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racconto
Accademia Estiva a Rimini luglio 2006
Accademia Estiva a Berlino luglio 2007

Dall’esperienza del vuoto all’esperienza della creatività

La CREATIVITA’ è in stretta correlazione con il DESIDERIO. Essa è infatti un prodotto del desiderio, è il suo frutto.

La creatività, essendo surplus di intelligenza, esiste solo in quanto alimentata e orientata dal desiderio. E credo che possa e debba essere insegnata.

Le città in cui viviamo sono amorfe, piatte, vuote di desiderio e pigre (come Rimini per esempio) poiché il loro genius loci è stato sostituito, mistificato e sotterrato da altro. Lo spazio destinato-al-desiderio (lo spazio di transizione, il vuoto fra noi e il mondo delle idee) e quindi lo spazio destinato alla creatività, all’incontro con l’Altro, è stato riempito e concesso in uso ad altro.

In un luogo come Rimini dove quasi tutto è preconfezionato, preordinato e organizzato in dimensione prettamente turistica, si respira anche noia e disincanto. Il divertimento, la corsa al consumismo del piacere, l’esasperata industria dell’ospitalità, hanno fatto sì che la città rinunciasse all’incontro con se stessa, con i propri cittadini, con le proprie parti vitali e creative.

I più inquieti non si rassegnano e “scavano” ogni giorno per cercare nel contesto, e in loro stessi, tracce di desiderio e le molle che lo alimentano, per poter vivere la città da protagonisti e non da ospiti o fantasmi.

I più sensibili avvertono lo straniamento e non si riconoscono nella città divenuta un “non luogo” (utopico?) che vive esaudendo desideri artificiali e non permette agli altri l’incontro e la comunicazione. C’è una analogia fra Rimini e Berlino, poiché le due le città portano addosso profonde ferite (quelle inferte dalla guerra, dal nazismo, dalla costruzione del muro e dalla cementificazione) ferite che entrambe hanno cercato di esorcizzare o di curare. Le due le città hanno risposto con una reazione quasi parossistica a quelle ferite.

La prima costruendosi una nuova identità di città turistico-balneare, investendo tutte le sue forze creative in queste attività e poi dimenticandosi di se stessa e della sua vera anima. La seconda rimarginandosi e ricostruendosi ossessivamente, tentando di cancellare invano le tracce dolorose di un passato recente, illudendosi di riempire così il vuoto delle ferite. La prima ha mutato la sua identità, la seconda la sta ancora cercando. La tematica del “vuoto” le accomuna, un vuoto che è contemporaneamente dimensione individuale e sociale, ma che cerca instancabilmente nuovi modi più vitali per essere riempito.

Rimini e Berlino, due città diverse ma unite nelle radici dell'esperienza del vuoto, si sono spinte oltre le proprie analogie. Inconsapevolmente si sono incontrate per confrontare le proprie ferite, perché oltre all’autoriflessione, utile è la ri-flessione.

Ne è nata una settimana di happening, di vivere creativo (che poi è semplicemente vivere) fatto di incontri, cultura, amicizia, bellezza. Lo “spazio destinato desiderio” è stato riempito da idee e vitalità.

titolo Dall'esperienza del vuoto all'esperienza della creatività autore Isa Gerlini telefono +39 0541 28 568 e-mail gerlinisa{at}katamail.com comune Rimini istituzione di appartenenza Università Aperta tipologia Workshop codice attività Partenariati di apprendimento data inserimento 02/07/2010






 
 
 
 
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