IN AZIONE
EUROV - Collaborative design of a EUropean ROver è il titolo di un partenariato Comenius multilaterale biennale presentato dal l'ITIS “Antonio Monaco” di Cosenza con la partecipazione di sei ‘team’ di studenti e docenti appartenenti a altrettante scuole in Francia, Germania, Spagna, Polonia, Portogallo. Lo scopo del progetto è stato progettare e costruire sei robot rover, distribuiti in ciascuna delle scuole e controllabili sia in locale, dalla propria scuola, che dalle altre scuole, in remoto, tramite Internet. L’impegno, il lavoro, i risultati e l’entusiasmo di tutti i soggetti coinvolti hanno trasformato un’idea ambiziosa in un progetto riuscito e i riconoscimenti sono arrivati di conseguenza: primo classificato, nel 2008, nella selezione di progetti svolti dai licei Francesi e organizzata dal CNES (Centro Nazionale Studi Spaziali), E-Quality Label LLP in Italia, Francia, Germania fino alla presentazione come buona pratica nell’ambito della Conferenza LLP “Sogna l’Europa – declinazioni creative di apprendimento permanente” per il suo alto contenuto di creatività e innovazione tecnologica.
(Se non visualizzi l'intervento del prof. Remo Scavello clicca qui)
I robot alla scoperta del Pianeta Scuola
Parlare di robot evoca scenari futuribili, centri di ricerca avanzata e grandi impegni finanziari, apparentemente lontani anni luce dai piccoli contributi dati ai Partnariati Comenius. In questo senso EUROV è in controtendenza: con un uso virtuoso dei fondi europei il partenariato ha realizzato prototipi altamente sofisticati dal punto di vista tecnologico. Ma cos'è un rover?“I rover sono piccoli veicoli autonomi – spiega Remo Scavello, insegnante e rappresentante del progetto in Italia - capaci di eseguire missioni esplorative in un ambiente irraggiungibile o sconosciuto all’uomo. Sono maggiormente conosciuti per le missioni su Marte. La ‘missione’ di EUROV è quella di permettere, dalla propria postazione nella propria scuola, ‘esplorazioni’ in ognuna delle altre scuole partecipanti, manovrando il relativo rover a muoversi negli spazi accessibili. Ogni rover, infatti, è dotato di strumentazione per trasmettere video, audio e altri dati ambientali (temperatura, posizione, eventuali ostacoli)”.
Come funziona il robot EUROV
Le conoscenze tecnologiche (informatiche, meccaniche, elettroniche, ecc.)apprese negli istituti che hanno preso parte al partenariato sono risultate utili e preziose per la riuscita di un progetto ad altro tasso di innovazione.
“Un server (Data Socket Server), collocato nell’ITIS di Cosenza, - spiega il professore -svolge le funzioni di ‘bacheca’ di segnalazione. Ogni scuola, all’accensione del proprio sistema, pubblica su tale server, rendendoli così noti a tutti, i dati necessari per la connessione: indirizzi Internet, parametri di connessione, disponibilità a essere controllati, password ecc. Così ogni partner può, in tempo reale, vedere quali altri rover lontani sono in un certo momento attivati e disponibili e controllabili a distanza”.
I rapporti fra i Pianeta Scuola
La presenza di molti istituti partecipanti nello stesso progetto, come nel caso di EUROV, richiede capacità organizzative e di coordinamento rilevanti per non correre il rischio di dispersione e mancato raggiungimento degli obiettivi. Cosa fare affinché la partnership funzioni? “L’attenta considerazione del bagaglio di competenze di ogni scuola – afferma Scavello - dei rispettivi curricoli didattici oltre che delle reali ‘vocazioni’ e anche delle organizzazioni interne, ha dato la possibilità di definire con precisione i vari aspetti tecnologici del sistema da realizzare e, quindi, di assegnare ad ogni istituto un adeguato compito di lavoro con alte garanzie di rispetto degli impegni concordati e dei tempi programmati”.
I lavori in classe e gli incontri di progetto
Alcuni partenariati europei presentano scopi e risultati interessanti ma del tutto avulsi dal lavoro quotidiano di insegnanti e studenti. Non è il caso di EUROV, che invece ha integrato il progetto nella normale attività in classe, coinvolgendo un gran numero di studenti e docenti. “I meeting di lavoro, - prosegue Scavello - sono stati utilizzati per l’assemblaggio ed il test dei vari componenti (meccanici, elettronici, telematici) prodotti. Il lavoro vero e proprio, però, è stato svolto all’interno delle attività didattiche nei singoli istituti e nei periodi tra i meeting." Un altro elemento ha garantito il buon funzionamento del progetto ed il rispetto degli impegni presi fra i partner. "L’efficacia della fase preparatoria – prosegue Scavello - è stata confermata dal fatto che, già prima della fine del tempo disponibile, il sistema era quasi completamente funzionante. Nel mese di Aprile 2008 è stata effettuata una conferenza dimostrativa presso l’Università della Calabria, durante la quale un rover è stato movimentato in remoto dagli allievi della scuola tedesca in Essen”.
L’uso esteso delle TIC, ça va sans dire, è stato alla base di tutte le comunicazioni fra i partner per lo scambio di informazioni e materiali di lavoro.
“Molto efficace è stato uno spazio collaborativo (www.mayeticvillage.com/eurov) - aggiunge il professore - utilizzato come una bacheca a disposizione delle sei scuole per pubblicare e scambiare in inglese schemi, opinioni, materiali multimediali e quant’altro. Inoltre è stato realizzato un glossario in otto lingue (Inglese, Francese, Italiano, Polacco, Tedesco, Portoghese, Catalano, Spagnolo) sulle varie tecnologie utilizzate”.
Risultati, valore aggiunto e sostenibilità nel tempo
Ma cosa resta alla conclusione di un progetto così complesso e ad alto tasso di tecnologia? “ EUROV – conclude Scavello - ha promosso il ‘know-how’ degli studenti e le loro capacità di lavorare in gruppo, in collaborazione tra loro e con i docenti. Ha favorito il contatto tra giovani europei appartenenti a differenti realtà scolastiche, tecnologiche e culturali. Ha dato loro forti motivazioni verso gli studi tecnici e scientifici, facendoli diventare ‘protagonisti’ nell’uso delle tecnologie, dando di queste spesso una visione nuova (si pensi a come è stato utilizzato il web) e creativa". L'impressione finale è di un lavoro che è andato ben oltre la normale durata dell'attività, permettendo una reale sostenibilità nel tempo. "Infatti - conclude Scavello - EUROV è un esempio di progettualità concreta che spesso è difficile da trovare nei normali percorsi didattici degli istituti tecnici e che ha reso disponibile un sistema tecnologico suscettibile di essere aggiornato in accordo all’evoluzione delle tecnologie impiegate e di rappresentare un continuo ‘caso’ di studio anche per le classi che si succederanno negli anni”.
Per info dettegliate sul progetto: www.eurov.org
Guarda la galleria con tutti gli interventi, le presentazioni e le performace realizzate durante la Conferenza "Sogna l'Europa".
a cura di Elena Maddalena
Unità Comunicazione
Agenzia LLP







