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L’ apprendimento delle lingue attraverso la radio e il progetto Lalera Toi: un'antica innovazione

Un corso di lingua da fruire tanto durante il tempo lavorativo che fuori, che non necessita di spostamenti, che non richiede un’alfabetizzazione digitale e specificamente indirizzato alle lavoratrici nel campo dell’assistenza domiciliare. Il progetto Lalera è un esempio di come, attraverso uno strumento ad alta diffusione e accessibilità come la radio, sia possibile attuare interventi di formazione linguistica e inclusione sociale.
 
Obiettivo del progetto La.Le.Ra è la produzione di materiali, approcci e metodi di apprendimento innovativi attraverso la radiofonia per lo sviluppo delle competenze di lingua italiana delle assistenti familiari rumene in procinto di partire dalla Romania o già al lavoro in Italia. Il progetto La.Le.Ra. TOI (Language Learning by Radio - Transfer of Innovation) si propone di trasferire in Spagna e adottare stabilmente in Italia e Romania il corso di formazione linguistica-professionale elaborato nell’esperienza di La.Le.Ra. Paola Berbeglia, responsabile del progetto e del settore formazione CIES, spiega questo nuovo percorso di insegnamento e apprendimento delle lingue.

"A metà degli anni 90 il Cies, Centro Informazione Educazione allo Sviluppo, iniziò a proporre progetti  che attraverso la radio  potessero esercitare una funzione di accoglienza ed integrazione e promozione di temi cari al sociale.
Allora come oggi, l’Unione Europea, (Direzione dell’Aiuto e della Cooperazione Internazionale), sensibile al tema, finanziò un progetto denominato Radio Tierra. Un mezzo di comunicazione di massa al servizio dello sviluppo e del consolidamento democratico.
Radio Tierra era la prima emittente latino americana che si proponeva di sviluppare  processi democratici e di promozione di genere. In quel progetto del Cile dopo Pinochet , in cui militari ed Opus Dei  avevano ancora moltissimo potere,  ed era a rischio il diritto all’informazione ed alle libertà di espressione , la radio voleva essere  indipendente dagli interessi dei partiti  e del mercato e voleva operare a favore dei diritti umani, occupandosi ad esempio  di desaparecidos, emettendo notiziari due volte al giorno per cinque giorni a settimana, sulla base del lavoro di una vera redazione composta da tre giornalisti.

Il Cies nel tempo ha realizzato altri progetti di sostegno alle popolazioni impiegando la radio comunitaria. Ad esempio ha contribuito a creare il tessuto della società civile a Villa El Salvador, una città edificata su una zona desertica alla periferia di Lima, in Perù, dove adesso esistono circuiti di turismo solidale, associazioni di cultura e spettacolo, servizi educativi e all’infanzia, tutti promossi in qualche modo anche attraverso la radio comunitaria.

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La.Le.Ra: Language Learning by Radio

L’ultima esperienza in termini di tempo è quella di LALERA (Language Learning by Radio).  Il progetto è stato inizialmente cofinanziato dal Programma Leonardo da Vinci nel 2005.
L'idea di utilizzare la radio come strumento di formazione linguistica in questo caso  nasce da varie considerazioni:
1) la radio viene ascoltata da un pubblico molto vario, non necessariamente alfabetizzato; ultimamente si sta diffondendo la pratica dell’ascolto delle emittenti radio del proprio Paese via satellite;
2) la radio può essere ascoltata anche in orario di lavoro, da casa, in viaggio, attraverso il cellulare.;
3) il contatto che si crea tramite la voce umana è forte e più vincolante della lettura di una dispensa didattica;
4)
la radio è una tecnologia molto accessibile,  richiede pochissimo investimento da parte dell'utente, è trasportabile ovunque.
Rispetto alla modalità e alle caratteristiche dell’erogazione dei corsi di lingua via radio va tenuto conto che se è vero che in alcune sedi si vanno studiando percorsi di formazione professionale che prevedono anche moduli per l’apprendimento della lingua del paese d’accoglienza come L2, poter intraprendere un percorso formativo specifico sulla lingua concreta di cui avrà bisogno nel proprio lavoro,  già prima della partenza e poi continuare a seguirlo nel paese ospite, diventa un formidabile strumento di inserimento.
Inoltre se la formazione linguistica dei lavoratori in azienda (a cura della stessa azienda), è possibile, la formazione linguistica dei lavoratori autonomi, e in particolare delle lavoratrici donne, è resa ovviamente complessa da varie difficoltà (spostamento,  interruzione del lavoro, orari serali dei corsi). Di qui l'idea di un corso di lingua da fruire sia durante il tempo lavorativo sia fuori, che non necessita di spostamenti, che non richiede un’alfabetizzazione digitale. Più specificamente per quanto riguarda il target delle assistenti familiari  per l’accesso al corso  non è stata richiesta alcuna conoscenza specifica dell’italiano, cosa che avviene di solito nell’accesso ai corsi di formazione professionale per badanti.

