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IN AZIONE

Erasmus
Erasmus: Top of the Top!


Grazie al Consorzio TUCEP (e grazie ad Erasmus) gli studenti hanno la possibilità di svolgere un placement presso importanti centri di ricerca in Europa. Tra questi Veronica che, insieme al suo tutor, ci presenta la sua esperienza presso il Karolinska Institutet di Stoccolma, una delle più importanti istituzioni di istruzione universitaria al mondo nel campo medico
 
Nato con lo scopo di dare agli studenti una formazione scientifica ed applicativa che permetta loro di inserirsi rapidamente nel mondo del lavoro, il Consorzio TUCEP (Tiber Umbria Comett Education Programme) ha attivato tirocini in Europa nel settore tecnico-scientifico. Gli studenti delle 13 Università partner del Consorzio che frequentano corsi in Biotecnologie, Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Agraria e i corsi relativi alle scienze sociali, hanno la possibilità di svolgere un placement Erasmus presso istituti di ricerca e presso imprese che investono in ricerca e sperimentazione nell’ambito delle nuove tecnologie ed in particolare delle bio e nano tecnologie.

Veronica Delogu segue il corso di laurea Job Creation Oriented Biotechnology, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia e tramite il Tucep ha avuto la possibilità di svolgere un tirocinio presso il Karolinska stoccolma.jpgInstitutet di Stoccolma, una delle più importanti istituzioni di istruzione universitaria al mondo nel campo medico (un comitato dell'istituto seleziona ogni anno i vincitori del Premio Nobel per la medicina!).

Ad accoglierla il Professore Yihai Cao che le ha fatto da tutor durante la sua attività lavorativa presso l’Istituto.

Entrambi soddisfatti ed entusiasti dell’esperienza si sono resi subito disponibili a condividerla con noi.

Come vi siete incontrati?
V: Io ho trovato il laboratorio tramite la ricerca internet dei migliori centri di ricerca riguardanti il campo che a me interessava in modo particolare (angiogenesi e cura del cancro).
Y: L’ho accolta nel mio laboratorio, una volta valutato il suo curriculum.

Avete trovato difficoltà nell'inserimento nell'attività di placement?
V: La ricerca non è  mai facile: il più delle volte è necessario avere almeno un minimo di referenze (il cosiddetto background) e sulle tante e-mail scritte pochissime ricevono una risposta, che poi solo raramente è positiva. La situazione migliora comunque man mano che il Curriculum dello studente si arricchisce di esperienze formative e lavorative.
Y: No, non ho incontrato nessun problema né nell’integrazione del lavoro di Veronica, né nella gestione del placement in sé.
 
Quanto studiato all'università ha trovato facile applicazione nell'attività di placement?
V: Dipende dall' ambito di ricerca su cui lo studente stesso si orienta.
Io ad esempio, nonostante abbia una formazione improntata sulle biotecnologie, mi sono trovata per due anni successivi a lavorare rispettivamente nell' ambito della biologia molecolare e genetica e della ricerca sul cancro. Questo perché é stato ciò che ho cercato.
Y: L’area di lavoro sulla quale si è concentrata Veronica e gli studi da lei portati avanti si sono rivelati utili sia per lei che per l’Istituto, con una ricaduta molto positiva su alcuni dei nostri  progetti in corso.
 
Qual è, a vostro parere, il valore aggiunto del placement svolto in un'impresa estera?
V: Questa possibilità é decisamente stata un ottimo gradino sulla scala della mia formazione, perché il centro di ricerca che mi ha ospitata é il migliore d' Europa e questo significa molte cose: grande professionalità, pressione costante che ti costringe a tirare fuori il meglio di te, stimoli continui e un arricchimento non indifferente del Curriculum lavorativo.
Y: Con la mobilità per placement si può fare una selezione delle migliori università e centri di ricerca dove i propri studenti possano acquisire competenze e arricchire la propria esperienza stando a contatto con i migliori scienziati.

L'esperienza vissuta ha soddisfatto le aspettative?
V: L' esperienza è  stata anche oltre le mie aspettative!
Io non mi sarei mai aspettata che un laboratorio della portata di quello per cui ho lavorato avrebbe mai dato una tale disponibilità di crescita e di lavoro come invece é stata data a me. Dover curare un intero progetto e seguire anche parte di un altro, stilare la mia relazione finale, avere la possibilità  di presentare i miei risultati al resto del team....insomma, una grande scuola di vita!
Y: Decisamente si

Questo tipo di collaborazione può generare/ o ha generato prospettive di lavoro per il futuro?
V: Il mio supervisor è rimasto molto colpito dall' impegno e dai risultati, quindi diciamo che una bella porta si é aperta, anche se magari può essere costata un pò di stress e un paio di notti in laboratorio! Ma, tutto sommato, ne è valsa la pena!
Y: Questo tipo di  cooperazione ha aperto nuove opportunità di carriera per futuri dottorati di ricerca. 


Grazie ad entrambi ed in bocca al lupo Veronica!
 

A cura di Simona Aceto e Luisella Silvestri