenze e sensibilità ma, con il tempo, può portare i docenti a chiudersi all’interno di un microcosmo cristallizzato. L’idea di ospitare un assistente è nata proprio dall’esigenza non solo di aprire una finestra sul mondo per i nostri studenti ma anche di spezzare il clima chiuso che si respirava nel nostro piccolo e anziano gruppo di soli 14 insegnanti. Alcuni docenti hanno accolto con entusiasmo la proposta di ospitare un/a collega giovane e straniero/a ma, com’era prevedibile, ci sono anche state alcune resistenze, da parte di chi riteneva di dover formare un tirocinante inesperto e temeva un aggravio di lavoro.
Kalina, al suo primo arrivo, ha smentito tutte le preoccupazioni: indipendente, curiosa, entusiasta, instancabile, sorridente, piena d’iniziative. Patita del bike sharing, dopo qualche giorno conosceva tutti gli angoli più belli della nostra città e volava sulla sua bicicletta gialla dalla Gran Madre all’ospedale, dove si orientava nel labirinto di corridoi e reparti con la disinvoltura di un veterano, salutata con affetto da tutti gli operatori, dal giornalaio al barista, dai medici agli specializzandi.
Il suo occhio critico ed esterno  ha colto subito le nostre debolezze: le lezioni troppo tradizionali, le difficoltà nell’uso dei mezzi informatici, l’insegnamento individuale, la mancanza di progettualità europea.
La prima proposta di Kalina è stata di garantire, oltre a 16 ore di lezione, dei momenti di consulenza informatica agli insegnanti “imbranati”. Il suo “Kalindario” appeso alla parete era sempre pieno di appuntamenti: Giovanni ha imparato a usare skype, Elisabetta a fare i film, Teresa a preparare i power point, gli altri a sfruttare le potenzialità della rete.

Bodrito2.jpgQuindi Kalina ha creato il Polish Club, aperto a tutti coloro che volessero conoscere la lingua e la cultura polacche: nella Bibliomouse, al piano terra dell’ospedale, il martedì mattina potevano ritrovarsi giovani degenti, genitori, operatori dell’ospedale, insegnanti a vedere film polacchi, ad assaggiare specialità di Wroclaw, a familiarizzare con una lingua decisamente ostica. Un’oasi di allegria e di spensieratezza, grazie alla travolgente personalità della nostra assistente.
Con il suo aiuto abbiamo iniziato a rivedere il nostro modo di far lezione: noi ci abbiamo messo l’esperienza e Kalina la sua freschezza d’idee. Sono iniziati così, nel reparto di neuropsichiatria, i laboratori settimanali - che sono ora un appuntamento fisso - con una lezione interdisciplinare rivolta a studenti di diversa età e provenienza scolastica. La nostra prima lezione di questo tipo è stata un percorso sulla “sezione aurea”, in cui la nostra assistente ha curato la parte pratica e informatica. Successivamente sono stati attivati altri workshop tra cui un laboratorio con gli insegnanti di inglese sull’apprendimento della lingua tramite le canzoni.
L’iniziativa di Kalina ci ha portato, nell’autunno inoltrato, a un E-twinning con una scuola ospedaliera spagnola, una polacca e una maltese. A questo progetto Kalina ha lavorato con gli allievi lungo-degenti del reparto di oncologia. Oggi ci conforta ripensare a come i nostri ragazzi accoglievano sorridenti quest’insegnante giovane e allegra: il lavoro e il rapporto intenso con Kalina hanno sicuramente rallegrato gli ultimi mesi di Irene e di Giovanna.

Bodrito3.jpgA novembre la scuola ospedaliera ha partecipato, per la prima volta e con grandi difficoltà, al concorso europeo Juvenes Translatores, e in questa occasione Kalina ha cooperato con la docente referente, ha contribuito a preparare gli studenti alla gara, ha pubblicizzato l’evento con un simpaticissimo video oppure compilando Juvenes Translatores Torino 2012 sezione ospedaliera.
Spulciando tra le proposte di gemellaggio, la nostra assistente ha, in seguito, messo in moto i contatti con alcune scuole ospedaliere per un Comenius su tematiche ambientali. Il progetto ci ha portato a svolgere una visita preliminare a Cracovia per conoscere e visitare la scuola ospedaliera locale. Durante questa memorabile visita Kalina, che nel giro di pochi mesi parlava un buon italiano, ha favorito lo scambio di esperienze e di proposte tra le due scuole e, al ritorno a Torino, ha lavorato sodo alla stesura del progetto con le altre scuole di Londra, Rejkyavik, Dublino e, ovviamente, Cracovia.
Kalina è stata una preziosa assistente durante le mie attività didattiche e la collaborazione con lei prosegue tuttora anche se è ormai assunta presso un liceo nella sua città. Talvolta ci si scrive per consigli reciproci nell’area di nostra competenza, quella logico-matematica ma, soprattutto, in questi ultimi mesi, Kalina ha fornito alla nostra nuova assistente Comenius preziose indicazioni che faciliteranno senza dubbio il suo inserimento in ospedale.
Bodrito4.jpgCon Kalina è nata un’amicizia profonda nonostante la differenza d’età tra lei e il nostro gruppo d’insegnanti: ha conosciuto le nostre famiglie, ha partecipato ai compleanni dei nostri figli, è venuta con noi al carnevale d’Ivrea, ha cantato le canzoni dei Nomadi, ha fatto il tifo per la nostra squadra di volley, è stata ospitata nelle case di campagna o del mare dell’uno e dell’altro, è ritornata a trovarci prima di Natale e, presto, due nostri docenti la rivedranno in Polonia.
Il ricordo dei momenti significativi vissuti l’anno scorso è racchiuso in un album di fotografie donatoci da Kalina prima di lasciare l’Italia: da esso ho scelto alcune immagini che per me racchiudono il senso di questa esperienza e che esprimono l’intensità del rapporto che Kalina ha instaurato con noi e con gli studenti.

Immagine.jpgProf. Giorgio Bodrito responsabile sezione ospedaliera secondaria di secondo grado annessa all’ITSSE “Levi – Arduino” di Torino