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LLP
Monitorare per integrare. L'esperienza delle Marche


Il secondo incontro Porte Aperte LLP 2009 si è svolto con il duplice obiettivo: presentare le nuove opportunità per le Call, ma anche diffondere le risposte delle istituzioni marchigiane al primo biennio di vita del programma. I rappresentanti del mondo politico hanno assistito con grande interesse ai percorsi Comenius e Grundtvig elaborati, sostenendo l’importanza della compartecipazione e della coesione in termini di sussidiarietà orizzontale e verticale: forte il senso dell’innovazione nell’attuale quadro “costituente” della scuola, in seno alle trasformazioni dell’articolo V della Costituzione.
 

Uno degli aspetti più innovativi del Programma LLP risiede nella messa in rilievo del processo di monitoraggio, al fine di valorizzare i progetti sovvenzionati attraverso la disseminazione dei risultati, fonte di vera sussidiarietà sostenibile.

Nel settennio 2007-2013 il ciclo di vita del progetto passa da un percorso delle attività di tipo sequenziale - che caratterizzava il programma Socrates nel quale il progetto si sviluppava dalla fase di implementazione alla fase finale circoscritta nel piano della sovvenzione - ad un percorso reticolare, per aprirsi cioè a una rete sempre più fitta di beneficiari, a una sempre più ampia integrazione di circuiti che inglobino l’istituzione promotrice del progetto nel contesto territoriale. In questo senso il sottoprogramma Comenius valorizza la scuola come agente del cambiamento, in termini di modificazioni comportamentali, di sviluppo culturale e di potenziamento dei processi di apprendimento, focalizzando sul senso nuovo dell’organizzazione scolastica, non più intesa come struttura, ma come network, come sistema aperto e interattivo con la realtà extrascolastica.

La ricerca-azione condotta nel primo biennio di vita dei progetti di partenariato Comenius e Grundtvig nelle Marche è stata orientata verso questa emergente necessità di integrazione, pur nel riconoscimento dell’importanza della differenziazione, che è anche rispetto delle competenze (e non solo delle vocazioni) di ciascuno.

Il monitoraggio dei progetti di partenariato 2007-2009 ha fatto emergere da parte delle scuole il desiderio di poter interloquire maggiormente con il territorio e quindi con gli enti locali, al fine di migliorare le politiche dell’istruzione e della formazione, lavorando insieme, confrontandosi, e, di conseguenza, cercando di porre rimedio alla ferita di cui soffre la scuola italiana, quella, cioè, della schisi tra gli aspetti teorici e quelli pragmatici.

Partendo da questo preciso bisogno manifestato dalle scuole, il seminario Porte Aperte 2009 è stato organizzato nella sala Raffaello della Regione Marche, la “casa” della scuola. L’evento, accolto con grande sensibilità ed apertura da parte dei rappresentanti degli enti locali, ha visto la partecipazione dell’Assessore Regionale all’istruzione Stefania Benatti, della Presidente della prima Commissione Consiliare Adriana Mollaroli, del consigliere Cesare Procaccini e degli staff degli uffici Stampa e Comunicazione sia della Giunta, sia del Consiglio.


L’Assessore Benatti ha dato avvio ai lavori manifestando il suo interesse nei confronti dei progetti delle scuole e chiedendo maggiore impegno ai soggetti coinvolti: "Siamo di fronte ad una fase che si potrebbe definire costituente per il sistema scolastico, paragonabile come impatto per il territorio regionale a quello che sono state la riforma e la riorganizzazione del Servizio Sanitario. Per questo il mio obiettivo è la partecipazione di tutti gli attori - dai Sindaci ai docenti, dai sindacati alle famiglie - per un supporto di competenza e conoscenza delle realtà territoriali che porti all'elaborazione di un Piano di dimensionamento e a una riorganizzazione che non sia calata dall'alto, ma rispecchi le esigenze educative e il diritto alla conoscenza degli alunni, il mantenimento degli standard qualitativi e quantitativi del nostri sistema scolastico e il diritto al lavoro dei docenti, dirigenti e operatori scolastici.”

