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Ospitare alunni stranieri: consigli per le scuole

Durante gli incontri di formazione organizzati nell’ambito della Mobilità individuale degli alunni Comenius per gli anni scolastici 2010/2011 e 2011/2012, i mentori delle scuole ospitanti hanno partecipato a lavori di gruppo coordinati dal MIUR.
Durante queste sessioni i docenti si sono confrontati su alcune criticità emerse nella gestione della Mobilità individuale degli alunni Comenius cercando di individuare delle possibili soluzioni.

Abbiamo raccolto queste soluzioni, raggruppandole per argomenti, pensando che potrebbero essere utili per iniziare una nuova Mobilità.


Predisposizione culturale dell'Istituto verso la Mobilità degli alunni
Selezione e gestione delle famiglie ospitanti
Accoglienza e permanenza dell'alunno presso la famiglia
La preparazione linguistica
Coinvolgere i docenti della scuola
L'inserimento dell'alunno straniero nelle classi
Alcuni suggerimenti per la valutazione
Una corretta gestione finanziaria
Il tempo libero e il processo d'integrazione degli alunni stranieri
Gestire eventuali difficoltà di socializzazione
Gestire l'eventuale nostalgia di casa

Come facilitare la predisposizione “culturale” dell’istituzione scolastica verso la mobilità individuale degli alunni in ingresso e in uscita, cosicché quest’ultima possa diventare un elemento distintivo e radicato della propria Offerta Formativa?
L’esito finale e naturale di questo processo è rappresentato dall’inserimento del progetto di mobilità nel POF. Spesso tale processo è rallentato e ostacolato dai seguenti elementi di criticità: esiguità di informazione della normativa, disorganicità tra contenuti del POF e contesto, mancata condivisione del contenuto del progetto mobilità, resistenza al cambiamento, sottovalutazione della dimensione formativa

Selezione e gestione delle famiglie ospitanti
  • Settembre - creazione di un data base con le possibili famiglie ospitanti
  • Marzo - riunione aperta alle possibili famiglie ospitanti per illustrare il bando per la selezione delle famiglie
  • Redazione pubblicazione di un bando di selezione delle famiglie
  • Selezione accurata della famiglia ospitante
    E' fondamentale far capire alle famiglie ospitanti che possono sorgere delle incomprensioni causate dall’incontro di due modi diversi di agire/pensare.

Favorire l'accoglienza e una serena permanenza dell'alunno straniero nella famiglia ospitante
  • Cercare di conoscere l’alunno ospitato prima del suo arrivo attraverso la docente di contatto: conoscere il carattere, le aspettative per il futuro, la famiglia di provenienza per effettuare un abbinamento il più idoneo possibile. E’ importante conoscere le loro aspettative sulla famiglia ospitante.
  • Incoraggiare i contatti tra famiglia e alunno prima dell’inizio della mobilità.
  • Rendere consapevole la famiglia ospitante che potrebbe sorgere gelosia del figlio naturale nei confronti del “figlio adottivo”
  • Stabilire regole chiare: l’alunno non è ospite ma un membro della famiglia
  • Limitare l’uso del computer e del cellulare durante le ore passate in famiglia
  • Non lasciare sola la famiglia ospitante
  • E’ importante che la scuola collabori per l’organizzazione del tempo libero dell’alunno straniero per sollevare il carico di lavoro della famiglia ospitante.
  • Essere consapevoli che può esserci competitività fra famiglie ospitanti
  • In caso di problemi di incomprensioni insanabili, extrema ratio: cambiare famiglia

Gestire la preparazione linguistica degli alunni stranieri in arrivo
  • Inserire l’alunno in un corso idoneo di Italiano L2 (in orario scolastico)
  • Cercare coetanei disponibili a fare conversazione (tandem)
  • Privilegiare nel piano di studio le lingue straniere
  • Sensibilizzare i docenti delle varie discipline ad un’esposizione chiara e scandita in italiano per facilitare l’acquisizione dei contenuti e per contribuire all’apprendimento dell’italiano da parte degli studenti stranieri
Coinvolgere i docenti della scuola
  • Far presente ai colleghi che l’arrivo di un nuovo alunno comporterà del lavoro aggiuntivo.
  • Spiegare come l’impatto diretto con l’alunno straniero è solitamente positivo e stimolante
  • Il mentore dev’essere sempre disponibile ad ascoltare i colleghi, e partecipare ai Consigli di classe che coinvolgono l’alunno straniero
  • Non tutti i docenti della scuola sono in grado di parlare una lingua straniera:organizzazione di corsi di lingua per docenti al fine di motivarli
  • Organizzare un sondaggio per individuare i docenti in grado di esprimersi in lingua straniera e in base ai risultati inserire gli alunni nelle loro classi
  • Organizzare corsi di aggiornamento CLIL
  • Inserire il progetto di Mobilità individuale degli alunni Comenius nel POF e nella programmazione dei Consigli di Classe nell’ottica di una didattica in chiave europea.
  • Il mentore interviene nel Collegio e predispone l’arrivo dell’alunno nei Consigli di classe.
  • Convocare e preparare il Consiglio di Classe con congruo anticipo (è fondamentale la presenza del D.S. e la formalizzazione della riunione da parte dello stesso)
  • Coinvolgimento del Consiglio di Classe nella compilazione del Contratto formativo
  • Inserire gli alunni in classi il cui Consiglio di Classe sia composto da docenti disposti a parlare in una lingua straniera e a comprendere/aiutare le difficoltà dell’alunno straniero
  • Coinvolgere i colleghi nella comparazione dei sistemi scolastici (confronto tra allievi-materie scientifiche)
  • Prevedere un incentivo economico per il lavoro svolto dai colleghi del Consiglio di Classe
  • La differenza dei programmi con la scuola straniera può diventare un punto di forza per imparare il sistema educativo del Paese ospitante.
  • Coinvolgere i colleghi dei Consigli di Classe negli incontri organizzati dall’Agenzia nazionale LLP
  • Favorire la comunicazione via mail tra i docenti italiani e i docenti stranieri delle varie discipline parallele.
  • Coinvolgimento dei docenti tramite newsletters.
  • Presentare l’alunno straniero anche al personale della segreteria e del personale ATA

