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DOMANDE FREQUENTI

Partenariati di apprendimento
Domande frequenti sui progetti per volontari senior GIVE


 

Perché i progetti possono essere solo bilaterali e non multilaterali?
Il 2009 è una fase di sperimentazione per questa nuova azione. Il volontariato senior è una novità sia per le Agenzie Nazionali Grundtvig che devono gestire questa nuova tipologia di mobilità, sia per le organizzazioni stesse che si occupano di volontariato. L’idea è quindi quella di iniziare con piccole cooperazioni bilaterali ma non è escluso che in futuro questi progetti possano diventare anche multilaterali, una volta che le procedure si saranno consolidate.

I contributi sono annuali o biennali?
I contributi sono assegnati per la durata totale del progetto che è di 2 anni. All’interno di questo periodo un massimo di 12 volontari (6+6) deve effettuare la mobilità. Il periodo di volontariato deve essere compreso tra le 3 e le 8 settimane; tali periodi possono avvenire nello stesso momento o in periodi diversi.

Perché i progetti devono necessariamente prevedere la reciprocità?
Per dare una maggiore dimensione di partenariato al progetto, piuttosto che ridurlo ad una semplice azione di mobilità. Si auspica, infatti, che i partner creino legami che vadano oltre il solo scambio di volontari attorno ad un tema specifico.

I volontari devono essere identificati già in fase di candidatura?
No. Possono essere identificati anche in un momento successivo.

Perché devono essere inviati  da 2 a 6 volontari?
Il numero minimo di 2 volontari inviati ed ospitati è dovuto al fatto che si possa avere un  impatto sulle organizzazioni coinvolte.
Il numero massimo di 6 volontari è invece un modo per limitare le dimensioni dei progetti, in termini di finanziamento,  così da offrire la possibilità a più organizzazioni di partecipare. E’ anche un modo per far sì che le grandi organizzazioni europee di volontariato non siano le uniche (o le principali)  beneficiarie dell’azione.

Il numero di volontari inviati deve essere uguale per entrambe le organizzazioni?
Non necessariamente.

Perché la durata del periodo di volontariato va da 3 a 8 settimane?
L’esperienza dimostra che un soggiorno inferiore a 3 settimane non permette al volontario di ambientarsi né di partecipare attivamente al progetto.

E’ possibile estendere il soggiorno oltre le 8 settimane?
E’ possibile estendere il soggiorno oltre le 8 settimane per consentire al maggior numero possibile di volontari di poter fare la stessa esperienza, ma il finanziamento NON può essere prolungato oltre tale periodo. Inoltre, dai feedback di (potenziali) volontari senior,  emerge che la maggior parte non gradirebbe comunque assentarsi da casa per più di 8 settimane e la durata del soggiorno preferita è di circa 1 mese.

E’ possibile far partire un numero maggiore di volontari rispetto a quanto dichiarato in fase di candidatura? Per esempio, 3 volontari piuttosto che 2 come riportato sul modulo?
È  vivamente sconsigliato. I progetti dovrebbero essere implementati secondo quanto previsto in fase di candidatura.

Che succede nel caso di invio di  un numero inferiore di volontari rispetto a quanto è stato programmato?
L’organizzazione di invio dovrà restituire all’Agenzia Nazionale una parte del contributo ricevuto, in proporzione al numero dei volontari che non partono.
A questo proposito, si distinguono due casi:
  1. l’organizzazione non è riuscita a reperire nessun volontario disposto a partire: l’organizzazione restituisce tutto il contributo previsto per la mobilità dei volontari
  2. l’organizzazione ha identificato un volontario e ha investito parte dei fondi per la sua formazione prima della partenza: l’organizzazione riceve la parte del contributo relativa ai costi per tale preparazione, ma non quella per le spese del viaggio internazionale.
L’organizzazione ospitante, invece, restituirà il contributo per ogni volontario che non ospiterà.