"Negli incontri a Roma con i colleghi delle Regioni - ha proseguito Stefania Benatti - ho potuto constatare quale fermento vi sia e quali sfide attendono la Scuola: dall'approvazione dei regolamenti per il dimensionamento alla effettiva applicazione della riforma del Titolo V della Costituzione. Una rivoluzione copernicana che dovremo affrontare insieme, grazie anche alla forte consapevolezza del cambiamento che ho già potuto constatare negli Enti locali, nelle parti sociali e nel mondo scolastico."

In questa dignitosa cornice sono stati incastonati i lavori delle scuole, con l’obiettivo di divulgare lo spessore delle attività effettuate nell’ambito dei partenariati: è stata infatti presentata una sintesi del monitoraggio delle esperienze marchigiane attuate nel primo biennio di vita del Programma LLP.

Un’analisi pluriangolare, in quanto risultato di un processo di monitoraggio svolto online, in situ e durante il seminario regionale dedicato (Ancona 29 settembre 2008), che ha permesso di far conoscere a tutti i partecipanti provenienti da ambiti diversi (istituzioni scolastiche, Associazioni sindacali, Onlus, Istituti di riabilitazione, Società cooperative ecc.) le attività effettuate dalle scuole, di evidenziarne le buone pratiche condivisibili da tutti, nonché gli aspetti di criticità, al fine di migliorare, di facilitare, di affinare le azioni future [NdR cfr. anche il Quaderno LLP "Monitoraggio e qualità della cooperazione europea in Italia Partenariati Comenius e Grundtvig 2007-2009" con l'analisi dei risultati del Monitoraggio].

Il panorama marchigiano ha accolto gli input di LLP e, tra le migliori pratiche, si erge la maturata consapevolezza della necessità di integrare il progetto nel POF: il progetto di partenariato è stato infatti riconosciuto all’unanimità essere il cuore pulsante del curricolo, in quanto chiave di un apprendimento esperienzale che si costruisce attraverso lo scambio e l’attivazione della sfera cognitivo-emozionale, a differenza del freddo insegnamento nozionistico, ormai anacronistico nell’era attuale. Questa consapevolezza comporta tutta una serie di scosse che sconvolgono la fissa burocraticità dell’organizzazione scolastica, necessitando di figure collegiali, aperte alla relazione e all’insegnamento-apprendimento delle discipline in senso epistemologico.

Nel mosaico dell’innovazione metodologico-didattica si radica anche la concezione delle lingue straniere e delle Tic non più nel loro aspetto meramente disciplinare, bensì come strumenti trasversali di diffusione di vari saperi. Nei progetti di partenariato bilaterale, ma anche in quelli multilaterali, è forte, nella metà dei casi contemplati dall’indagine di monitoraggio, la focalizzazione sul plurilinguismo, con relativa sensibilizzazione alla equa dignità di altre lingue comunitarie, come il francese, lo spagnolo, il tedesco e l’italiano, oltre all’inglese. Nell’anno 2008 nelle Marche sono stati premiati tre progetti con il Label europeo delle lingue nell’ambito dell’istruzione.

Durante il seminario Porte Aperte 2009 è stata evidenziata anche la necessità, per avvicinarsi agli obiettivi della Strategia di Lisbona (da cui l'Italia è ancora troppo lontana), di promuovere maggiori azioni di apprendimento linguistico anche per gli adulti.

Dai lavori della giornata sono emersi inoltre dei consigli per orientare le future implementazioni marchigiane dei progetti: cercare di proporsi come coordinatori, partendo da bisogni rilevati presso le propri realtà scolastiche o istituzionali, cercare di orientare la ricerca anche verso l’ambito scientifico-matematico, poco sfruttato nelle esperienze regionali, cercare di promuovere l’innovazione e la creatività in tutti gli ambiti per rispondere alla priorità dell’Anno europeo 2009, progettare la disseminazione di tutte le attività itineranti del progetto e non solo i risultati finali.

La referente regionale del programma LLP, ringraziando la Regione Marche per la disponibilità ad approfondire queste tematiche, ha inoltre richiamato l'esigenza di un confronto più frequente con gli Enti locali, nell'ottica di valorizzare, attraverso le attività scolastiche, le peculiarità dei territori, incrementando così la valorizzazione della dimensione europea della cittadinanza.

Poeta1.jpgdi Anna Maria Poeta, referente regionale programma LLP
Agenzia nazionale per l'Autonomia scolastica, Nucleo Regionale Marche