L'inserimento dell'alunno straniero nelle classi
  • Rapporto stretto tra il mentore italiano e il docente di contatto straniero.
  • Richiedere alla scuola di provenienza programmi dettagliati per ogni disciplina
  • Preparare con estrema attenzione il contratto formativo.
  • Focalizzare in modo più adeguato e condiviso gli argomenti e le competenze richieste in fase di compilazione
  • Invitare la scuola straniera di provenienza a prendere atto delle differenze con la scuola italiana ospitante.
  • Se necessario apportare delle modifiche in itinere del contratto formativo purché tutti gli attori siano d’accordo.
  • Inserimento dell’alunno straniero nella classe dell’alunno ospitante
  • Disseminazione capillare all’interno della scuola degli alunni stranieri, anche per favorirne l’inserimento e la socializzazione
  • Se gli alunni stranieri sono tre o più di tre inserirli in classi separate.Distribuirli nelle classi a piccoli gruppi (in caso di numeri grandi)
  • Organizzare un percorso personalizzato: inserire l’alunno in più di una classe, nel rispetto delle sue competenze nelle diverse materie.
  • Costruzione di un orario ad hoc per ciascun alunno ospite pur mantenendo una classe di riferimento
  • Individuare una classe che svolga un programma compatibile con il livello di partenza dell’alunno straniero ridefinendo l’orario e il contratto formativo.
  • Organizzare, se necessario, delle lezioni supplementari.
  • Coinvolgere docenti e compagni in un lavoro di semplificazione lessicale e grammaticale
  • Valorizzare l’alunno straniero nelle competenze che già possiede
  • Incoraggiare i docenti a includere l’alunno nella propria classe nonostante le sue limitate conoscenze linguistiche
  • Privilegiare l’inserimento degli alunni stranieri in classi con attività laboratoriali
  • Favorire la sua partecipazione ad altri progetti (es. scambi culturali/gruppo teatrale/gite scolastiche).
  • Inserire l’alunno nello staff che organizza feste
  • Rendere i compagni italiani dei mediatori culturali
  • Individuare dei tutor di pari età (dando loro credito formativo)
  • Utilizzo in tempo reale della rete per trovare fonti sugli argomenti trattati
  • Spingere l’alunno straniero a condividere il più possibile la vita scolastica del suo “gruppo classe”
  • Formalizzare da subito sul registro di classe la presenza degli alunni stranieri, il loro piano orario indicando le date di inizio e fine esperienza
  • Creazione di un REGISTRO DELLA MOBILITA’: si tratta di un registro che viene riprodotto in tante copie quanti sono i docenti che hanno nella propria classe l’alunno straniero. Sul registro vengo riportante le presenze/assenze dell’alunno, gli argomenti che il docente tratta durante la lezione a cui partecipa l’alunno, la valutazione dell’alunno con relativi voti, eventuali osservazioni.
  • Inserire l’alunno straniero nel registro della classe che frequenta. Nel caso poi si sposti anche in altre classi l’alunno verrà indicato nel registro personale del docente.
  • Non procedere subito all’acquisto del materiale didattico: nella fase di inserimento potrà co-utilizzare il materiale dei compagni (+ fotocopie)
  • Chiedere ai colleghi di mettere a disposizione una copia del libro di testo utilizzato
  • Preparare dispense contenenti le parti del programma previste durante il periodo di mobilità.
Alcuni suggerimenti per la valutazione
  • Utilizzo di Visite Preparatorie Comenius o Formazione in servizio Comenius - Job Shadowing per discutere in maniera più dettagliata i parametri di valutazione anche se l’oggettività della valutazione deve talvolta o spesso conciliarsi con la soggettività valutativa degli insegnanti che non adottano gli stessi parametri nel valutare competenze e abilità
  • Valutare gli alunni seguendo le richieste del Paese di provenienza (sulle competenze e non sulle singole unità didattiche, sui rapporti interpersonali, arricchimento personale)
  • Flessibilità del Contratto formativo
  • Griglia di valutazione che tenga presente i seguenti punti: apprendimento, partecipazione, valutazione su scala numerica (ove possibile).
  • Allegare alla griglia di valutazione le copie delle verifiche (gli originali rimangono agli atti della scuola ospitante).
  • Pretendere serietà dall’alunno e frequenza costante.
  • Richiedere ai colleghi almeno una valutazione mensile
  • Il mentore deve “marcare stretto” i colleghi e tenere costantemente le fila del progetto didattico
  • Valutazione trasversale da parte del mentore anche su attività extracurriculari/extrascolastiche
  • Formalizzare, con un documento ufficiale, la valutazione del Consiglio di Classe sulle materie che fanno parte del curriculum scolastico dell’alunno straniero
  • Prevedere nell’orario delle ore dedicate allo studio individuale per la scuola di provenienza
  • Coinvolgere l’alunna/o comunque in modo attivo nella dinamica formativa
  • Preparare una relazione sui contenuti e sulle metodologie utilizzate per le discipline seguite da presentare una volta rientrati nella scuola di provenienza
  • Adoperarsi affinché la scuola di provenienza riconosca gli studi nell’istituto italiano

