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Un ordine del giorno per la cooperazione europea sulla scuola


Con il movimentato inizio dell’anno scolastico è passato in secondo piano un documento della Commissione europea che pensiamo sia importante riportare all’attenzione di quanti credono nella scuola come sistema formativo e nella possibilità di lavorare per migliorarne la qualità, per creare cittadini consapevoli e pronti ad adattarsi ai mutamenti della società
 

La Comunicazione uscita a luglio, intitolata Migliorare le Competenze per il 21° secolo: un ordine del giorno per la cooperazione europea in materia scolastica, è una vera e propria agenda per la scuola europea in tutti i suoi aspetti e sottolinea la necessità di apportare cambiamenti a volte radicali se si vuole che le scuole europee siano in grado di attrezzare i giovani per vivere in questo secolo.


Una nuova agenda sociale per l’Europa del 21° secolo

La comunicazione fa parte del pacchetto di misure avviato dal Presidente Barroso al fine di rafforzare l'accesso, le opportunità e la solidarietà tra tutti i cittadini dell'UE, pacchetto adottato il 2 luglio 2008 (IP/08/1070), che comprende in tutto 19 iniziative sui temi dell'occupazione e affari sociali, dell'istruzione e giovani, della salute, della società dell’informazione, degli affari economici, incentrate sulle seguenti priorità:
    • prepararsi al domani: i bambini e i giovani
    • investire nelle risorse umane: gestire il cambiamento
    • consentire una vita più lunga e più sana
    • combattere la discriminazione
    • rafforzare gli strumenti dell'UE
    • orientare le priorità a livello internazionale
    • combattere povertà ed esclusione sociale.

Perchè una Comunicazione sulla scuola appena un anno dopo la Comunicazione sugli insegnanti?

Se si vuole che gli Stati membri raggiungano gli obiettivi della Strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione, l'istruzione scolastica deve essere sempre di più un ambito chiave suscettibile di miglioramento. I documenti precedenti hanno messo in luce le possibilità di miglioramento di alcuni aspetti dell’istruzione stessa (come l’efficienza e l’equità dei sistemi educativi, la formazione degli insegnanti, le competenze chiave per l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita) ma è la prima volta che la Commissione europea si esprime sull’istruzione scolastica in toto e questo sottolinea l’importanza crescente che l'Europa attribuisce proprio alla scuola, ritenendola priorità centrale per il prossimo ciclo del processo di Lisbona.

“I nostri sistemi scolastici devono adattarsi se si vuole che essi forniscano ai giovani nuove abilità per nuovi posti di lavoroha detto il Commissario Ján Figel’, “poiché dobbiamo preparare i nostri giovani per lavori che forse non esistono ancora. Ciò che conta” ha aggiunto “è il fatto che il rendimento scolastico degli allievi abbia un impatto effettivo sulle opportunità che si offrono loro più avanti nella vita, ragion per cui dobbiamo appianare alcune delle diseguaglianze per rendere i nostri sistemi scolastici più efficienti ed efficaci. Incoraggiamo gli Stati membri a lavorare insieme su questo aspetto.


Dalla consultazione pubblica al piano d'azione

Ci sembra importante sottolineare il fatto che questa nuova comunicazione è stata pubblicata in contemporanea con i risultati della Consultazione pubblica  “Le scuole per il 21° secolo” cui proprio dall’Italia è arrivato il contributo più rilevante in termini di partecipazione. Il documento di lavoro del personale della Commissione che accompagna la Comunicazione presenta infatti, oltre ai più recenti risultati di ricerche e statistiche, una sintesi delle risposte alla consultazione, pervenute da una grande varietà di stakeholders: da alunni a scuole ad alcune autorità nazionali.


Tre linee d’azione

La sfida che deve affrontare l’UE è insomma quella di intensificare la riforma dei sistemi scolastici. La Commissione propone un'agenda di cooperazione in tre ambiti :

  • Far sì che tutti gli allievi acquisiscano le competenze di cui hanno bisogno per la vita.
    Tra esse vi sono: accrescere i livelli in materia di capacità di lettura e di matematica di base; rafforzare l'abilità di imparare a imparare e modernizzare i curricoli, i materiali didattici, la formazione degli insegnanti, con l'attinente docimologia
  • Assicurare un apprendimento di qualità elevata per ciascuno studente.
    In ciò rientrano: la generalizzazione dell'educazione prescolastica, il miglioramento dell'equità nei sistemi, la riduzione della dispersione scolastica e un migliore sostegno nella scuola agli studenti con bisogni specifici
  • Migliorare la qualità degli insegnanti e del personale delle scuole.