Che succede se un volontario si ritira durante il periodo di volontariato all’estero?
Questa ipotesi non avrà nessuna conseguenza sull’organizzazione di invio. L’Agenzia Nazionale ridurrà invece il contributo dell’organizzazione ospitante in proporzione all’effettiva durata del soggiorno del volontario. Si ricorda che queste situazioni devono essere il più possibile prevenute, preparando adeguatamente il volontario prima della partenza.

Cosa dovrebbe fare  una organizzazione che ospita i volontari per offrire un’esperienza di apprendimento di qualità?
L’organizzazione che ospita i volontari dovrebbe assicurarsi che:
  1. le attività siano in armonia con le aspettative e le reali capacità dei volontari
  2. sia messo a disposizione dei volontari un tutor in grado di garantire un supporto personale, linguistico e lavorativo 
  3. sia prevista un’appropriata pianificazione delle attività 
  4. tutto lo staff e tutti i beneficiari dell’organizzazione ospitante familiarizzino con i volontari e capiscano il senso della loro presenza
  5. venga offerto al volontario una formazione specifica
Si consiglia la lettura del documento “Tips and risources for a good project” che fornisce alle organizzazioni molti consigli e raccomandazioni in questo senso.

Questa azione è aperta anche a chi ha partenariati di apprendimento o progetti multilaterali in corso?
Sì.

I volontari hanno diritto alle vacanze?
Questo deve essere stabilito dalle organizzazioni partecipanti in accordo con i volontari, tenendo conto dei bisogni e delle necessità di entrambe le parti. Solitamente vengono concessi due giorni liberi al mese.

Qual è il ruolo dei volontari al momento della candidatura e al momento della rendicontazione?
Se i volontari sono già stati identificati nel momento in cui si  presenta la candidatura (condizione, come  già detto, non obbligatoria), questi dovrebbero essere coinvolti nell’identificazione delle loro stesse necessità e aspettative, nella definizione delle attività che andranno a svolgere e dei loro obiettivi, nella preparazione e nel follow-up del periodo di volontariato stesso e la sua integrazione nel contesto più ampio di tutto il partenariato tra le due organizzazioni.
I volontari dovrebbero inoltre essere consultati per definire tutte le questioni di tipo pratico (viaggio, soggiorno, assicurazione, eventuali problemi linguistici etc).
Al momento della rendicontazione, sarà chiesto ai volontari di riempire una sezione del modulo di rendicontazione.

In quale lingua deve essere compilata la candidatura?
Nella lingua di lavoro del progetto che deve comunque essere una delle lingue ufficiali dell’Unione Europea. L’Agenzia LLP Italia, non richiede traduzione in italiano.

Perché i costi di soggiorno sono pagati completamente all’organizzazione ospitante piuttosto che all’organizzazione che invia i volontari o al volontario stesso?
Bisogna assicurare che i partecipanti non ci rimettano o che siano lasciati senza soldi, l’organizzazione ospitante non dovrebbe trarne profitto!

L’esperienza dimostra che le organizzazioni che operano con volontari spesso provvedono al vitto e all’alloggio attraverso le loro strutture (per esempio un istituto per anziani o per disabili fornirà una camera; un comune fornirà buoni pasto per le mense della città) o attraverso mezzi informali. È quindi molto più semplice fornire i soldi all’organizzazione ospitante che curerà tutti gli aspetti pratici del soggiorno dei volontari.

La reciprocità dei progetti dovrebbe facilitare una gestione onesta del contributo ed evitare lo sfruttamento dei volontari.

Le tariffe giornaliere sono le stesse per entrambe le AN partecipanti al progetto bilaterale?
No, i costi di soggiorno (basati su tariffe settimanali) sono collegate al costo della vita del paese ospitante. Le tariffe massime sono state stabilite ad un livello europeo per ogni paese (per tutte le azioni di mobilità);  le Agenzie Nazionali sono tenute a impostare i livelli dei contributi nazionali e pubblicarli nel proprio sito web.