Una corretta gestione finanziaria
  • Riunioni informative con il DSGA
  • Coinvolgere in prima persona il Dirigente che si faccia tramite fra la segreteria e il docente mentore
  • Individuare una persona, nella segreteria, che si specializzi in progetti europei
  • Il docente dovrebbe avere un fondo dal quale attingere per le spese dell’alunno: visite ai musei, brevi viaggi, luoghi di socializzazione, mezzi trasporto.
  • Segnalare alla scuola di proveninza eventuali documenti mancanti o incompleti
  • Contattare la famiglia d’origine se mancano schede mediche o il Modulo per il consenso dei genitori
  • Produrre una documentazione provvisoria per l’emergenza
  • Informare l’Agenzia nazionale LLP nell’eventualità manchino documenti fondamentali

Il tempo libero e il processo d'integrazione degli alunni stranieri

  • Invitare le scuole di provenienza a selezionare alunni senza difficoltà di adattamento
  • Incoraggiare sempre gli alunni ad esprimere le proprie emozioni
  • Lavorare sulle norme di comportamento
  • Monitorare gli alunni nel primo periodo di mobilità
  • Prevedere colloqui regolari e frequenti con il mentore
  • Prevedere contatti frequenti del mentore con la famiglia ospitante
  • Avere molta pazienza e ripetere più volte i diversi appuntamenti agli alunni stranieri soprattutto all’inizio, quando avranno timore di non aver capito bene e quindi chiederanno sempre conferma.
  • Cercare di sapere che cosa si aspettano dalla scuola. Far capire loro e far conoscere le regole dell’Istituto italiano.
  • Cercare di monitorare il loro tempo libero per vedere se dedicano troppo/poco tempo allo studio.
  • La scuola dovrebbe organizzare attività extracurricolari e attività tandem linguistiche fuori dell’orario scolastico
  • I docenti italiani devono porsi le seguenti domande:
    quale lingua usare?
    Come mantenere vivo l’interesse?
    Come facilitare l’integrazione?
    Come facilitare l’apprendimento?
  • Rassicurare l’alunna/o: il periodo di mobilità potrà essere una bella esperienza
  • Affiancare agli alunni stranieri degli alunni italiani con buone competenze interculturali
  • Preparare con estrema attenzione una presentazione dell’Italia (modi di vivere e intendere; ad es: traffico, rumore, fumo, orari, negozi..) per evitare “stereotipi” e “traumi” da adattamento e farla illustrare dal mentore italiano.
  • Gestire ogni “stranezza “ con delicatezza senza enfatizzare il momento
  • Creare una rete tra le famiglie ospitanti
Gestire eventuali difficoltà di socializzazione
  • Organizzare “feste di benvenuto”, con il coinvolgimento di più gruppi classe
  • Concentrare le uscite didattiche nel periodo di permanenza degli alunni stranieri
  • Invitare un alunno straniero a conferire nella propria lingua con gli alunni di altre scuole nelle quali è previsto l’insegnamento della sua lingua madre.
  • Individuazione di un alunno tutor scelto dal mentore per ogni materia di insegnamento.

Gestire l'eventuale nostalgia di casa
  • Suggerire alla scuola di provenienza di selezionare alunni motivati e flessibili.
  • Tener presente che spesso i docenti degli altri paesi non conoscono molto bene i loro alunni.
  • Fiducia reciproca e franchezza tra mentore italiano e docente di contatto della scuola di provenienza straniera.
  • Coinvolgere gli alunni stranieri in attività comuni extrascolastiche ad esempio sport, visite, giochi, mostre….
  • Far conoscere il territorio come risorsa per “rompere l’isolamento”
  • Meno tecnologia e più “affetto”
  • Contenere l’intervento dei genitori dell’alunno
  • Importante il dialogo costante tra mentore e alunno. Per prevenire o cogliere sul nascere le situazioni critiche è fondamentale l’ora settimanale di colloquio fra alunni stranieri e mentore italiano.