Il modello didattico e il target di riferimento
Il modello didattico ha preso le mosse dalla ricerca di una soluzione compatibile con i due limiti principali imposti dal mezzo radiofonico: l’impossibilità di conoscere/vedere il destinatario del messaggio e l’impossibilità di lavorare su testi che non siano orali. La radio è un potentissimo mezzo di diffusione di input linguistico; suoni, parole, vari tipi di parlato (da quello più formale di un notiziario a quello più informale rappresentato dal parlato dei conduttori, fino anche alle forme dialettali e sub standard di alcune trasmissioni con interventi del pubblico da casa) sono, in questo canale, tutti ampiamente presenti.
Tenendo conto delle caratteristiche del mezzo è stato definito e applicato un modello didattico che potesse raccogliere la sfida iniziale: ideare un percorso di apprendimento legato a soli mezzi ad alta diffusione e basso impiego tecnologico.
I differenti pubblici di riferimento (assistenti familiari in procinto di partire dalla Romania, e assistenti familiari già al lavoro qui in Italia) ed i differenti ambienti dove l’apprendimento si svolge (ambiente molto ricco dal punto di vista dell’input in lingua italiana per le assistenti familiari già in Italia e input ridotto invece per quelle ancora in Romania) hanno imposto alcune differenziazioni nella realizzazione concreta del ciclo di trasmissioni. In particolare, il ciclo di trasmissioni romene si colloca ad uno stadio di acquisizione della lingua italiana antecedente rispetto a quella italiana. Ciò nonostante, le iniziative italiana e romena condividono le scelte di fondo del modello didattico e l’ipotesi metodologica. La particolare fisionomia del destinatario, le assistenti familiari impiegate in mansioni varie e diversificate tra loro, che lavorano a casa del datore di lavoro e sul luogo di lavoro trascorrono anche larga parte del tempo eccedente il vero e proprio orario, ha indotto a prevedere per la realizzazione del modello didattico almeno tre modalità di fruizione: l’ascolto semplice, l’ascolto concentrato e l’ascolto ripetuto.

Dal punto di vista delle scelte glottodidattiche, il modello è concepito sugli orientamenti della didattica cooperativa centrata sull’apprendente. Per questo motivo la ricostruzione di senso e significato proposta nelle attività realizzate in trasmissione avviene con la cooperazione dell’ascoltatore – parlante - apprendente. Egli, cioè, diventa una parte attiva del processo di formazione linguistica guidato e coordinato, ma non imposto “dall’alto”.
Quanto alla presentazione delle strutture e degli usi della lingua italiana, è stato fatto riferimento al cosiddetto approccio lessicale, attribuendo grande importanza al livello lessicale della competenza linguistica che è visto come perno centrale dello strutturarsi dei restanti livelli di competenza.

Contenuti linguistici e culturali
Dal punto di vista delle strutture selezionate per essere introdotte in trasmissione ed inserite nel circuito formativo di La.Le.Ra. è stato dato rilievo ai seguenti criteri per i contenuti linguistici :
  • alta diffusione nell’uso tra i parlanti di lingua italiana;
  • pertinenza con le esigenze linguistiche del pubblico di riferimento di La.Le.Ra.;
  • contrasto di forme di possibili interferenze tra italiano e rumeno;
  • contrasto dell’insorgenza di forme di fossilizzazione.
I contenuti culturali, invece, sono stati selezionati secondo una sequenza che va dai bisogni legati alla professione a quelli più personali di soddisfazione dei propri interessi e all’inclusione sociale."


di Paola Berbeglia
CIES, Centro Informazione Educazione allo Sviluppo




Guarda il video con l'intervento di Paola Berbeglia nell'ambito della conferenza "Sogna l'Europa. Declinazioni creative di apprendimento permanente" organizzata dalle Agenzie LLP in collaborazione con Ansas e Isfol.

Scarica la presentazione del progetto Lalera.

 

sogna_create09.gifGuarda la galleria con tutti gli interventi, le presentazioni e le performace realizzate durante la Conferenza "Sogna l'Europa".