A proposito di competenze…

Dentro e fuori - Foto di Aldoaldoz, tratta da Flick'r - Licenza ccPer sostenere gli Stati membri nell’attuare la Raccomandazione sulle competenze chiave, la Commissione propone di incentrare la futura cooperazione sull’elaborazione di piani d’azione per innalzare i livelli nelle competenze di base e per rafforzare le competenze trasversali e quelle soggettive. È posto l’accento sull’utilizzo del quadro europeo delle competenze di base e sulla necessità per gli alunni di “imparare a imparare” riflettendo criticamente sui propri obiettivi di apprendimento, gestendo in proprio l'apprendimento mediante autodisciplina, lavorando sia autonomamente che in collaborazione con altri, documentandosi e all'occorrenza cercando aiuto, nonché utilizzando tutte le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

La Comunicazione fa riferimento inoltre ai risultati emersi dalla consultazione, da cui emerge la richiesta di un ambiente d'apprendimento più flessibile, di nuovi metodi, approcci interdisciplinari da affiancare all'insegnamento monotematico e di un maggior coinvolgimento degli studenti nella progettazione del proprio apprendimento. La Commissione incoraggia quindi gli Stati membri ad adottare un’impostazione globale per lo sviluppo delle competenze che interessi programmi, curricoli, materiali didattici, formazione dei docenti, apprendimento personalizzato e tecniche di valutazione che non si limitino a classificare gli studenti ma siano loro di aiuto per migliorare.


Un apprendimento di qualità per tutti

Garantire sistemi scolastici di elevata qualità, tanto efficaci quanto equi significa colmare il divario di qualità tra scuole. Con le linee d’azione proposte in questo ambito, la Commissione fa riferimento diretto alle Conclusioni del Consiglio europeo della primavera 2006 evidenziando la necessità di comprendere meglio la correlazione tra l’ambiente socio-economico degli studenti e il loro rendimento scolastico e di ridurne l'incidenza. Si attinge di nuovo alle risposte della consultazione scolastica per sottolineare l'importanza di opportunità di apprendimento precoce e di sistemi scolastici "inclusivi", che sappiano integrare nel sistema scolastico generale studenti provenienti da tutti gli ambienti socioeconomici.

I sistemi dovrebbero mirare a far sì che nessun "fallimento"venga vissuto come definitivo e nessun allievo lasci la scuola nella convinzione di essere "incapace" di apprendere".

Gioca un ruolo centrale in questo lo sviluppo delle scuole, che dovrebbero essere messe in condizione di potersi adattare al cambiare delle circostanze e delle esigenze di allievi, personale e genitori ed evolvere in comunità di apprendimento, con sempre maggiori collegamenti con il territorio.


Insegnanti europei

La qualità degli insegnanti è riconosciuta come il più importante fattore interno alle scuole tra quelli che incidono sulle prestazioni degli studenti.
Nel 2007 i Ministri del settore hanno convenuto di rendere più attraente l'insegnamento in quanto scelta professionale, migliorare qualitativamente la formazione degli insegnanti, promuoverne lo sviluppo professionale coordinato, coerente, con risorse adeguate e di qualità assicurata.Ciò nonostante, incentivi e investimenti per la formazione permanente risultano carenti in molti Paesi.
Nell’agenda proposta dalla Commissione rientrano la formazione iniziale, il sostegno alla carriera, un maggiore efficacia nel reclutamento degli insegnanti nonché il supporto ai dirigenti d'istituto per consentire loro di concentrarsi sul miglioramento dell'apprendimento.


E adesso?

Movimento - immagine tratta da Flick'rCome sappiamo, istruzione e formazione rappresentano un ambito nel quale l’UE propone ma non impone, secondo il metodo del coordinamento aperto: la responsabilità dell’organizzazione e dei contenuti dei sistemi è quindi di competenza degli Stati membri. La Comunicazione della Commissione europea rappresenta un nuovo invito alla cooperazione, allo scambio di buone pratiche, alla condivisione di obiettivi, strategie, piani d’azione che trovano supporto da un lato nel Lifelong Learning Programme e, per le sfide chiave, nei Programmi nazionali di riforma legati alla Strategia di Lisbona.

L’anno scolastico in dimensione europea si apre con un’agenda piena di nuove sfide, un documento che fornisce molti spunti di riflessione e confronto e pone molte domande, con un occhio ai giovani, alla conoscenza, al futuro.

La parola, anzi l’azione, passa ora agli Stati membri…e in parte a tutti noi.

vale_autunno_22.jpgdi Valentina Riboldi
Agenzia nazionale per il Lifelong Learning Programme





Per approfondimenti:
Scarica la Comunicazione in pdf
COM(2008)425 -Migliorare le Competenze per il 21° secolo: un ordine del giorno per la cooperazione europea in materia scolastica
Gli altri documenti citati sono disponibili alla sezione Documenti europei del sito ScuolaEuropa2010

Immagini tratte da Flick'r con licenza cc
foto di copertina: namona,
foto n° 2 :di Aldozaldoz,
foto n° 3 di mazita